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Generazione Y: al lavoro!

Ultimamente si fa un gran parlare della Generazione Y, di cui fanno parte i bambini e gli adolescenti di oggi, ovvero gli adulti di domani. Si analizzano le loro caratteristiche sociali e gli aspetti comportamentali, alla ricerca di standard riconoscibili che ci facciano esclamare: “Sei della Generazione Y? Allora sei così, e sicuramente fai cosà”.

Io sono fermamente contraria alle generalizzazioni, ma resta il fatto che dare un nome alle cose aiuta a mettere a fuoco un concetto e a comprendere di cosa stiamo parlando.

Non voglio entrare nel merito degli elementi specifici che le indagini attribuiscono a questi ragazzi (ne cito qualcuno: indipendenti, impazienti, scettici, schietti ma anche sicuri, tolleranti, pieni di aspettative, abituati ad adattarsi, veloci nell’apprendimento).

Mi interessa, piuttosto, riflettere sull’impatto che la Generazione Y potrà avere sulle organizzazioni e sul business, e sui possibili scenari che ci attendono. E lo farò prendendo spunto dall’intervento di Norman Lewis all’International Forum on Enterprise 2.0.

La “cultura della cameretta”

Lewis notava che oggi i ragazzi, per diverse ragioni, crescono in presenza degli adulti molto più che in passato: la “cultura di strada” è stata sostituita dalla “cultura della cameretta”. E questo attira i ragazzi verso la tecnologia, perché si annoiano e vogliono i loro spazi. Per il 95% di loro internet è il mezzo di comunicazione più seguito; negli USA la maggior parte dei blogger hanno tra i 15 e i 19 anni. Attraverso tecnologia e Rete, i ragazzi superano l’esperienza dell’isolamento e si esprimono.

Ciò significa che quella che noi, imperterriti, continuiamo a chiamare “tecnologia“, per ragazzi e adolescenti tale non è. E’ il loro mondo naturale, la norma, la quotidianità fatta degli strumenti con cui sono nati e con cui stanno crescendo.

Generazione Y in azienda: quale scenario?

Cosa succederà quando la Generazione Y si affaccerà al mondo del lavoro ed entrerà nelle aziende? La risposta di Norman Lewis è chiara e sintetica: faranno fatica, e molta, perché:

  • la Rete non è strutturata né gerarchica
  • sul web vige l’autonomia e l’espressione libera
  • l’ordine è determinato dall’individuo stesso, e non da qualcosa di esterno.

Insomma, l’esatto contrario dell’ambiente aziendale.

Dunque la vera domanda è: riuscirà il mondo del lavoro a modificare se stesso così tanto da risultare confortevole e adeguato alla Generazione Y? Come disse già qualcuno, “ai posteri l’ardua sentenza”. Ma, intanto, qualcosa si muove: e questo ne è un esempio.

Pubblicato su Intranetlife il 3 luglio 2008

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