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30
mar2009

Microsoft Sharepoint e l’Enterprise 2.0

di Roberto Cobianchi

Microsoft Sharepoint e l’Enterprise 2.0

Sharepoint. O si ama o si odia. Non esistono soluzioni intermedie. Anche le valutazioni che dovrebbero essere fondate solo su elementi razionali, appaiono investite da una componente non razionale che spesso prende il sopravvento. C’è chi bolla l’ipotesi di usare il prodotto della casa di Redmond per soluzioni Enterprise 2.0 come barzelletta da Guinness dei Primati.

Quintarelli, che ringrazio per la segnalazione, utilizza una metafora calcistica, osservando che Sharepoint è spesso al centro di accese dispute tra i fan e i detrattori, e riporta il punto di vista di Thomas Vanderwal espresso in “SharePoint 2007: Gateway Drug to Enterprise Social Tools” e alcuni risultati di un report dell’AIIM dal titolo “State of the Market: Microsoft Sharepoint“.

Non sono un estimatore di Microsoft Sharepoint: l’ho utilizzato tre anni fa e non mi ha entusiasmato. Già allora esistevano soluzioni open source ricche di funzionalità avanzate, seppur con diversi problemi tecnici, e con una visione molto più innovativa. Eppure la presunta solidità del prodotto proprietario, e quella del nome Microsoft, indussero in quell’occasione a orientarsi verso questa soluzione. Il ricordo che ne ho è in parte descritto dalle considerazioni di Vanderwal nel post citato: impostazione orientata alla gestione di documenti, approccio gerarchico, predisposizione alla non condivisione dei documenti.

Lo studio dell’AIIM evidenzia lo stato di adozione di questo prodotto nelle imprese. Ci sono segnali davvero poco confortanti: nel 47% delle aziende intervistate l’utilizzo prevalente è il file sharing, e il 50% lamenta un investimento in customizzazione superiore alle aspettative.

Ma restando su considerazioni di carattere tecnologico non si arriva da nessuna parte: ci saranno sempre statistiche che presentano importanti successi e statistiche che mostrano grandi insuccessi. Allo stesso modo, ci saranno sempre estimatori soddisfatti dall’utilizzo di un prodotto e detrattori pronti a raccontare le ragioni di un abbandono anche dopo investimenti notevoli.

Spostandosi invece sul piano di considerazioni applicative, cioè di come viene utilizzato un prodotto, occorre ricordare che l’Enterprise 2.0 – definizione con cui si indica il cambiamento dell’organizzazione, dei processi e del modo di relazionarsi delle persone attraverso l’adozione di tecnologie internet web 2.0 e di modelli organizzativi basati sulla collaborazione estesa – è prima di tutto un fatto culturale e organizzativo; solo poi, è un fatto tecnologico.

Quindi la scelta del giusto strumento su cui fondare il progetto di cambiamento passa innanzitutto da una corretta valutazione del contesto in cui si opera: cultura aziendale, maturità tecnologica, atteggiamento delle persone, capacità di investimento e di rischio. La questione principale non è se Sharepoint sia o non sia il prodotto giusto per portare il web 2.0 in azienda. Piuttosto la domanda che devi farti è: cosa voglio ottenere? E dopo aver trovato la risposta: Sharepoint ha le caratteristiche giuste? Se sì, procedi; se no, cambia prodotto (possibilmente senza farti abbindolare dalle chiacchiere del marketing).

A mio parere, comunque – anche se in questi anni ha fatto notevoli passi avanti -, cercare di piazzare Sharepoint come piattaforma di Enterprise 2.0 è un tantino pretenzioso.


 

ARGOMENTO: Tecnologie | TAG:
Abbiamo parlato di: AIIM, Emanuele Quintarelli, Microsoft Sharepoint, Thomas Vanderwal

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