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Intranet: tre esigenze fondamentali

Il 16 e 17 aprile si è tenuta a New York una conferenza dal titolo The Intranet Insider World Tour Live alla quale hanno partecipato, tra gli altri, IKEA, Siemens, IBM, Deloitte, con presentazioni relative alle loro esperienze e ai risultati ottenuti.

Da un post di Toby Ward apprendo che la due giorni è stata una carrellata molto significativa di statistiche di vario genere sul tema. Lasciando perdere quelle orientate a capire quanto le intranet sono utilizzate dai dipendenti, quali strumenti contengono e quali sono i piani evolutivi – numeri che francamente mi hanno un po’ stancato -, vorrei soffermarmi su alcune indicazioni che ogni imprenditore e ogni manager è in grado di comprendere al volo. Perché parlano il suo stesso linguaggio.

Social networking interno

In particolare, ecco alcune evidenze riportate da Arun Parshad sui benefici ottenuti in Deloitte dall’utilizzo di soluzioni per il social networking:

  • incremento dell’8,2% nella retention del personale
  • incremento del 10% nella produttività
  • “11,8% di nuove opportunità di business”.

Quest’ultimo indicatore è espresso in modo poco chiaro; la lettura più ragionevole potrebbe essere che “il social networking tra i dipendenti ha permesso di incrementare dell’11.8% la capacità di individuare nuove opportunità di business”.

Questi indicatori colgono in pieno le tre esigenze fondamentali che sono al cuore di ogni iniziativa imprenditoriale (lasciando da parte i giochi finanziari cui tanto dobbiamo in questo periodo):

  1. trattenere le persone migliori
  2. metterle nelle condizioni di lavorare al meglio riducendo le inefficienze
  3. aggredire il mercato con nuove idee

Il primo dato, per quanto detto e ridetto, è sempre affascinante: dice che il clima interno, il tessuto dei rapporti tra i colleghi, le modalità di rapporto e la disponibilità di strumenti che aiutano la “socializzazione” tra le persone e il lavoro di gruppo sono, soprattutto tra i colletti bianchi, fattori determinanti, sui quali le persone possono decidere o meno di cambiare azienda. E questo significa che in realtà non è lo stipendio il fattore più importante, bensì il clima che si respira in azienda.

Collaborazione e condivisione

Il secondo dato, anche questo sentito più volte, mostra che aumentare le possibilità di collaborazione tra le persone e di condivisione delle informazioni al di là delle barriere funzionali e organizzative è di per sé un fattore che abilita l’efficienza.

Le informazioni “viaggiano” sui legami tra le persone – anziché essere semplicemente archiviate, quando va bene, e difficilmente recuperabili. L’incremento delle possibilità di relazione tra le persone non è un fattore che aumenta l’inefficienza perché le persone “perdono tempo a chiacchierare tra loro”, ma è la molla che facilita la circolazione delle idee. Per i cosiddetti “lavoratori della conoscenza” la capacità di essere produttivi risiede in gran parte qui, nell’avere rapidamente le informazioni che servono.

Nella stessa direzione il terzo indicatore dice che le idee nuove nascono non dal grande pensatore, ma dall’intelligenza collettiva delle persone che libera il genio nascosto.

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