7
mag2009
Ieri Roberto e io siamo stati a Better Software, e innanzitutto voglio fare i complimenti agli organizzatori: davvero un bell’evento, molto interessante – e di certo ne parlerò ancora.
Oggi voglio riprendere un aspetto che è emerso durante l’intervento di Alberto Falossi su “L’impatto del web 2.0 in azienda”: il crowdsourcing. Una parola davvero bruttina, che però porta in sé un enorme significato.
Modellata su “outsourcing” - quella pratica per cui le aziende appaltano a imprese esterne alcune attività interne – indica l’atto di delegare alcune attività a persone di tutto il mondo sfruttando le potenzialità del web.
I vantaggi principali sono:
- tempi di realizzazione molto più veloci
- diminuzione dei costi
- creazione di valore aggiunto, grazie alla natura collaborativa della rete.
Scendiamo nel concreto con un esempio. Mettiamo che tu abbia bisogno di rivedere il logo della tua azienda. La prassi normale è: sottoporre il problema a una società che si occupa di comunicazione e design, organizzare incontri con loro, attendere le bozze di alcune versioni del logo (quante? cinque, dieci?), scegliere quella che più ti convince. Inutile nasconderlo, di solito per questa attività si spende parecchio tempo e denaro.
Falossi nel suo intervento ha citato 99designs, un sito che francamente non conoscevo e che non vedo l’ora di usare. Il suo scopo è connettere clienti che hanno bisogno di attività di design (logo, sito web, biglietti da visita…) con una community formata da oltre 34mila designers di tutto il mondo.
In pratica quello che dovresti fare è: aprire un contest, spiegare in un brief le tue esigenze e i desiderata, segnalare ogni informazione utile per realizzare il logo. Poi dovresti indicare la cifra che sei disposto a spendere. A quel punto parte la rumba: decine di designers parteciperanno alla gara nel tentativo di aggiudicarsi la cifra che hai messo a disposizione. Durante il contest, che dura normalmente una settimana, potrai restare in contatto con i designers e aiutarli nel rispondere al meglio alle tue esigenze. Dopo sette giorni sceglierai il vincitore, che si intascherà i soldi e ti manderà gli originali protetti da copyright.
Ora rivediamo i vantaggi citati sopra alla luce di questo esempio:
- tempi di realizzazione molto più veloci: in una settimana riceverai decine e decine di proposte
- diminuzione dei costi: in questo momento, chi ha bisogno di un logo mette a disposizione cifre tra i 150 e i 600 dollari; i siti web vanno tra i 250 e i 1000 dollari
- creazione di valore aggiunto, grazie alla natura collaborativa della rete: credimi, finirai con l’avere l’imbarazzo della scelta, tra un numero di proposte che possono superare il centinaio.
Ma 99designs è solo un esempio di crowdsourcing: ci sono tanti altri siti che funzionano allo stesso modo occupandosi di tutt’altro (ricerca e sviluppo; programmazione; rilevazione delle mappe per il navigatore satellitare…).
Un altro, innegabile vantaggio della rete.
Se vuoi saperne di più, dai un’occhiata a questo video.
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[...] tra i relatori di Better Software era presente Alberto Falossi. Durante la scorsa edizione parlò del crowdsourcing in un ...
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Tiziana Martino, 7 maggio 2009
Ciao Francesca, anche io ero al Better software ieri e mi associo a te nel fare i complimenti a Develer per l’ottima organizzazione. L’intervento di Falossi è stato interessante e ben strutturato e devo dire che la scelta di utilizzare Prezi.com per la presentazione è stata vincente e ha dato maggiore credibilità al contenuto.
A presto
Francesca Fabbri, 7 maggio 2009
Ciao Tiziana! Davvero c’eri? Mi spiace, avremmo potuto conoscerci di persona! (tra l’altro ho un altro post nel cassetto proprio sulle donne: sai che ieri eravamo il 10% dei presenti??).
Prezi.com è stata un’altra piacevole scoperta, davvero bello per le presentazioni! semplice ed efficace.
A presto! (se sei su Facebook, abbiamo creato la pagina mimulus! così saprai i nostri spostamenti)
Tiziana Martino, 7 maggio 2009
A proposito di donne, ho denunciato a Simone di Develer la scandalosa assenza di quote rosa anche tra i relatori, mi ha detto che hanno contattato qualcuno (tra cui le GGD non so se le conosci) ma non hanno accettato. Certo se anche noi continuamo a restare in disparte!
Per quanto riguarda Facebook non mi sento ancora pronta psicologicamente per affrontare questo strumento.
Per il momento ricevo i vostri aggiornamenti per mail.
Quando vuoi puoi fare un salto sul blog.
A presto
Francesca Fabbri, 7 maggio 2009
In effetti tra i relatori l’unica donna era l’avvocato – peraltro, tema molto interessante e spinoso quello che ha trattato. Le GGD hanno rifiutato? Forse hanno troppi impegni
Per Facebook… basta imparare a essere moderati, e prenderlo a piccole dosi!
Sul tuo blog ci sono venuta più volte; continua così!
Alberto Falossi, 7 maggio 2009
Grazie per la citazione
Mi fa piacere che sia piaciuto l’intervento. Alla prossima!
Eleonora Borelli, 8 maggio 2009
Bel post e ottimi spunti, grazie. Cosi’ ho recuperato il primo intervento, che mi ero persa. (Sono nel 10%)