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This is a man’s world…

…cantava Seal, e me ne riapproprio.

Voglio precisare fin da subito che non sono una femminista convinta: la parità assoluta e in tutto secondo me non ci sarà mai, e – sempre secondo me – è giusto così.

Ma nel “nostro” mondo (quello fatto di consulenze, di web, di informatica e computer) le donne ci sono?

La prima risposta è: sì. La seconda è: poche, pochissime. La terza risposta è, invece, a sua volta una domanda: gli uomini sono pronti ad accettare e ad accordarci un nostro spazio significativo?

Riguardo alle prime due risposte: grazie a Francesco Pallanti, abbiamo calcolato che la presenza femminile a Better Software era un 10% tondo tondo (15 su 150 iscritti). Inoltre, degli oltre 30 relatori, soltanto uno faceva parte del gentil sesso.

Riguardo alla terza risposta che è una domanda: c’è un episodio, risalente a febbraio, che mi ha fatto riflettere molto. Mimulus era presente come sponsor al terzo Summit Italiano di Architettura dell’Informazione; io e Roberto avevamo “sparso” in mucchietti a ventaglio parecchi dei nostri biglietti da visita su un tavolo. Dopo i due giorni del summit i suoi erano spariti, mentre i miei erano praticamente tutti lì. Perché?

Insomma, le donne ci sono e credo che ce ne saranno sempre di più. Ma dobbiamo anche diventare brave, molto più brave degli uomini, perché finalmente ci accordino un posto di prim’ordine in questo lavoro, e perché smettano di associarci istintivamente e immediatamente alla segretaria o all’assistente (mi è capitato anche questo).

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Comments 4

  1. Mah…io certi discorsi non li capisco.
    Sorvolo sul problema dell’omologazione della donna all’uomo,che personalmente non condivido(l’omologazione,intendo)
    Ma se tu scrivi che la disparità è giusta,allora devi anche accettare che il cliente si rivolga al tuo collega e non a te.

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  2. Francesca Fabbri

    (Premessa: dire che la parità assoluta in tutto non è possibile non vuol dire che ritengo “giusta la disparità”).
    La parità assoluta è un’utopia perché uomo e donna sono diversi; questo è un dato di fatto, non un’opinione (a livello macroscopico: nello sport la maggior parte delle gare si fanno per sesso; la donna partorisce e l’uomo no, ecc.).

    “Siamo diversi” non significa che l’uomo è “meglio” o “di più” della donna, o viceversa. Non significa che io sono automaticamente la segretaria del mio collega in quanto lui è un uomo e io una donna.
    Siamo diversi, ma non per questo non possiamo trattarci da pari a pari, ad esempio nel lavoro.

    Rispondi

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