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Wikibility

Ovvero “l’attitudine dell’organizzazione ad implementare in modo proficuo strumenti di Enterprise 2.0”.

Il termine è stato coniato circa un anno fa da Vincenzo Cammarata, un tesista del Master in Communication and Economics Science dell’Università di Lugano.

Nella sua tesi dal titolo “Wikibility of Innovation Oriented Workplaces – The CERN Case” sulle attitudini di un’organizzazione ad adottare in maniera efficace gli strumenti per generare innovazione, Cammarata definisce le caratteristiche del tessuto organizzativo di un’impresa tali per cui l’introduzione di una soluzione wiki può trasformarla in un’organizzazione orientata all’innovazione. Fin qui è abbastanza semplice, perché in fondo si tratta di un’elaborazione teorica come altre.

La complessità sorge quando ci si pone l’obiettivo di capire se quelle caratteristiche sono presenti e in quale misura.

L’adozione di un wiki

Da un lato l’adozione di un wiki migliora la capacità delle persone di lavorare in gruppo e di gestire il tempo, di governare il processo decisionale, l’allocazione delle risorse e la comunicazione. D’altro canto la capacità di innovare necessita di agilità decisionale, collaborazione, flessibilità operativa, apertura alle idee e capacità di supporto costante alle persone.

Che relazione esiste tra questi fattori? e quali sono i fattori culturali chiave che li sottendono?

I fattori culturali chiave

Cammarata ne identifica otto. Nell’ordine:

  1. Velocità – è riferito alla caratteristica dell’organizzazione di assicurare l’aggiornamento in tempo reale di contenuti e risorse (dati, informazioni e risorse fisiche). Informazioni aggiornate sono essenziali per l’efficacia del processo decisionale e per garantire scambi di informazioni utili tra le persone.
  2. Flessibilità – è una caratteristica dell’organizzazione che dipende dalla capacità delle persone di gestire non solo il proprio lavoro, il proprio tempo e le proprie risorse, ma anche di interagire in maniera attiva e influenzare il comportamento dei gruppi di lavoro e lo svolgimento dei processi operativi.
  3. Condivisione – è legata al concetto di garantire l’accesso democratico e l’utilizzo a tutti i tipi di risorse, dagli strumenti fisici ai dati, dalle idee alle intuizioni delle persone. Questo genera la possibilità di riutilizzare la conoscenza precedente e generare nuove idee.
  4. Collaborazione – accade quando le persone hanno la possibilità di lavorare insieme sulla stessa attività generando nuova conoscenza. Questo comporta la possibilità di creare legami di collaborazione tra i gruppi coinvolgendo gli esperti di aree diverse in attività comuni.
  5. Social Networking – è il vero punto di partenza, perché introducendo questo concetto in un ambiente di lavoro è possibile cambiare alla radice in modo efficace la cultura organizzativa pre-esistente.
  6. Peering – riguarda l’assenza totale o parziale di strutture gerarchiche, e quindi la possibilità di portare contributi senza le limitazioni dovute alla posizione occupata nell’organizzazione.
  7. Apertura – le persone lavorano meglio se hanno accesso alle giuste informazioni, dovunque esse si trovino nell’organizzazione.
  8. Fiducia – per cambiare la cultura del “lavoro individuale” verso il “lavoro collaborativo” la fiducia è indispensabile ed è un requisito importante per favorire la creatività e orientare all’innovazione.

Ora l’affermazione di fondo: se questi fattori chiave sono presenti oggi nell’organizzazione e se lo sono a un “livello adeguato”, l’introduzione di una soluzione wiki non solo è possibile, ma è anche in grado di trasformare l’organizzazione orientandola all’innovazione.

Una checklist in quattro sezioni denominata “WIOWA – Wikibility Innovation Oriented Workplace Audit” consente di scandagliare il tessuto dell’organizzazione e darne una rappresentazione immediata.

wikibility

L’immagine qui sopra è tratta da “Wikibility of Innovation Oriented Workplaces – The CERN Case”.

Pubblicato su www.casaleggio.it il 31 ottobre 2008

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