28
mag2009

Le aziende italiane e i social network

di Francesca Fabbri

Le aziende italiane e i social network

Si fa un gran parlare di social network e dei possibili utilizzi che possono farne le aziende per generare un profitto a proprio vantaggio. Spesso però si tratta di chiacchiere, prive o quasi di fondamento, senza un riferimento preciso nella realtà.

Oggi vorrei segnalare alcune informazioni e un paio di contenuti trovati sul web che potrebbero, anche solo in parte, riempire i vuoti della chiacchiera.

Partiamo dalla teoria: Jason Bear ha pubblicato su SlideShare una bella presentazione dal titolo “7 Ways to Use Social Media to Build Stunning Business and Personal Brands”.

Le prime slide offrono uno sguardo generale sulla situazione attuale: diffusione dei social media, crescita esponenziale del numero di utenti di Facebook, “non è solo roba da ragazzi” (vedi LinkedIn), qualche dato tratto da sondaggi (“il 93% degli americani crede che un’azienda dovrebbe essere presente sui social media”)…

Poi i sette modi di usare i social media per costruire grandi business. Li elenco brevemente (se ti interessano puoi sfogliare l’intera presentazione in fondo a questo post):

  1. Reputation Management
  2. Customer Service
  3. Public Relations
  4. Customer Acquisition
  5. Customer Loyalty
  6. Thought Leadership.

Ma come siamo messi in Italia? Come al solito in ritardo su tutto? Direi di sì, anche se qualcosa si muove. E questa è la seconda informazione che voglio darti oggi.

Se ti interessa sapere cosa fanno le grandi aziende italiane nel mondo del web 2.0, puoi consultare l’elenco delle “Aziende italiane nei social network” che i ragazzi di tsw.it hanno stilato e aggiornano periodicamente. L’elenco è particolarmente utile, innanzitutto per due motivi: perché mostra chi fa cosa sui diversi social network, e perché conferma alcune tendenze già evidenziate da più voci.

Delle 47 aziende citate (da Benetton a Costa Crociere, da Enel a Feltrinelli…) 19 sono presenti su Facebook e solo 4 su MySpace – dato che conferma il calo di trend del secondo, anche in Italia.

La presenza più consistente è su YouTube (28 aziende, più della metà di quelle censite): credo che ciò sia dovuto al fatto che le grandi aziende producono già molti video, per altri canali – spot televisivi, presentazioni… –, ma anche perché l’uso di YouTube richiede una minore interazione con gli utenti rispetto ad altri ambienti on-line, e quindi un minor impegno nella gestione quotidiana.

Su Second Life resistono 2 organizzazioni – ma che ci stanno a fare ancora lì, non lo so.

Twitter ancora non ha “sfondato” tra le aziende italiane: soltanto 9 possiedono un account sulla piattaforma di instant messaging più famosa al mondo. Anche Flickr non sembra molto usato, con 10 presenze tra le 47 aziende elencate.

La direzione, comunque, è già tracciata: le aziende, piccole e grandi, dovranno investire sempre di più sui social network. Dovranno essere presenti on-line se vogliono essere presenti sul mercato - e, non mi stancherò mai di dirlo, non basta il sito aziendale per dire “ci sono”.

Forse dovrà diffondersi una nuova figura professionale: il social media manager.


 

ARGOMENTO: Web | TAG: ,
Abbiamo parlato di: Facebook, Flickr, Jason Bear, MySpace, Second Life, Twitter, YouTube, tsw.it

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