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Enterprise 2.0 e le PMI

Anche quest’anno siamo stati all’International Forum on Enterprise 2.0, e proprio come l’anno scorso è stato un piacere ascoltare David Terrar (puoi guardare il video del suo intervento).

Il tema della giornata – l’Enterprise 2.0, ovvero “l’uso di piattaforme di social software in modo emergente all’interno delle società o tra le società e i loro partner e clienti”, o ancora “un percorso di introduzione in aziende delle tecnologie e degli approcci tipici del web 2.0 per stimolare un dialogo e una collaborazione più efficiente e produttiva tra i dipendenti e i loro interlocutori all’esterno” – non è più una novità: al contrario dell’edizione dello scorso anno, siamo arrivati a Milano con qualche conoscenza – e per fortuna anche qualche esperienza – in più.

Enterprise 2.0 e PMI

La novità però Terrar l’ha portata. Sottolineando che normalmente i case study sull’Enterprise 2.0 riguardano le grandi aziende, col suo intervento ha provato a rispondere alla domanda “L’Enterprise 2.0 può funzionare per le piccole e medie imprese?”. La domanda è cruciale soprattutto per l’Italia, dove l’alto numero di PMI conferisce un volto “originale” alla nostra economia (basti pensare che in Italia le piccole aziende sono numericamente dieci volte superiori a quelle inglesi).

Il ritratto della PMI

Il ritratto che Terrar ha tracciato della PMI è tutto nostrano:

  • di solito il proprietario è un uomo di grandi idee, ma privo di un’esperienza formale in ambito aziendale
  • proviene da una cultura tutta familiare (quante piccole aziende italiane si tramandano di padre in figlio?)
  • la gestione della PMI si basa più sulla fiducia che sui contratti; più sulla tattica che sulla strategia
  • si tende ad arrangiarsi più che ad affidarsi a consulenti esterni.

Aggiungiamo a questo ritratto uno “sfondo” di attualità, il contesto economico in cui ci troviamo ora. Si tratta di un momento certamente difficile ma anche affascinante: da una parte la “stretta creditizia”, dall’altra l’esigenza di innovare per poter fare business in modo efficace. E’ qui che entra in gioco l’Enteprise 2.0.

Enterprise 2.0: tecnologia o processi aziendali?

Un errore comune è quello di ritenere che l’Enterprise 2.0 abbia a che fare principalmente, se non esclusivamente, con la tecnologia. In realtà riguarda i processi aziendali, e perché funzioni bisogna tener conto dell’acronimo S.W.I.T.C.H., ovvero (provo a tradurre in italiano…):

  • cominciare avendo ben chiaro in mente lo scopo: cosa voglio fare con questo “oggetto”?
  • considerare quali sono le persone coinvolte nell’introduzione di strumenti E 2.0: che effetto avrà per me, per lui, per lei?
  • la  tecnologia è unicamente un supporto
  • occorre cercare la facilitazione alla community, che implica: predisporsi a perdere il controllo, scegliere un community manager, compilare guide per la moderazione…
  • bisogna trovare aiuti e risorse.

In un’unica parola: S.W.I.T.C.H., cambiare.

In chiusura, Terrar ha mostrato alcuni esempi di piccole aziende che hanno adottato soluzioni Enterprise 2.0. – poche, ovviamente. E’ un vuoto del mercato pronto per essere occupato da qualcuno. Noi di mimulus prendiamo a prestito la frase con cui il relatore ha chiuso l’intervento: “Voglio occupare questo spazio”.

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