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E’ tutta questione di stile

Da studentessa universitaria ho corretto le tesi di almeno una trentina di amici. Non avevo nessun tipo di formazione, ma avevo il talento di scovare gli errori e un minimo di buon senso per capire che, anche “solo” in una tesi di laurea, l’uniformità di stile e la coerenza erano aspetti molto importanti.

Ricordo che dicevo sempre: non esiste – ad esempio – il modo giusto di citare un libro; l’importante è che, scelta una strada, la si percorra fino in fondo, in tutte le pagine. E le domande dei miei amici erano sempre le stesse: il numerino di una nota va prima o dopo la punteggiatura? A me piace di più prima, ma anche dopo va bene; l’importante è che, ogni volta che compare una nota, il numerino si trovi sempre nella stessa posizione.

Manuale di stile per copywriter

A un livello più “professionale”, l’insieme di queste regole – più ragionate e meno istintive – forma il manuale di stile, o Style Guide. Ogni casa editrice, ogni testata, ogni rivista ne ha una, tendenzialmente cartacea, che consegna ai suoi redattori. Io stessa, avendo lavorato con alcune case editrici e riviste, ho avuto a che fare con diversi manuali di stile.

Ma le Style Guide non servono solo a chi compila un’antologia o a chi scrive un libro; possono rivelarsi utili anche per scrivere un documento o una mail. Allo stesso modo, la Style Guide non è materia esclusiva di case editrici e giornali; anche gli enti e le aziende di una certa dimensione dovrebbero averne una.

Luisa Carrada
nel suo “Il mestiere di scrivere” (Apogeo 2007) segnala alcune Guide di stile online – ovviamente ne esistono solo in lingua inglese.

La Style Guide dell’Economist

Ad esempio, la Style Guide dell’Economist, il settimanale economico che, in quanto a stile, non ha nulla da imparare. La versione online è una guida molto agile, di veloce consultazione e ricca di esempi. L’unica eccezione a queste caratteristiche riguarda l’introduzione, dove si invita il lettore alla chiarezza e alla semplicità (“Clarity of writing usually follows clarity of thought. So think what you want to say, then say it as simply as possible”).

Sei regole per scrivere bene, firmato George Orwell

Nell’introduzione sono citate anche le sei regole per scrivere bene di George Orwell, che mi piace riportare qui:

  1. non usare mai metafore, similitudini o altre figure retoriche che sei abituato a vedere sulla stampa
  2. non usare mai una parola lunga se ce n’è una più corta
  3. se puoi tagliare una parola, tagliala sempre
  4. non usare mai la forma passiva quando puoi usare quella attiva
  5. non usare mai una parola straniera, un termine scientifico o un’espressione gergale quando c’è un’equivalente nella lingua quotidiana
  6. rompi immediatamente queste regole prima di dire qualcosa di tremendo.

La Guida della BBC

Segnalo anche un altro manuale di stile online: è la guida della BBC, che si può scaricare in pdf. Rispetto alla Style Guide dell’Economist è molto più discorsiva, dettagliata e corposa, ma piacevolissima da leggere e molto interessante.

Dunque non mi resta che augurare buona scrittura a tutti!

Pubblicato su Intranetlife il 14 dicembre 2008

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