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Tra pochi giorni uscirà in libreria l’ultima fatica di Luca Conti dal titolo “Fare business con Facebook” (Hoepli) e, in attesa di poterlo acquistare, ho rivolto a Luca alcune domande.

ROBERTO: Il “fare business” viene in genere associato al concetto di “vendere”, acquisire ordini, aumentare i ricavi. Su Facebook questa è una prospettiva corretta o no?

LUCA: No, non è corretta, almeno oggi. Facebook, come i social network e il social web più in generale, è un ambiente in cui le persone conversano e condividono informazioni. Intervenire nelle conversazioni cercando di lanciare messaggi commerciali non è efficace ed ottiene un effetto di repulsione. Lo dimostrano i bassi tassi di click negli annunci su Facebook, giusto per fare un esempio. Ciò non toglie però che, con l’introduzione di una moneta di scambio e micropagamenti, anche su Facebook domani si possa promuovere e vendere qualcosa direttamente.

fare_business_con_facebookROBERTO: Ci sono esempi di utilizzo di Facebook in chiave business che vadano oltre le azioni di marketing, branding o in genere “di relazione” con gli utenti-clienti? Secondo te è un’evoluzione possibile e/o sostenibile oppure è troppo prematura?

LUCA: Non mi sembrano limitate le azioni che hai descritto. Stiamo sempre parlando di un ambiente di conversazione e di comunicazione. La comunicazione personale e il passaparola sono strumenti potentissimi di orientamento degli acquisti, ma non sono gli unici. Per premere le altre leve vanno usate altre piattaforme e il web è comunque un canale, variegato, tra tanti altri canali disponibili. Per il branding su larga scala, con basso costo contatto, la televisione resta inarrivabile.

ROBERTO: “Fare business con Facebook”: siamo già arrivati al punto di non ritorno, ovvero è una realtà assodata e stabile, oppure manca ancora qualcosa che renda il “business su Facebook” un fatto consolidato?

LUCA: Facebook è un fenomeno consolidato, entrato nella quotidianità di milioni di persone, tutti i giorni. L’opportunità di fare business con Facebook è ancora messa in atto solo ad un centesimo o poco più della sua potenzialità. Per come Facebook è stato creato, ogni singola attività commerciale, dal negozio al bar, potrebbe trovare giovamento dall’aprire un Profilo Pubblico. Oggi, in Italia, tali tipologie di business non sono quasi online, neanche nell’acquisto di parole chiave geolocalizzate su Google, figuriamoci se hanno compreso i social network. Ciò non significa che siamo fermi ed immobili, tutt’altro. Conosco una fioraia di Savona che ha un blog e ora aprirà un Profilo Pubblico su Facebook, perché ha capito che i due strumenti si integrano. C’è tanto da lavorarci su.

ROBERTO: Esiste una “Facebook netiquette”? Quali sono le 5 regole di comportamento che ti sentiresti di suggerire a chi muove i primi passi con il Profilo Pubblico della propria attività?

LUCA:

  1. scegliere una bella immagine e inserire visivamente anche il link del proprio sito, sfruttando tutta la lunghezza consentita
  2. pensare a quali contenuti si prestano di più ad essere condivisi, tra quelli prodotti, e puntare su quelli
  3. integrare Facebook nella strategia online ed offline di promozione
  4. vivere Facebook, rispondere ai commenti e ai messaggi, partecipare
  5. imparare dai competitor più evoluti e non finire mai di aggiornarsi: tutto cambia rapidamente.

ROBERTO: Hai tre nomi di aziende che si stanno comportando “bene” su Facebook? e italiane?

LUCA: Nel libro ne cito diverse e conto di raccoglierle in una pagina all’interno del blog, anche con il contributo dei lettori. FIAT è indubbiamente la migliore tra le italiane. Tra le aziende internazionali mi hanno ben colpito Vitamin Water, Adidas ed Ernst & Young, che lo usa come canale di recruitment.

ROBERTO: perché non sei fan di mimulus? 🙂

LUCA: 🙂 La fase di stesura del libro mi ha fatto vivere in Facebook giorno e notte. Nelle settimane successive mi son dovuto prendere una pausa. Se mi inviti di nuovo, questa volta accetto. Perseverare, in questo caso, non è diabolico 🙂

Grazie Luca, disponibile come sempre… e arrivederci alla “Cena Marchigiana“, spero che tu possa esserci!

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