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Mi ero ripromesso che per un po’ avrei evitato di scrivere su Facebook, per due motivi: il primo è che oramai in giro si leggono sempre le stesse cose – sarà che ho letto il libro di Luca Conti e ora tutto il resto ha il sapore del già “noto” -;  il secondo è che sulla Rete ci sono tante altre cose interessanti di cui parlare.

Oggi però devo fare uno strappo a questo mio proposito.

Mi è capitato di leggere un post di Janus Boye che fin dal titolo ha scatenato la mia curiosità: “When will you take Facebook seriously?“. Nelle prime righe del post Boye riporta un suggerimento di Jane McConnell: i gruppi e le pagine di Facebook dovrebbero essere considerate, da un punto di vista concettuale, un’estensione dell’intranet. Anche se si trovano su un ambiente esterno.

Ma se l’intranet è l’ambiente interno di scambio informazioni, accesso a dati e applicazioni e collaborazione; se è il luogo in cui tutta la conoscenza dell’organizzazione dovrebbe essere archiviata in modo organico, consultabile e aggiornabile; allora è difficile immaginare che tutto ciò possa essere “condiviso” con/in un ambiente esterno come Facebook. A questo proposito ho già scritto qualche mese fa sul caso di Serena Software, e da allora non ho cambiato idea.

Dal punto di vista dello scopo, l’intranet e il social network sono contesti differenti: il primo racchiude l’altro sia a livello funzionale che a livello concettuale.

Al livello funzionale si può valutare, sul piano tattico, l’alternativa tra la creazione di un ambiente sociale all’interno della propria rete e l’utilizzo di strumenti esterni. Facebook rende disponibili, e gratis, quelle funzioni che connettono le persone in modo semplice e divertente e consentono loro di mantenere un certo livello di relazione attraverso lo status update, le foto, il tagging, la condivisione di link e le note. Uno sviluppo interno è senza dubbio più oneroso, ma sicuramente nel medio periodo è più efficace.

Al livello concettuale, l’intranet è l’organizzazione intera e non appena l’insieme delle sue relazioni interne. I membri di un’organizzazione sono “già” connessi tra loro per il fatto che, volenti o nolenti, cooperano per il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Il networking deve rafforzare l’efficacia operativa; per questo occorre che le funzioni sociali siano “inserite” e integrate nelle funzioni operative, e non invece collaterali.

Tu che ne pensi? Hai esempi e casi per arricchire questa conversazione? Io nel frattempo ho chiesto a Jane un chiarimento.

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Comments 3

  1. Posso solo dire che sono d’accordo, da sempre, su questo punto. FB e altre applicazioni sono una fonte di ispirazione, non un modello da clonare. Ma teniamo conto che i soci fuoriusciti da Facebook sono usciti proprio per andare a proporre FB in salsa enterprise. E staremo a vedere che si inventeranno

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  2. già, stiamo a vedere se la “salsa enterprise” renderà digeribile il pacco. Ciao

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  3. complimenti per le belle foto che usate..attenzione a tutelare i diritti nossstri e quelli delle nosstra famigghia ahhhh!! capiti ci siamo?

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