Your Web Therapy - Curiosità. Passione. Divertimento. - Con questi ingredienti lavoriamo su Organizzazione, Contenuti e Tecnologie. RSS
0
Piccoli testi tutt’altro che facili

Una delle mie ultime fatiche è stata la descrizione di alcuni progetti realizzati da Mimulus, compressa nello spazio di circa mille caratteri. Per una destinazione prima di tutto cartacea, e poi anche web.

Mille caratteri non sono tanti – circa un terzo della lunghezza dei post che scrivo per questo blog. Ma per raccontare un cliente, la sua situazione e il progetto svolto dai mimuli, sono proprio pochi! E’ così che mille caratteri diventano difficilissimi da scrivere; peggio che scalare una montagna. E ci vogliono giorni. E alla fine ti tremano comunque le gambe, perché la carta non è come il web: da lì non si torna indietro, e dopo la stampa l’errore o la brutta frase non li correggi più.

Qualche tempo fa mi sono misurata con testi ancora più brevi, di poche decine di caratteri. Erano i testi per il messaggio di errore, di corretto invio del form e di notifica via mail di un sito che stavamo per rilasciare. E ho definitivamente capito che la fatica è inversamente proporzionale alla lunghezza del testo che devo scrivere.

Proprio in questi giorni mi sono iscritta ad alcuni portali e, una dietro l’altra, mi sono arrivate le mail di conferma dell’iscrizione. L’analogo del lavoro che ho fatto qualche mese fa, ma visto dall’altra parte – dalla parte dell’utente. E quale occasione più ghiotta per mettere a confronto i testi e analizzare i diversi risultati? Eccone alcuni:

1. “Gentile Francesca,

hai richiesto la registrazione al servizio di invio gratuito xxx di xxx. Questo messaggio serve per verificare la validità della email indicata e per protezione da iscrizioni non richieste. Per confermare l’attivazione del servizio, clicca qui: xxx. Se la procedura sarà portata a termine con successo, ti si aprirà una pagina di conferma e riceverai una seconda email riepilogativa con i tuoi dati di registrazione e con le istruzioni per effettuare il primo login.

Grazie per l’attenzione”.

La mia prima impressione è che il testo sia davvero troppo lungo. L’ansia del copy di voler dire tutto lo fa perdere in spiegazioni superflue, se non inutili. Nello specifico, frase per frase:

  • hai richiesto la registrazione al servizio di invio gratuito xx xx di xxx.net” forse poteva essere omessa; mettiamo però che sia un gesto di cortesia e che voglia segnalare all’utente eventuali furti di identità digitale
  • la spiegazione “Questo messaggio serve per verificare la validità della email indicata e per protezione da iscrizioni non richieste” ha senso per i gestori del portale, ma è del tutto inutile per l’utente
  • l’ultima frase (“Se la procedura sarà portata a termine con successo, ti si aprirà una pagina di conferma e riceverai una seconda email riepilogativa con i tuoi dati di registrazione e con le istruzioni per effettuare il primo login”), oltre a risultare un po’ macchinosa, contiene informazioni date all’utente nel momento sbagliato; sarebbe più corretto riportarle nella pagina di conferma citata nel testo.

Una mail di oltre 500 caratteri che poteva essere, a mio parere, molto più breve. Anche sul tipo di lessico usato avrei qualcosa da dire… ma passiamo oltre.

2. “Salve,

Abbiamo ricevuto la tua richiesta di iscrizione su xxx xxx. Per attivare il tuo account clicca sul link di verifica che segue: xxx”.

Il “Salve” iniziale mi dice che chi scrive ha un certo imbarazzo: “non so proprio come cominciare, così uso una forma di saluto generica, né formale né troppo informale”. Ma “Salve” è una forma un po’ desueta, soprattutto nello scritto, e piuttosto anonima. Personalmente, in testi come questi la eviterei.

3. “Buongiorno Francesca,

Grazie per esserti registrato su xxx xxx!

Grazie ancora”.

Mi chiedo a cosa serva la chiusura “grazie ancora”… La ripetizione sarebbe giustificata se tra il primo ringraziamento e il secondo ci fosse un testo di una certa lunghezza. Ma così, con solo sei parole tra l’uno e l’altro, mi vengono in mente due ragioni che giustificano la sua presenza: la prima è che chi ha scritto questa mail non ha niente da dire, e usa la ripetizione per riempire una riga (tre sono meglio di due?). La seconda è che il mittente è molto, molto grato che mi sia iscritta al suo portale: ma ciò non potrebbe denotare una scarsa qualità del portale stesso?

In conclusione: per quanto possa sembrare scontato, già acquisito, forse anche banale, il principio imprescindibile di chiunque scriva non solo per se stesso è “put the reader first” il lettore prima di tutto. Ricordati di questo, quando dovrai scrivere qualcosa. E tutto verrà magicamente meglio!

Share on Pinterest
Invia a un amico










Inviare

#hobisognodiuncorso!

Corsi di formazione sui Social Network.

Scrivi un commento

Iscriviti alla Newsletter Mimulus!

E' il modo più efficace e veloce di ricevere i nostri ultimi articoli, direttamente nella tua casella di posta elettronica!
OK, mi iscrivo subito! :)