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nov2009

Alberghi italiani e web, a che punto siamo?

di Francesca Fabbri

Alberghi italiani e web, a che punto siamo?

Ieri mattina al BTO abbiamo ascoltato l’intervento della blogger Elena Farinelli durante la training session su Terme, Benessere e Web.

Ecco alcuni spunti tratti dalla sua presentazione.

1. Una ricerca sems del 2008 dice che il 96% delle persone, prima di fare un acquisto, cerca informazioni sui motori di ricerca.

Alla prima edizione del BTO, gli uomini di Google hanno giustamente bacchettato il settore alberghiero italiano, per una ragione tanto semplice quanto disastrosa: in Italia perdiamo moltissimi turisti stranieri perché i siti dei nostri alberghi e delle strutture ricettive non sono aggiornati, né come contenuti né come tecnologie e, nella maggior parte dei casi, non sono tradotti in inglese.

Il risultato? Gli stranieri cercano informazioni che non trovano, e preferiscono andare in Spagna. E la nostra economia ringrazia.

2. Un altro problema, abbastanza tipico del settore alberghiero ma non solo, è che spesso la promozione on-line e quella off-line non coincidono. Ma cosa può pensare un utente quando vede un cartellone e legge un messaggio che, poi, non ritrova on-line? Di certo non avremo conquistato la sua fiducia, anzi. E questo è un errore molto più grave di quel pensiamo.

3. Alle persone che di mestiere fanno web marketing, solitamente un albergatore chiede: “puoi fare in modo che il mio albergo sia nella prima pagina dei risultati di alberghi per la mia città?”. Ma, ha giustamente notato la Farinelli, se è fondamentale farsi trovare su Google, perché così tanti siti non rispondono ai criteri del motore di ricerca più cliccato? Quanti siti non sono indicizzati o indicizzabili…

4. Ma perché la visibilità è così importante? Negli USA, il 51% degli acquisti in ambito turistico arriva da internet – e, inutile nasconderlo, tra poco sarà così anche da queste parti.

Anche al di là di questo dato, oggi la progettazione della vacanza avviene sempre più on-line. Forse la prenotazione si fa in agenzia, ma lì ci si arriva con le idee già molto chiare. In quest’ottica acquisiscono sempre più importanza i siti non transazionali, ovvero quelli che non vendono nulla ma che aiutano l’utente a scegliere una località o una struttura.

Meditate, gente, meditate… noi intanto ascoltiamo altri interventi. A presto per altri resoconti!


 

ARGOMENTO: Web | TAG: , ,
Abbiamo parlato di: Elena Farinelli, Google, sems

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