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Nel 2008 mi aveva molto colpito l’iniziativa di Gordon Brown: l’apertura di una rubrica, “Ask the PM”, all’interno del canale Youtube dedicato a Downing Street per permettere ai sudditi inglesi di fare domande direttamente al Primo Ministro, senza l’intermediazione dei rappresentanti in Parlamento.

I video più votati dagli utenti avrebbero ricevuto risposta dallo stesso Brown, pubblicamente e con un altro video su Youtube.

Social media, politica e cittadini

Forse si trattava di un tentativo di avvicinarsi ai più giovani, oppure di pura demagogia, o ancora di ansia di riscatto. Forse i video postati non erano tutti “veri”; magari saranno stati epurati, e i più spinosi, eliminati. Ciò non toglie che si è trattato di una mossa ben precisa da parte di una personalità pubblica, che (pur con tutti i secondi fini del caso) ha dimostrato la volontà di scendere nella realtà quotidiana delle persone e di interagire con loro. Tutto sommato è stato un bel tentativo di riavvicinare la politica ai cittadini.

Certo, allora mi stupii; oggi, col senno di poi (il senno post-Obama), mi pare che dovremo aspettare parecchio prima che qualche politico riesca a fare meglio dell’attuale Presidente degli USA sull’uso della rete – sia nei modi che nei risultati ottenuti.

E in terra nostrana, qualche novità? Sì. E no.

Il Sindaco di Bologna su Facebook: pre-elezioni…

Voglio raccontarti due esempi, uno negativo e uno positivo, su come i nostri politici usano i social network. Non è certo un caso che entrambi gli esempi riguardino Facebook: i cittadini, quelli più appetibili (i giovani) sono lì, e i politici è lì che vanno a cercarli – mica sono nati ieri 😉

Il primo esempio riguarda Flavio Delbono, attuale sindaco di Bologna, la città in cui vivo. Mi fece piacere, l’anno scorso, trovarmi la sua tra le altre richieste di amicizia, come se fosse una persona qualsiasi. Ovviamente accettai; ero anche curiosa di vedere cosa avrebbe fatto su Facebook. Ed ecco cos’ha fatto sul suo profilo personale.

  • Fino al giorno prima della sua elezione, lui (o chi per lui, ovviamente!) era abbastanza attivo: segnalava ogni suo spostamento e intervento pubblico, chiedendo ai suoi amici di partecipare e sostenerlo
  • qualche volta, ma non troppo spesso, se chiamato direttamente in causa rispondeva ai messaggi sulla sua bacheca
  • l’ultimo messaggio “di suo pugno” risale al post-election day: ringrazia tutti coloro che gli hanno scritto nei giorni precedenti e li invita in piazza dell’Unità per festeggiare.

… e post-elezioni

E dopo aver vinto le elezioni? Tra le informazioni personali, risulta ancora “Candidato alla carica di sindaco di Bologna per il PD nelle elezioni amministrative del 2009”. E da sindaco, Delbono non ha più scritto sulla sua bacheca. I cittadini però sì, e non pochi. Ecco alcuni loro messaggi:

  • sull’abbandono del profilo personale: “aggiornare facebook no vero? Sbaglio o non sei più candidato sindaco ma sindaco… ma perché non sapete usare Internet… ma Obama non insegna proprio niente?(tra i commenti a questo messaggio: “PURTROPPO IN ITALIA FUNZIONA CHE I POLITICI CI AGGIORNANO QUANDO VOGLIONO ESSERE VOTATI, IL RESTO DEI 5 ANNI NON CONTA :-(“; “Da quando è riuscito a diventare sindaco se ne frega del popolo del web. Facebook gli serviva soltanto per ingannare quelli che poi lo avrebbero votato. Il classico opportunista democristiano… Non c’è da stupirsi!”); “un sindaco che abbandona il suo profilo su facebook vuol dire che non è interessato alle relazioni on line…”; “CHIUDETE QUESTO SITO”
  • su alcune decisioni prese dal Sindaco: “Ma tu pensi che nel 2010 ci sia ancora bisogno di manifestazioni di piazza gratuite, per la “gggente” ? Ma spendi i quattro soldi che sono rimasti in modo più sensato, fai una donazione ad Emergency o all’Ospedale Maggiore piuttosto! Che,… tanto, per giustificare “il casino” (cioè bottiglie rotte, petardi, gente che vomita in piedi sulle colonne dei portici, gente che piscia sui portoni delle case, accoltellamenti vari e via discorrendo) non servono grandi sforzi…”; “Scusa Flavio che senso ha che la Piadineria in via Indipendenza non può vendermi una birra e me la posso comprare tre metri dopo dal pakistano? Come dice Nanni: fai qualcosa di sinistra… Dai!”

E ci sono tanti altri messaggi a cui il Sindaco (o il suo staff) dovrebbe rispondere, se pensa che la relazione con i cittadini abbia una qualche importanza. A mio parere ha di fronte due sole alternative: o risponde puntualmente a ogni domanda, critica e messaggio; oppure chiude il suo profilo personale. Qualsiasi altra soluzione mi pare non soddisfacente: l’impressione di una persona che, dopo aver ottenuto quello che voleva, si è “fatta di nebbia” è davvero fortissima. E poi, quanti dei suoi circa 3.000 amici di Facebook crede che sarebbero pronti a rivotarlo per un eventuale secondo mandato?

Il Sindaco di Sassuolo su Facebook

L’altro esempio, poco innovativo ma di certo importante nel panorama delle modalità di relazione con la cittadinanza, riguarda il Sindaco di Sassuolo.

Luca Caselli ha aperto su Facebook, circa una settimana fa, il gruppo Dieci domande al Sindaco di Sassuolo. Anche se si tratta di un’iniziativa molto recente, mi pare che sia partita bene. La volontà di Caselli è chiara, testimoniata dalle tempestive risposte alle domande finora poste. Qualche esempio:

  • Domanda: “dopo aver annunciato in campagna elettorale la realizzazione della bretella Campogalliano-Sassuolo, a che punto siamo? Partiranno i lavori prima della fine del suo mandato? Complimenti per le feste che ha organizzato, le belle luminarie, il divieto di bere alcoolici ai minorenni, quello di tenere acceso il motore della macchina alla fermata del passaggio a livello, la chiusura della moschea oltre al segnale di chiusura verso i comuni limitrofi. Farà qualche opera pubblica concreta che interessa tutta la collettività? Ad esempio il rifacimento di Piazza Martiri Partigiani, la rotonda tra la Pedemontana e via Regina Pacis, la caserma della Guardia di Finanza?”. Risposta: “Siamo stati a Roma con Pighi, Sabattini, l’assessore regionale Peri e tutte le associazioni di categoria. Devo tornarci io martedì. Siamo vicini. Dipende molto dal Ministero e dalla Regione, che dovrebbero firmare a giorni un protocollo d’intesa”
  • Domanda: “perché non trovate un posto x i giovani, che sono gli elettori e quindi i vostri datori di lavoro, non siete in grado? o è una scelta politica?”. Risposta: “Un posto di lavoro? Si informi di quanto è difficile ora trovare lavoro, eppure abbiamo istituito una nuova squadra operai, proprio per dare da lavorare a giovani e meno giovani in difficoltà”.

Verrebbe da dire che la piccola Sassuolo batte Bologna la dotta… almeno nell’uso di Facebook come strumento di avvicinamento e relazione non mediata con i cittadini.

In questo senso la strada (italiana) è ancora molto, molto lunga. L’era dei social network chiede di esserci, di esserci in modo trasparente e di esserci possibilmente di persona. In altri paesi molto è stato fatto; in Italia forse manca ancora la comprensione del fenomeno della rete –  a livello politico ma non solo.

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Comments 1

  1. Bell’articolo – molto azzeccato. Siamo un popolo di pigroni!

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