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gen2010
Personal Branding. Perché siamo tutti sotto i riflettori del web
di Francesca Fabbri
Un paio di giorni fa è passato a trovarci in ufficio Tommaso Sorchiotti. Mentre ci si raccontava di progetti e aspirazioni, abbiamo parlato anche di personal branding. E mi è venuto in mente che qualche mese fa ho scritto un post sulla reputazione on-line dove citavo anche Luigi Centenaro e il suo eBook (gratuito) “Personal Branding con i Social Media”.
In quell’articolo lo segnalavo come una risorsa utile per chi volesse approfondire il tema della reputazione on-line; ma forse qui posso spendere qualche parola in più su questo eBook - che non ha niente a che fare con i tanti pdf di poche pagine (e poche pretese) che si trovano sul web.
Scritto per i non addetti ai lavori, “Personal Branding” si rivolge non alle aziende, ma alle persone intese come singoli. Il Personal Branding è, infatti, l’arte di costruire il proprio Brand:
io sono di fatto il presidente, amministratore delegato e responsabile Marketing dell’azienda chiamata “Io Spa”. La mia reputazione e la mia credibilità si definiscono tramite la qualità del mio lavoro attuale e passato e determinano la qualità del mio lavoro futuro.
Se stai pensando che non hai bisogno di costruire il tuo Brand personale (perché sei un lavoratore dipendente, o perché hai il posto fisso a tempo indeterminato, o perché il web ti interessa poco), ti sbagli.
Tieni presente che il Branding è una cosa completamente inevitabile: appena le persone interagiscono con te in qualche modo, ti etichetteranno e ti faranno rientrare in una delle loro personali categorie. E’ il modo con cui funziona il nostro cervello, disegnato per riconoscere schemi, somiglianze e differenze: comunque vada, le persone ti identificheranno con un Brand.
Inoltre, da qualche anno a questa parte la rivoluzione di internet prima e del social network poi, hanno moltiplicato sia le possibilità di relazioni e connessioni tra le persone, sia la mole di informazioni che circolano sul web, spesso senza alcun controllo da parte della persona interessata. Sei proprio sicuro che l’argomento non ti interessa?
Il famoso proverbio latino dice che “verba volant, scpipta manent”. Io aggiungo che sul web “scripta manent in perpetuum”, a meno che non si paghi (e parecchio) un’agenzia per “ripulire” la propria reputazione on-line.
Uomo avvisato…
ARGOMENTO: Web | TAG: comunicazione, online reputation, recensioni
Abbiamo parlato di: Luigi Centenaro, Tommaso Sorchiotti
Se hai ancora qualche minuto, potresti leggere anche:
Con quale voce dovrebbe parlare, online, il tuo brand?
Sanità: come usare i Social Media. Cinque esempi
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Parole, parole, parole…
Eh sì, ogni tanto la “maestrina dalla penna rossa” che è in me riemerge con forza…
Le parole sono importanti, dicevo. In certe situazioni, la traduzione di un testo da una lingua all’altra è assolutamente strategico; ad esempio quando si tratta di istruzioni operative legate a un prodotto.
Ieri ho trovato questo testo sulle istruzioni in inglese di un ADSL-splitter, ovvero il […]
















Tommaso Sorchiotti, 29 gennaio 2010
Ciao Francesca, anche a me ha fatto piacere incontrarvi e conoscere l’ufficio dei mimuli.
Diciamo che i mimuli sotto i riflettori riescono bene, ma dal vivo sono ganzissimi
Francesca Fabbri, 29 gennaio 2010
Troppo buono
Sai che puoi tornare tutte le volte che vuoi, anche senza neve!
E comunque ti aspettiamo per la sfida a ping pong, da quella non scappi!
Luigi Centenaro, 29 gennaio 2010
Grazie per le citazioni, io invece citerò da ora:
<>
Luigi Centenaro, 29 gennaio 2010
ops… si è fregato la citazione:
“scripta manent in perpetuum”, a meno che non si paghi (e parecchio) un’agenzia per “ripulire” la propria reputazione on-line
Francesca Fabbri, 29 gennaio 2010
Ciao Luigi,
non ringraziarmi! aspettiamo una nuova “release” del tuo libro
A presto!