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mar2010

Con quale voce dovrebbe parlare, online, il tuo brand?

di Francesca Fabbri

Con quale voce dovrebbe parlare, online, il tuo brand?

Ancora una volta, devo ringraziare Facebook (o meglio: i miei contatti che su Facebook condividono link e risorse) per la mia “composizione” settimanale.

Eh già, perché qualche giorno fa un amico (Luca Conti, per la precisione) ha segnalato questo articolo: The Right Voice for Your Brand Online Is… (Pick One): The CEO? Head of Marketing? An Intern? Or Who? di Ann Handley. E come non citarlo? Anzi, considerando la pigrizia tutta italiana nei confronti delle altre lingue, forse è meglio parlarne più diffusamente… ;)

L’articolo pone una questione fondamentale: con quale voce dovrebbe parlare, online, il tuo brand?

Who will be the face and voice of your brand, exactly? Who “owns” your social organization’s online social profile?

La Handley non si avventura nella ricerca della risposta giusta, ma elenca pro e contro di vari “figuri” e profili aziendali. Vediamone alcuni:

1. L’AMMINISTRATORE DELEGATO (o altra persona della direzione)

Pro: clienti e prospect tendono a legarsi più fortemente a un’azienda quando si accorgono di avere una “connessione” personale e diretta con l’A.D.

Contro: la personalità dell’A.D. potrebbe risultare troppo “ingessata” per il mondo informale del web. Inoltre potrebbe non essere la persona più adatta a dare informazioni su prodotti e servizi aziendali.

2. L’UFFICIO MARKETING

Pro: conosce il tuo brand, conosce i tuoi clienti, sa cosa vogliono e quello che tu vuoi che vogliano.

Contro: i social media sono luoghi di condivisione, non di promozione. Anzi: appena sentono l’odore della pubblicità, gli utenti tendono a scappare.

3. LO STAGISTA

Pro: le generazioni più giovani conoscono molto bene i social media e sono già abituate a usarli. Inoltre curare la presenza online di un’organizzazione richiede tempo, e lo stagista costa poco: due piccioni con una fava!

Contro: può uno junior sostenere efficacemente il brand e proteggerne la delicata reputazione? In aggiunta a questo, ogni sua attività richiede un’approvazione – ma così si rallenta il processo e si rischia di perdere la freschezza e la genuinità dei suoi sforzi.

4. PIU’ PERSONE DELL’AZIENDA

Pro: se tutti i dipendenti partecipano alla costruzione del brand online, aumenta la visibilità dell’azienda e la ricchezza della sua comunicazione.

Contro: potrebbe essere il caos. Incoerenza nel messaggio, diversi toni di voce, contenuti ripubblicati più volte…

5. I TUOI CLIENTI

Pro: la presenza online delle aziende che incoraggiano i clienti a condividere le loro esperienze viene percepita come onesta e reale, perché arriva da fonti “libere e indipendenti”.

Contro: devi essere disposto a rinunciare a ogni forma di controllo.

Ora, smettiamola per un momento di dire che “tanto in Italia sarebbe già molto se qualcuno parlasse” (come peraltro sarei tentata di dire io stessa) e proviamo a rispondere per davvero a questa domanda: “Con quale voce dovrebbe parlare, online, il mio brand?”.


 

ARGOMENTO: Web | TAG: , ,
Abbiamo parlato di: Ann Handley, Facebook, Luca Conti

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