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Trenitalia della vergogna

(E con questo post, oggi fanno 3!)

Sabato scorso, dopo molto tempo, ho rifatto la vita da pendolare. Ho preso un treno per la tratta Bologna-Rimini.

Prima di tutto, faccio notare la scarsa possibilità di scelta: Trenitalia mi propone, nell’arco di una mattinata, o 4 treni Regionali (i più economici, i più lenti, i più a rischio per un ritardo?, quelli per cui è impossibile acquistare un biglietto online) oppure 2 treni Frecciabianca (i più veloci, certo, ma anche i più – e quanto! – costosi), più un solo Intercity. Per comodità, e scommettendo su una maggior puntualità, mio malgrado ho prenotato una Frecciabianca.

All’arrivo in stazione trovo segnalato un ritardo di 5 minuti; presso altri binari stavano per partire un paio di treni che mi avrebbero portato alla stessa destinazione, ma mi son detta: “per 5 minuti, aspetto il treno che ho pagato e prenotato” – fila, no?

Dopo un po’, i minuti sono diventati 10. Poi ovviamente 15. Infine 20 – ma era una bugia, perché il treno era in ritardo di 25 minuti. Insomma, fastidioso; però può capitare, no? E magari davvero il ritardo si è accumulato strada facendo (cioè, nel tempo che io ho atteso in stazione, una mezz’oretta circa, il treno ha preso 20 minuti di ritardo… vabbè). E invece no! Salendo sul treno, ho sentito un ragazzo che diceva a un viaggiatore appena salito: “… veramente ci siamo partiti, con tutto questo ritardo…”.

Primo motivo di indignazione: se me lo dicevano subito che il ritardo era di 20-25 minuti, e non di 5, forse sarei salita sull’Intercity che partiva, in orario, poco prima del mio treno. O forse pensavano fino all’ultimo, fino a quando la mia Frecciabianca è passata da Modena, che il treno potesse recuperare il suo ritardo?

Ma non è finita. Mentre viaggio verso Rimini, penso tra me e me che se il treno non recupera almeno parte del ritardo potrò chiedere il rimborso. Mi ricordo, infatti, che un po’ (forse un bel po’) di tempo fa, per un ritardo superiore ai 25 minuti Trenitalia rimborsava il 70% o giù di lì del biglietto (tipo di rimborso che ho richiesto e ottenuto più volte).

Però in effetti è passato molto tempo; forse è meglio controllare sul sito. Trovare l’informazione che cerco non è semplice, e quando la trovo sbalordisco di fronte a questa frase:

Nel caso in cui intendi continuare il viaggio, nonostante il ritardo prevedibile superiore ad un’ora, hai diritto ad una indennità pari al:
25% del prezzo del biglietto per un ritardo compreso tra 60 e 119 minuti;
– 50% del prezzo del biglietto per un ritardo di almeno 120 minuti.

EHHH??? Forse ho capito male, ma a me sembra che dica: una volta, sopra i 25 minuti ti restituivamo il 70%; adesso, per avere un 25% di rimborso, il treno deve tardare almeno un’ora. E se vuoi ben la metà dei soldi che hai speso… due ore!

Leggo questa nuova direttiva in due modi:

  1. “rimborsiamo così poco e con così tanto ritardo, perché i treni italiani sono talmente efficienti da avere ben pochi casi che rientrano in un qualsiasi ritardo”
  2. “rimborsiamo così poco e con così tanto ritardo, così i treni italiani possono tranquillamente viaggiare con il solito, ma anche con un maggiore, ritardo – e noi non ci rimettiamo un soldo”.

Quale sarà la giusta lettura? (e speriamo che nessuno mi quereli…)

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Comments 2

  1. .. la seconda che hai scritto, senz’ombra di dubbio 😐

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