Your Web Therapy - Curiosità. Passione. Divertimento. - Con questi ingredienti lavoriamo su Organizzazione, Contenuti e Tecnologie. RSS
4
Architettura dell’informazione del Fascicolo Sanitario Elettronico

Al Quarto Summit italiano sull’Architettura dell’Informazione ho trovato molto interessante l’intervento di Dario Betti e Annamaria Chiasera dal titolo Il referto (ri)trovato. Appunti per l’architettura dell’informazione di un Fascicolo Sanitario Elettronico.

Il tema trattato si inserisce nell’ambito di un cambiamento in atto: viviamo sempre più a lungo; la speranza di vita è aumentata, nel giro di poco, di 20 anni. Ma questo significa anche un aumento dei costi per la Pubblica Amministrazione – la spesa per la sanità è quasi raddoppiata negli ultimi 15 anni -, e dei problemi di assistenza sanitaria e sociale.

Dati e informazioni a livello socio-sanitario

Ciò che aumenta in modo vertiginoso, poi, è la mole di dati e informazioni a livello socio-sanitario sul singolo individuo, che apre principalmente a tre problemi:

  • la presenza, tra tutte queste informazioni, di tanto rumore e dati inutili o ridondanti – da cui occorre estrarre quello che realmente serve
  • la “folla” di possibili utilizzatori di questi dati, ciascuno dei quali interessato soltanto a una porzione delle informazioni
  • infine, il fatto che ogni “dominio” socio-sanitario è del tutto slegato dagli altri – problema sentito tanto dall’assistito (che deve portare fisicamente la cartella clinica da un posto all’altro) quanto dall’operatore (che deve inserire a mano tutti i dati nei suoi sistemi).

Una nuova consapevolezza e dati informatizzati

Aggiungiamo due aspetti per completare il quadro:

  1. in questi ultimi anni, gli assistiti sono più consapevoli, sono desiderosi di informarsi, vogliono partecipare alla costruzione del loro percorso di cura
  2. a livello europeo c’è una tendenza a sostituire, o meglio ad affiancare il supporto cartaceo con dati più processabili, informatizzati, più facilmente condivisibili, ma senza tralasciare tutti gli aspetti legati alla sicurezza dei dati e alla privacy.

Ormai siamo a un punto cruciale perché, come si legge nell’abstract dell’intervento di Chiasera e Betti,

Il Piano eGovernment 2012 del Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione individua nella realizzazione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE o EHR, Electronic Health Record) un building block d’importanza fondamentale per l’integrazione dei dati e dei processi sanitari che il Sistema Sanitario eroga ai cittadini, garantendo in questo modo la continuità della cura e la centralità del paziente.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico: un indice delle informazioni

Dato che, per varie ragioni, il Fascicolo Sanitario Elettronico non può essere un grande database con tutti i dati, l’idea che Chiasera e Betti ci hanno raccontato è che, nella costruzione del Fascicolo, le informazioni rimangano dove sono, cioè al “titolare”. In questo modo il Fascicolo diventa un indice, un “puntatore” delle informazioni che rimangono sotto il controllo dei singoli sistemi informativi.

In tutto questo, l’architetto dell’informazione ha un ruolo cruciale, sancito in un certo senso ufficialmente dal Garante della Privacy dove afferma che il Fascicolo Sanitario Elettronico contiene

diverse informazioni inerenti allo stato di salute di un individuo relative ad eventi clinici presenti e trascorsi (es.: referti, documentazione relativa a ricoveri, accessi al pronto soccorso), volte a documentarne la storia clinica. I dati personali sono collegati tra loro con modalità informatiche di vario tipo che ne rendono, comunque, possibile un’agevole consultazione unitaria da parte dei diversi professionisti o organismi sanitari che prendono nel tempo in cura l’interessato.

Analisi, classificazione, progettazione dell’interfaccia

In particolare, l’information architect è coinvolto in tre fasi di attività:

  1. l’analisi dei processi – occorre capire e analizzare i processi, identificare gli scenari più significativi, capire quali sono gli “eventi” che possono essere interessanti. In altre parole, una volta identificato un processo, si deve procedere con la raccolta e l’analisi degli eventi ad esso collegati. E poi far confluire tutto nell’indice, ovvero nel Fascicolo
  2. la classificazione – il Fascicolo, come detto, è un grande raccoglitore di eventi: compito dell’information architect è quello di classificarli. Da un lato essi sono omogenei – sono tutti eventi e appartengono tutti allo stesso dominio socio-sanitario -, ma dall’altro possono essere davvero molti – dalle vaccinazioni agli esami ai ricoveri ecc. L’idea che sottende questo intervento di Chiasera e Betti è quella di applicare la classificazione a faccette all’indice socio-sanitario degli eventi.
  3. la progettazione dell’interfaccia utente.

Insomma, in fase di progettazione del Fascicolo occorre rispondere a molte domande:

  • quali metadati applicare ad ogni DCE (Documento Clinico Elettronico)?
  • quali schemi di classificazione dei DCE adottare all’interno di un Fascicolo?
  • come integrare i dati di provenienza istituzionale con quelli user generated?
  • quali interfacce di consultazione progettare per il Fascicolo?
  • come integrare schemi di classificazione top-down con schemi bottom-up (folksonomies)?

Come si vede, non basta l’infrastruttura; serve anche un approccio semantico, proprio dell’information architect.

Share on Pinterest
Invia a un amico










Inviare

#hobisognodiuncorso!

Corsi di formazione sui Social Network.

Scrivi un commento

Iscriviti alla Newsletter Mimulus!

E' il modo più efficace e veloce di ricevere i nostri ultimi articoli, direttamente nella tua casella di posta elettronica!
OK, mi iscrivo subito! :)