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Dal crowdsourcing al crowdfunding

Anche quest’anno tra i relatori di Better Software era presente Alberto Falossi. Durante la scorsa edizione parlò del crowdsourcing in un intervento per me molto utile e, per certi aspetti, davvero illuminante.

Quest’anno non si è smentito, e ha parlato di un altro argomento altrettanto interessante e in grande fermento: il crowdfunding.

Crowdfunding: cosa significa

Innanzitutto chiariamoci le idee: a livello terminologico, crowdfunding deriva da crowdsourcing che deriva da outsourcing. Tutto chiaro, no?? OK, ripassino veloce:

  • outsourcing” indica la pratica per cui le aziende appaltano a imprese esterne alcune attività interne
  • crowdsourcing” indica l’atto di delegare alcune attività a persone di tutto il mondo sfruttando le potenzialità del web, cioè l’outsourcing che si unisce al web collaborativo
  • crowdfunding” descrive un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per supportare gli sforzi di persone ed organizzazioni (da Wikipedia).

Raccogliere fondi online

Lo scopo di un’iniziativa di crowdfunding è raccogliere online un certo capitale per un qualsiasi motivo (dalla beneficenza alla lista nozze alla multa inaspettata) tramite tante piccole donazioni. Unire le forze per raccogliere denaro non è certo una cosa nuova: si è sempre fatto, ad esempio, per il regalo in occasione del compleanno di un amico. Ma in tutto questo il web porta qualcosa in più: le potenzialità e i meccanismi della rete.

Nell’ambito della beneficenza ci sono alcune novità legate al crowdfunding e ai social media che possono aprire la strada a diverse iniziative. Nel 2007 è stato lanciato Causes, un’applicazione che permette di avviare una raccolta di denaro per cause pubbliche, ad esempio volontariato o beneficenza, e condividerla con i propri contatti di Facebook. Ad oggi ha realizzato 300mila progetti, raccogliendo 16 milioni di dollari con un trend di crescita esponenziale.

Raccolta fondi in ambito politico

Un altro ambito che ricorre spesso al crowdfunding è la politica. Le campagne elettorali sono molto costose, e spesso si chiedono contributi economici direttamente agli elettori. In America ActBlue raccoglie fondi per supportare i candidati democratici, e nel 2008 sostenne l’attuale presidente USA Barack Obama con una donazione media di ben 80 dollari.

Ma non è tutto solo beneficenza o politica. I social media e le dinamiche sociali applicate al crowdfunding gli hanno impresso una notevole accelerazione, enon è più un privilegio solo per alcuni ma è diventato qualcosa alla portata di tutti, anche del singolo. Falossi ha portato alcuni esempi di siti di crowdfunding di nicchia:

  • sellaband premette a gruppi musicali emergenti di accumulare il denaro necessario per registrare un album professionale
  • kickstarter aiuta gli artisti in genere (scrittori, registi, sceneggiatori ma anche giornalisti, inventori…) e ha introdotto il concetto di “ricompensa”. Il crowdfunding è un sistema economico basato sul dono senza aspettarsi nulla in cambio; in questo caso, però, i sostenitori vengono ricompensati in questo modo: “se sostieni il mio libro e riesco a pubblicarlo, ti invierò una copia”; “se sostieni il mio film e riesco a produrlo, ti farò fare la comparsa”; “se sostieni la mia sceneggiatura e riesco a venderla, darò il tuo nome a uno dei personaggi principali”, e così via
  • grow VC rappresenta il crowdfunding applicato all’impresa e raccoglie finanziamenti per le start-up: così, oltre al capitale, viene suddiviso tra i donatori anche il rischio d’impresa
  • Kachingle e Flattr applicano il crowdfunding alla produzione di contenuti digitali, e danno un valore economico al “like”: ogni volta che si clicca il pulsante, si assegnano centesimi al creatore di quel contenuto. Anche se il meccanismo è ancora un po’ complesso, alcuni giornalisti sperano di aver trovato una soluzione alla crisi dell’editoria.

Un sito tutto italiano: Kapipal

Lo stesso Falossi ha fondato un sito per la raccolta di denaro online. Kapipal fa crowdfunding per qualsiasi motivo (basta che sia legale 😉 ), ma soprattutto personale. Funziona bene soprattutto in un network locale, perché ci si conosce e ci si fida di più (ad esempio, va molto per le liste nozze).

Una delle cose migliori del sito è The kapipalist Manifesto, l’unico testo che ha provato, finora, a sistematizzare i principi del crowdfunding. Primo fra tutti: “il tuo capitale sono i tuoi amici”, nel senso di contatti. Più contatti hai, più persone riesci a coinvolgere e più il tuo capitale cresce.

Falossi ha chiuso il suo intervento affermando che il futuro del crowdfunding deve tenere conto almeno di due aspetti:

  • per i progetti pubblici, le persone si devono poter fidare e devono sapere dove vanno a finire i loro soldi: serve dunque un serio investimento nella comunicazione
  • siccome il passaparola funziona molto bene, occorre usare le stesse tecniche del marketing virale per spargere la voce tra gli utenti.

Buon crowdfunding a tutti! Adesso si può.

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Comments 3

  1. Ciao, vi segnalo la nascita di BoomStarter, http://www.boomstarter.com
    Nuova piattaforma generalista di crowd funding. Nata e sviluppata interamente in Italia.

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