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Elena Franco e Simone Lovati mi spiegano BuzzTrainers

Uso TweetDeck e lo tengo sempre “acceso”, come Skype e GoogleReader.

Mi arrivano aggiornamenti circa ogni minuto e ogni tanto butto l’occhio per vedere cosa c’è di nuovo, soprattutto nelle liste e ricerche che mi interessano.

Spesso sono aggiornamenti interessanti; molto più spesso sono semplici aggiornamenti di stato.

Pochi giorni fa è arrivato un aggiornamento di DElyMyth (aka Elena Franco) che mi ha parecchio incuriosito.

L’aggiornamento è questo:

buzztrainers

Incuriosito, sono andato a vedere di che si trattava; dopo aver letto tutto quello che potevo leggere, ancora più incuriosito ho chiesto a DElyMith altre spiegazioni… in pratica ne è nata un’intervista.

Roberto: Chi siete e come vi definite?

Elena: Siamo persone, che aiutano le aziende ad ascoltare e interpretare correttamente le conversazioni on-line.

Roberto: Come definisci il BuzzTrainer?

Elena: Il BuzzTrainer è il “personal trainer” dell’azienda, che aiuta il cliente a distinguere il segnale dal rumore. Non insegniamo a fare Buzz, nemmeno a montarlo. Aiutiamo a leggerlo e a interpretarlo il più possibile correttamente.

Roberto: Cosa avete di particolare rispetto ad altri servizi che monitorano le conversazioni e cercano di trarne indicazioni utili?

Elena: Semplice (per me, almeno :P): non forniamo un software. Le singole conversazioni sono lette e analizzate da esseri umani, che sono in grado di comprendere meglio le diverse sfumature della lingua italiana e conoscono le dinamiche di Internet e dei social network.

Monitoraggio e ascolto possono sembrare la stessa cosa, ma secondo me sono concetti diversi. Il monitoraggio si fa normalmente con software, mentre l’ascolto è ciò che solo un essere umano, in carne ed ossa, può fare.

Roberto: E come è nata l’idea?

Elena: L’idea è nata da ADVBOUCLE (nella persona di Simone Lovati) tempo fa. Occupandosi (ADVBOUCLE) anche di Ricerche di Mercato, e operando per conformazione della struttura già sul web, si sono resi conto che i dati riportati dalle classiche ricerche di mercato non rispecchiavano la realtà.

Le conversazioni seguite da BuzzTrainers sono conversazioni spontanee, sono cose scritte da persone che esprimono, liberamente, la propria opinione, nei “luoghi” che meglio credono.

Roberto: Ho letto in un vostro post che avete definito le linee editoriali e il Magazine riservato ai clienti. Che cos’è il Magazine? Un modo “professionale” di restituire i risultati del lavoro oppure una pubblicazione periodica sugli argomenti che monitorate?

Elena: Il Magazine è ciò che diamo al cliente. Non un semplice report mensile, ma un giornale sugli argomenti di suo interesse, che esce da una a sei volte al giorno (in dipendenza anche dal volume di dati presenti in rete), con la presentazione, in una veste editoriale anche piacevole da guardare, delle conversazioni più importanti, e messaggi dedicati al cliente.

Il Magazine è dedicato al il cliente, ad accesso riservato.

Roberto: Per finire, due parole su come funziona. (Poi il costo te lo chiedo in privato :-))

Elena: Acquisti un “abbonamento” a un “tot” di edizioni, e ci mettiamo a tavolino a stabilire cosa monitorare (puoi anche darci delle fonti tue, ci possiamo attaccare anche al tuo software se ne utilizzi uno…); scegliamo, tra i nostri BuzzTrainers (siamo una dozzina, la pagina del Team è in fase di aggiornamento, considera che per pubblicare foto, nomi e compagnia ho bisogno delle autorizzazioni scritte -.-) quello che più si adatta al tuo perimetro di interesse, e poi si parte.

Il pricing è “per edizione”. Con un perimetro più ristretto ovviamente riceverai meno conversazioni e quindi pagherai meno; se invece hai un perimetro di interesse ampio, il volume di dati analizzato dal tuo BuzzTrainer sarà maggiore e di conseguenza sarà maggiore il costo (in caso ci si vede e se ne parla meglio :D).

Teniamo molto a specificare che siamo persone, non vendiamo software. Anche se la piattaforma utilizzata per la presentazione delle conversazioni è effettivamente software, è solo un “layer” di presentazione che abbiamo studiato in collaborazione con The Fool.

Roberto: A questo punto, non mi resta che chiedere a Simone Lovati un’integrazione.

Simone: aggiungerei solo una frase in cui sintetizzo la nostra vision:

In un mondo di marketers che fanno di tutto per avere “rumore” attorno ai propri brand, noi ci occupiamo del processo inverso, ossia di tirar fuori il segnale di interesse vero da questo rumore, ecco perché più che di buzz-marketing per noi ha senso parlare di signal-marketing 😉

Un grazie a Elena e Simone, un “in bocca al lupo” ai BuzzTrainers!

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