16
giu2010
Giovedì scorso è stata lanciata a New York una nuova start-up. Si chiama Topguest e ha l’obiettivo di raccogliere i dati dei vari servizi di location-based “check-in” e di trasformarli in “punti fedeltà” convertibili in sconti e premi.
Al momento prevede un solo partner: la catena di alberghi The Standard. Presto, a detta dei fondatori, si aggiungeranno altre partnership.
Ad oggi il servizio è in modalità “preview”, quindi è possibile registrarsi ma non ci si fa nulla. BTW, è interessante capire l’idea che lo sottende.
Come funziona il servizio? Dopo la registrazione sul sito e il collegamento con i servizi geo di interesse (Foursquare, Gowalla, Loopt, Brightkite, Yelp o Google Latitude), i check-in iniziano a maturare punti. Alcuni servizi sono connessi (via API) in automatico, altri attraverso Twitter.
Nel caso della partnership con The Standard, ogni check-in realizzato presso uno dei quattro hotel di New York, Miami e Los Angeles, e presso location affiliate – ristoranti, bar, negozi all’interno degli hotel – accumula dei punti che possono essere spesi per pernottamenti negli alberghi della catena.

I premi?
Il primo è: se fai un check-in nei quattro hotel nella stessa settimana, vinci un soggiorno gratuito di una settimana in un hotel a scelta. A parte il viaggio da un capo all’altro degli States, un pernottamento nella Standard King a NY (in pratica è la camera più “semplice”) costa 388,95 euro!
Il secondo è lo sconto del 25% che si ottiene dopo aver fatto 10 check-in un qualunque locale all’interno degli Hotel.
Il mercato della “fidelizzazione” basata sui servizi di geolocalizzazione sembra essere ancora un gioco, un terreno di ricerca e sperimentazione. Si va infatti, per restare in tema Foursquare, dal badge speciale realizzato per gli eventi TLC Summer, agli sconti per il Mayor di un locale Starbucks, alle special offer di Virgin Active.
Il meccanismo di Topguest è più simile alle carte fedeltà: le Millemiglia Alitalia, la tessera punti dell’Esselunga e della Esso o la tesserina del gelataio che ti regala mezzo chilo di gelato ogni nove chili acquistati.
Con la differenza che non è richiesta la prova d’acquisto: non devi acquistare per accumulare punti, non c’è uno scontrino, ma solo una “dichiarazione” non verificabile.
E con la differenza che fino a quando la precisione del sistema di geolocalizzazione è così poco affidabile, sarebbe possibile guadagnare punti a man bassa. Dal mio ufficio infatti posso fare check-in all’Esselunga, distante in linea d’aria 500 metri, 2 km seguendo la viabilità ordinaria, 25 minuti a piedi, e potrei presentarmi alla cassa a ritirare uno dei premi nel catalogo senza aver sborsato un euro di spesa nel supermercato.
Può essere che la stessa problematica la stia affrontando The Standard: passare vicino all’hotel di NY mi consentirebbe di fare il check-in al Biergarten, la birreria dell’hotel? Di certo non riesco a fare un check-in dal mio ufficio a Bologna (ci ho provato!).
ARGOMENTO: GeoLocal | TAG: geo social network, geolocalizzazione, marketing
Abbiamo parlato di: Brightkite, Foursquare, Google Latitude, Gowalla, Loopt, The Standard, Topguest, Twitter, Yelp
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[...] This post was mentioned on Twitter by Roberto Cobianchi, francescafabbri. francescafabbri said: RT @intranetlife Arrivano i Frequent Foursquare miles? ...
[...] contenuti geolocalizzati. Il 16 giugno, sempre “sul pezzo”, ha scritto a proposito dei punti-fedeltà che possono essere associati ai ...
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inattesa, 17 giugno 2010
è vero, la geolocalizzazione è ancora approssimativa e attualmente tutti possiamo barare con i check-in di foursquare ma le potenzialità del marketing sono talmente tante che prevedo presto un modo per “confermare” il check-in dall’interno del locale.
Roberto, 17 giugno 2010
Hai ragione, il potere del marketing è immmenso e riesce quasi a migliorare anche la tecnologia! Ciao
Alessio, 27 giugno 2010
Complimenti per l’interessante post! I love 4cantoni!
Roberto Cobianchi, 27 giugno 2010
Grazie Alessio!
Il prossimo sarà su Foursquare e le non profit.