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set2010
La gestione dei social media dovrebbe essere interna all’azienda, affidata in outsourcing a un’agenzia, o gestita in parte dal cliente e in parte dall’agenzia? E in questo terzo caso, chi fa cosa?
Il giusto mix tra risorse interne ed esterne all’azienda cliente risponde a due esigenze: la coerenza con la strategia, e quindi la capacità di realizzare il piano di attività online in maniera coerente con il disegno complessivo e soprattutto con gli obiettivi prefissati; la sostenibilità economica e organizzativa, ovvero la possibilità di realizzare il piano a costi sostenibili, con la partecipazione delle persone interne e la salvaguardia dell’operatività quotidiana dell’impresa.
Abbiamo visto che nel primo caso, quando cioè la gestione è affidata all’azienda, il tran tran quotidiano fagocita le persone che dovrebbero occuparsene e, presto o tardi, tutto si ferma.
D’altro canto la gestione esterna porta con sé costi importanti e il rischio di spersonalizzazione, cioè che la “voce” non sia “originale”, quella dell’azienda, ma quella di un “doppiatore” che presta la sua voce a più persone (anche se ci sono situazioni in cui questo rischio è molto basso o addirittura inesistente, ma ne parleremo in un altro post).
La via d’uscita è la gestione condivisa delle attività sui media sociali: la presenza dell’agenzia assicura le competenze e la coerenza con la strategia iniziale, la presenza del cliente assicura la coerenza e l’integrazione con la “vita aziendale”.
Alla voce “attività sui media sociali” fanno riferimento la gestione del blog (post e commenti), il profilo su Facebook, gli account su Twitter, Flickr e YouTube. A questi si possono aggiungere i profili Dopplr o Tripit, Slideshare, LinkedIn e ora anche Foursquare.
Non basta: tra le attività legate alla presenza online non va scordato tutto quello che concerne il monitoraggio delle azioni e dei risultati che via via si ottengono in termini di visite e navigazioni sul sito, partecipazione sui canali attivati, contatti e opportunità generate.
Per gestire tutto questo occorre tempo e la padronanza di tecniche e di metodi di lavoro. Tecniche e metodi possono essere trasferiti dall’agenzia alle persone che il cliente sceglie per le attività sul web; al cliente è richiesto di creare condizioni operative efficaci, e ciò significa che una parte del tempo delle persone interne deve essere liberato da altre incombenze e difeso dalle pressioni esterne delle “urgenze” del lavoro (perché c’è sempre qualcosa di più urgente e di più importante da fare).
Bene, detto questo, come “dividersi” il lavoro? Chi fa cosa? E’ meglio lasciare all’agenzia l’impostazione e la supervisione dei lavori e alle risorse interne l’operatività? Oppure è meglio l’esatto contrario?
Dipende da tantissimi elementi, ad esempio da:
- lo specifico media che si deve gestire
- la fase del progetto
- l’importanza del media specifico nella strategia complessiva
- il numero di risorse interne disponibili
- il livello di competenze già presenti…
Non si può dire a priori se sia meglio lasciare la gestione del profilo Facebook alle persone interne o dedicarvi piuttosto risorse esterne, riservando il tempo degli interni ad altri ambienti. Questa decisione dipende, appunto, da tanti fattori.
La cosa certa è che la condivisione del lavoro sui media sociali tra agenzia e azienda cliente è essenziale per il raggiungimento degli obiettivi. Di caso in caso si decidono gli impegni e le modalità di verifica del lavoro svolto, gli obiettivi raggiunti e gli aggiornamenti necessari al piano, l’avvio di nuove attività e la chiusura di quelle che non portano risultati.
Sempre in modo condiviso.
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Alberto, 7 settembre 2010
Buon giorno, ho letto con attenzione estrema e infinito interesse, i tuoi due post sulla modalità di gestione corretta dei social media.
l’analisi che proponi è assolutamente corretta, e la deduzione finale della “condivisione” della gestione appare la più consona per ogni azienda.
la resistenza delle aziende, di cui tu parli, è naturale, non appena per una questione di costi, ma per un approccio culturale e spesso provinciale alla gestione dei media.
Penso che qs problematica rappresenti uno dei nodi più rilevanti nel percorso di presenza aziendale su uno o più social media.
per tale motivo ti invito ad approfondire la questione, con altri post, per permettere ad esempio ad aziende come la nostra, di maturare i percorsi di condivisione di cui tu, correttamente, parli.
Grazie
Roberto Cobianchi, 14 settembre 2010
Grazie Alberto. Proseguirò di certo su questo argomento perché, come dici tu, la questione della condivisione della gestione è uno dei nodi più rilevanti in queste iniziative.
Il punto chiave credo che stia nella decisione di considerare queste attività come facenti parte della gestione ordinaria dell’impresa. Semplice a dirsi, molto complesso a farsi, anche per noi che, in un certo senso, lavoriamo immersi nei social media.
A presto