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“Scrivere 2.0”: intervista a Luca Lorenzetti

All’inizio del 2007 ho scoperto che ciò su cui stavo mettendo le mani per la prima volta in modo serio – il web – poteva avere a che fare, in un modo altrettanto serio, con la mia passione di sempre, cioè la lingua e tutte le sue forme, a partire dalla scrittura.

La cosa fu stupefacente, per me… e di questo devo ringraziare Luca Lorenzetti.

Quindi bando alle ciance: ecco una gustosa intervista sulla sua ultima fatica editoriale.

FRANCESCA: “Scrivere 2.0”, ovvero “Gli strumenti del Web 2.0 al servizio di chi scrive”: com’è nata l’idea di questo libro?

LUCA: L’idea del libro nasce in modo piuttosto casuale, mentre ero impegnato a sistemare i miei bookmark su Delicious, uno strumento che uso per tenere traccia dei siti che mi interessano. Negli ultimi tempi avevo memorizzato moltissimi indirizzi di strumenti e servizi online, tutti accomunati dal fatto di essere in qualche modo applicabili e collegati alla pratica della scrittura, o più in generale all’editoria. Avevo voglia di mettere ordine, di capire meglio le differenze tra l’uno e l’altro e di illustrarli in un contesto comune. Proposi l’idea di un libro all’editore Hoepli, che piacque. A quel punto ho iniziato a lavorarci sistematicamente.

FRANCESCA: A chi si rivolge principalmente questo libro?

LUCA: A tutte le persone che scrivono, per passione o per professione: giornalisti, redattori e comunicatori d’impresa, ma anche studenti e ricercatori, autori di narrativa o fiction. Più in generale, però, questo libro si rivolge a tutti coloro che, quando scrivono, si sentono limitati sia negli strumenti che nelle abitudini. Ti faccio un esempio: quando più persone si trovano a dover collaborare a uno stesso documento, la prassi più comune è quella di ricorrere all’email. Tutte le persone coinvolte si inviano l’un l’altra messaggi di posta elettronica con in allegato uno o più file di testo, dove ognuno interviene con delle modifiche, dei tagli o delle aggiunte, salva e rispedisce al gruppo. Spesso l’operazione si ripete più e più volte, e alla fine questo modo di lavorare può portare a situazioni caotiche, snervanti e improduttive. Nel libro provo ad illustrare alcune tra le applicazioni e i servizi online più conosciuti che possono migliorare questo come altri aspetti della prassi della scrittura.

FRANCESCA: Ho l’impressione che “Scrivere 2.0” potrebbe creare dei fraintendimenti sulla sua “natura”… Proviamo a dire cosa NON è questo libro.

LUCA: Questo non è un manuale su come scrivere per il web – ci sono ormai ottimi testi anche in italiano, oltre a molto materiale disponibile in Rete – bensì su come utilizzare il web per scrivere. A me piace pensarla proprio come una “visita guidata” attraverso gli strumenti più conosciuti del web di ultima generazione che possono agevolare il lavoro di chi scrive, in tutte le sue fasi: dall’organizzazione dalla ricerca, dalla collaborazione alla condivisione.

FRANCESCA: Nel tuo libro descrivi oltre 70 applicazioni e servizi online, quasi tutti accomunati dal fatto di essere gratuiti e in lingua italiana. Confesso che una bella fetta mi era sconosciuta 🙂 Ma concretamente, come hai fatto a venire a conoscenza di tutta questa roba??

LUCA: Principalmente tenendo traccia di tutte le segnalazioni e gli input che quotidianamente ricevo, sia sui blog che sui vari social network che frequento. Questa è stata la parte più significativa del lavoro di ricerca. Quando poi ho iniziato ad operare una prima suddivisione per temi e aree d’applicazione dei vari servizi, ho eseguito ricerche specifiche per parole chiave, cercando ad esempio editor di testo web-based, strumenti per gestire wiki oppure tool di conversione per i vari formati ebook. Tutto questo, però, lavorando principalmente con fonti primarie in lingua inglese. Tra le molte che nel tempo ho scoperto, ce ne sono alcune che oggi considero dei riferimenti: ad esempio, Digital Inspiration, ReadWriteWeb e The Creative Penn.

FRANCESCA: Facciamo una specie di “quick link”. Tra i tool che segnali, qual è il primo che associeresti a: 1. un laureando; 2. un giornalista; 3. un romanziere in erba.

LUCA: Per quanto riguarda il laureando, sicuramente strumenti e servizi che aiutino nella ricerca, e che permettano non solo di memorizzare pagine web, frasi o porzioni di testo, ma anche di tenere traccia della fonte dalla quale sono stati prelevati. Tra tutti, direi Evernote.

Per il giornalista: in questo caso nella scelta pesa molto la mia esperienza personale. Forse il vantaggio maggiore che ho avuto passando da un editor di testo desktop a uno web-based è stato la portabilità dei documenti, cioè la possibilità di accedere ai tutti i miei file di testo in qualunque momento e da qualunque postazione collegata a Internet. E’ una comodità della quale oggi non potrei più fare a meno. Tra i tanti, ti cito Google Docs e Zoho.

Per i romanzieri, mi viene in mente un’applicazione in realtà molto semplice e elementare, ma altrettanto simpatica ed efficace, che si chiama Write or Die, il cui nome è già tutto un programma… Può essere utile a chi ha bisogno di essere messo “sotto pressione” per portare a termine i propri progetti di scrittura e raggiungere dei risultati in termini di produttività.

FRANCESCA: Di Ebook si parla da un sacco di tempo; la maggior parte delle persone, però, pensa che “Ebook” sia il nome ‘figo’ del pdf. Perché nel tuo libro gli hai dedicato così tanto spazio?

LUCA: Perché è un argomento che mi interessa molto e sul quale volevo fare ricerca. Negli ultimi due anni ci sono stati grandissimi cambiamenti in questo settore, molte novità sia a livello di mercato che a livello tecnologico, e sentivo il bisogno di fare il punto della situazione.

Come dici tu, a proposito dell’Ebook è facile banalizzare e scontrarsi con i soliti luoghi comuni, dunque mi sembrava utile provare a capire qual è lo stato dell’arte e soprattutto quali opportunità questo formato può portare ad autori ed editori.

FRANCESCA: Quando si scrive di web 2.0, gli autori devono per forza scontrarsi con il limite della carta e con la folle velocità con cui si susseguono le novità online: nuovi tool, siti e portali nascono quasi ogni giorno; mentre ciò che va oggi, potrebbe non esistere più domani. Detta diversamente, un libro cartaceo che parla di web esce già vecchio. Come risolverai questo problema legato agli aggiornamenti?

LUCA: Dici una cosa molto vera, che ho provato sulla mia pelle scrivendo questo libro. Ti riporto una frase dall’appendice finale:

Quando sembrava di aver messo un punto alla descrizione o all’analisi di un certo argomento, ecco che inevitabilmente spuntavano una notizia, un aggiornamento, una novità che cambiavano nuovamente le carte in tavola o aggiungevano particolari importanti.

Seguire le novità legate all’Ebook tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010 – dove è successo di tutto e di più – è stata una cosa che mi ha letteralmente fatto venire il mal di mare. In quel momento ho capito che, quando vuoi provare a seguire lo sviluppo di temi così caldi e mutevoli, l’unica soluzione è bloggare, altrimenti non se ne esce.

Ero consapevole fin da subito, però, che sia prima che dopo l’uscita di “Scrivere 2.0” mi sarei dovuto attrezzare per pubblicare novità e aggiornamenti legati ai temi del libro. Per raggiungere questo obiettivo ho scelto di affidarmi a Facebook, con una pagina dedicata, che uso come un “blocco note” dove segnalare servizi, applicazioni, articoli e post interessanti, oltre alle novità legate al libro.

Il libro ha anche un suo sito dove oggi si possono consultare liberamente l’indice e il primo capitolo. Credo che lo trasformerò presto in un blog, perché nonostante Facebook faccia egregiamente il suo dovere (in pochi mesi la pagina ha superato i 2.000 fan), mi piace l’idea di un luogo che faccia da archivio e tenga traccia di tutto. Come avrai capito, ho il pallino di tenere traccia delle cose 😉

Grazie Luca! E in bocca al lupo per tutto 🙂

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