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ott2010

Facebook e le pagine di atterraggio dei brand

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Abbiamo parlato di:BMW, Borders, Dunkin'Donuts, Facebook, HairArtStudio, Red Bull, Toyota, Windows


Facebook e le pagine di atterraggio dei brand

Le mitiche pagine di atterraggio o “landing page” - quelle che devono convertiree convincere il potenziale acquirente ad acquistare; quelle che vengono monitorate con attenzione ansiosa e sono all’origine dei percorsi di navigazione che “contano”, dove si concentrano le aspettative di ritorno delle campagne di web marketing costruite con l’unico scopo di “catturare” clienti – le pagine di atterraggio su Facebook sono spesso delle bellissime locandine che sembrano soddisfare innanzitutto il gusto estetico di qualche creativo.

Se l’Home Page di un sito web è un biglietto da visita e ha il compito di dare fin da subito la giusta immagine dell’azienda, la “pagina di atterraggio” è come l’urlo del venditore ambulante al mercato: “Venghino ssiori, venghino!”.

Su Facebook le landing page urlano; ma catturano davvero?

Quando si arriva su una Pagina Facebook, detta anche Profilo Pubblico per differenziarla dal Profilo Personale riservato alle persone fisiche, la pagina di arrivo di default è la Bacheca dei messaggi.

Qui si svolge la “conversazione” tra il Brand e i suoi Fan: scorrendo la pagina, si scorrono i  passi di una relazione che a volte è vivace e divertente, a volte un po’ solitaria e autoreferenziale. Di fianco alla bacheca, altre tab portano alle sottopagine Info, Foto, Discussioni, Link, Note, Riquadri, Eventi…

Oltre a quelle predisposte da Facebook, il titolare del Profilo può creare sottopagine personalizzate per gli scopi più vari. Grazie a una sorta di linguaggio di programmazione denominato Facebook Markup Language (FBML) si possono creare pagine di diverso tipo: da quelle stile banner senza alcuna interazione, a quelle che funzionano da navigatore verso sezioni specifiche del sito web, a quelle che consentono l’iscrizione dell’utente a servizi quali la newsletter.

Queste pagine, poi, possono essere selezionate come landing page per il visitatore (e spesso vengono utilizzate come pagine di atterraggio per le inserzioni a pagamento su Faceboook).

Su queste pagine personalizzate si sfoga la creatività. Eccone alcune.

BMW

Nessuna interazione, neanche un link. In pratica un Welcome, “Benvenuto in questo sito, però non si entra di qui!”. Ha molto rilievo, invece, la chiamata all’azione: impossibile non vederla.

bmw

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Borders

Nessun link, ma anche qui è molto evidente la chiamata al “like”, a cui è associato uno sconto.

borders

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Dunkin’ Donuts

Stile locandina interattiva, questa pagina è una vera e propria applicazione per il lancio di un Video Contest con una serie di link che portano l’utente a scoprire e a partecipare al concorso. Il tutto realizzato nell’ambiente per le applicazioni Facebook. Articolata e complessa.

dunkindonuts

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Hair Art Studio

Fai un “like”, e anche in questo caso ottieni uno sconto.

hairartstudio

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Red Bull

In questo caso la chiamata al “like” esce direttamente dalla lattina e punta al “Mi piace”.

redbull

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Windows 7

Stesso stile: una semplice richiesta di “like”. Senza coinvolgimento e, aggiungerei, senza passione.

windows

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Toyota

Qui si cambia musica!  Sembra una semplice locandina, in realtà è la porta d’ingresso di una applicazione molto articolata che consente agli utenti di descrivere la loro storia con Toyota.

toyota.

Non ho una Toyota, ma mi viene voglia di lasciare una storia lo stesso! Magari la faccio scrivere a Francesca, che gira su una Yaris affettuosamente ribattezzata “lenticchia”.

Mi piacerebbe conoscere esempi di landing page estremamente diversi dai primi qui sopra, e più in linea con quest’ultimo: quali mi suggerisci?


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4 commenti


Un esempio tutto Italiano e recente di Welcome TAB lo propone Leroy Merlin nella sua Pagina
http://www.facebook.com/leroymerlinitalia


Grazie Giacomo per la segnalazione.
E’ interessante il box con l’elenco degli amici cui inviare l’invito per la pagina.


Bell’articolo, utile e ben fatto, grazie!


Grazie a te, Ugo.

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