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2011- L’anno della geolocalizzazione

Questi ultimi mesi hanno portato alla ribalta il fenomeno della geolocalizzazione.

I grandi player online stanno combattendo la battaglia per la leadership in questo settore a suon di annunci e rilasci di funzionalità; il segmento dei device mobili dotati di GPS comprende un numero sempre maggiore di modelli e, in generale, gli ultimi nati sono sempre più pensati in ottica internet, social media always connected.

Un solo elemento manca all’appello, la disponibilità di connettività in banda larga sempre e dovunque.

Location-based services: ancora pochi utenti

Non è un elemento da poco: è il principale freno, in Italia, alla diffusione di questi servizi come opportunità reale per le aziende e per le persone. Il numero di utenti di servizi mobile geolocalizzati è relativamente contenuto, pur essendo l’Italia il paese con il tasso di penetrazione dei contratti di telefonia più alto d’Europa e tra i primi al mondo. Molti, moltissimi usano Google Maps o applicazioni simili a AroundMe, ma pochi, pochissimi utilizzano servizi mobile che richiedono la dichiarazione esplicita dell’utente circa la sua posizione attuale.

Anche negli Stati Uniti i numeri sono “bassi”. Secondo il Pew Internet & American Life Project gli adulti che usano servizi come Foursquare e Gowalla sono “appena” il 4%, mentre coloro che usano servizi location based sono il 7%. “Bassi”, ma quanto basta per muovere i primi passi e non solo.

Torniamo in Italia. I brand non investono in iniziative orientate a pochi utenti e dal dubbio ritorno: meglio stampare manifesti o fare pubblicità su TV, radio, giornali. Almeno si possono consultare statistiche che stabiliscono il numero di persone che hanno visto e/o ascoltato lo spot.

Eppur si muove…

Eppure l’escalation di questi mesi è stata tale da far supporre che qualcosa di nuovo e interessante possa accadere il prossimo anno. Vediamola in breve:

  • Marzo 2009 – al SXSW viene presentato Foursquare e Google lancia Google Latitude (dopo aver chiuso Dodgeball)
  • Marzo 2010Foursquare festeggia 500.000 utenti registrati e 15,5 milioni di check-in
  • Aprile 2010 – Local Business Center di Google diventa Google Places
  • Luglio 2010 – Twitter annuncia il rilascio di una sorta di Twitter Places, ovvero la possibilità di geolocalizzare i tweet
  • Agosto 2010Facebook rilascia il servizio Places, solo per gli Stati Uniti
  • Settembre 2010 – esplode anche in Italia l’attenzione per Foursquare
  • Settembre 2010 – Facebook rilascia Places anche per gli utenti italiani
  • Ottobre 2010 – Foursquare supera i 4 milioni di utenti
  • Novembre 2010 – nasce Facebook Deals, per ora solo negli Stati Uniti. Nello stesso tempo Google mostra una preview delle API per interagire con Google Places.

Intanto Gowalla, Brightkike, Mobnotes, SCVGNR e altri sembrano un po’ fermi al palo, sia come novità funzionali, che come crescita di utenti e come interesse da parte degli utenti e delle aziende.

Foursquare, Facebook e Google: chi vincerà?

Gli attori principali (gli unici attori di rilievo) sono Foursquare, Facebook e Google. Cosa faranno per avere il dominio dell’impero? Se Facebook e Google hanno dalla loro il numero di utenti il primo, e la leadership nelle ricerche il secondo, Foursquare può vantare il fatto di aver colto l’elemento intrigante, il gioco.

Cosa potrà succedere ora? Nasceranno applicazioni per aggiornare la propria posizione su più servizi con un solo check-in? Foursquare dominerà sui device mobili e Google si assicurerà l’integrazione dei tip nelle schede business di Places? Chi deciderà chi vince: le persone, perché vogliono giocare con Foursquare, oppure le aziende, che trovano più interessanti i numeri di Facebook e la pervasività di Google? I tweet geolocalizzati potranno essere convertiti in check-in e shout di Foursquare? C’è spazio per un terzo player, Foursquare, tra i due giganti?

Foto in Creative Commons di Joe Buzzica

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