Your Web Therapy - Curiosità. Passione. Divertimento. - Con questi ingredienti lavoriamo su Organizzazione, Contenuti e Tecnologie. RSS
2
Foursquare: considerazioni sui cambiamenti dei modi d’uso

Ormai è da un anno che, su questo sito e poi anche altrove, io e Roberto parliamo di Foursquare. In questi 12 mesi sono successe tante cose, che dimostrano come Foursquare non abbia ancora esaurito la sua carica innovativa né abbia smesso di stupirci.

Dal punto di vista funzionale, i grandi sviluppi sono avvenuti negli ultimi 4 mesi: a fine 2010 Foursquare è diventato ancora più “social” con la possibilità di commentare e di condividere foto, facendo convivere tutto questo dentro il suo ambiente.

Ma è con marzo 2011, e con la nuova versione 3.0, che ha compiuto un salto in avanti notevole, sia dal punto di vista dell’utente che dal punto di vista del business. Nuove funzionalità per i singoli, nuove promozioni per gli esercizi commerciali, un nuovo modo di guardare le relazioni tra gli utenti…

Oggi vorrei parlarvi di alcuni di questi cambiamenti attraverso il racconto di come è cambiato il mio comportamento di utente, adattandosi nel tempo alle novità messe in campo da Foursquare.

Privacy ieri

Quando ho cominciato a usare Foursquare, il numero di utenti giustificava in pieno la definizione di “roba da smanettoni e da early adopter”. Eravamo circa 500 mila in tutto il mondo, 60% dei quali localizzati negli USA.

Non esistono, né sono mai esistite, cifre ufficiali di utilizzo da parte dei singoli paesi, quindi non so dire quanti erano gli utenti italiani, ma di certo eravamo in pochi. Proprio per questa ragione, e per poter utilizzare appieno la dimensione ludica di Foursquare fatta anche di punteggi e classifiche, mi sono ritrovata ad accettare l’amicizia più o meno da tutti (che poi la maggior parte erano maschietti, manco a dirlo).

Privacy oggi

Ormai siamo quasi 8 milioni, e devo dire che ho cominciato a sentire sempre più urgente la vicenda privacy, prima da me mal gestita (anzi, diciamocelo: prima da me non gestita). Un paio di settimane fa ho preso una decisione abbastanza drastica: ho eliminato dai miei contatti su Foursquare tutte le persone che non conosco nella vita reale. Circa la metà dei miei contatti se ne sono andati così. E da ora in poi userò questo criterio: per diventare amici su Foursquare, dobbiamo esserci visti e aver parlato almeno una volta.

(Detto tra parentesi: il mio comportamento di utente, col passare del tempo, è cambiato su tutti i social network che uso: è un fatto normale, quando ci si trova ad avere a che fare con ambienti che per natura sono in continuo movimento, sia perché “dentro” ci sono delle persone, sia perché si evolvono nelle funzioni. Proprio come degli organismi viventi, i social network cambiano, crescono, si modificano o muoiono).

Condivisione ieri

Ieri, perché le mie attività su  Foursquare fossero visibili a un certo numero di persone e ai miei amici, condividevo ogni check-in ovunque potevo farlo, cioè su Twitter e Facebook. Mi sembrava che, senza questo, la mia attività su Foursquare fosse incompleta, che ci mancasse qualcosa.

In effetti c’è stato un periodo in cui condividere sugli altri social network era una prassi piuttosto comune per molti utenti di Foursquare – tant’è vero che la mia home page di Facebook era piena di check-in.

Condivisione oggi

Nel tempo, però, Foursquare è diventato un ambiente autosufficiente, un ecosistema completo: ha i suoi abitanti (un numero di utenti sufficienti per “giocare”, per di più in continua crescita), ha di che nutrirsi (le funzionalità che prima vivevano altrove, ora sono anche qui: commenti, possibilità di interazioni, foto…) e, come un organismo in piena attività vitale, compie dei grandi passi avanti in tema di sviluppo (si veda la versione 3.0 da poco rilasciata).

Ora non sento più l’esigenza di dire “fuori” cosa sto facendo “dentro”: ho praticamente smesso di condividere su Facebook, e condivido solo raramente i miei check-in su Twitter. Di tanto in tanto, invece, mi piace usare Instagram anche per fare check-in su Foursquare – la tendenza si è invertita!

Fare check-in ieri

Prima facevo anche tanti check-in senza valore: a casa mia, a casa dei miei… E cercavo di fare check-in ogni volta che potevo, anche se spesso era la tecnologia a non assistermi: il mio vecchio e scassato Nokia era parecchio in conflitto con l’app. Ora però che sono iPhone4-munita, è tutta un’altra storia… 😉

Inoltre, difficilmente corredavo il check-in con altre informazioni: per me il check-in era piuttosto fine a se stesso.

Fare check-in oggi

Non faccio più check-in in casa. Non faccio check-in sempre e comunque: se vado tre volte alla settimana nello stesso posto assai poco straordinario (al supermercato, in lavanderia…), evito di dirlo ogni volta, a meno che non ci sia in atto una guerra per la mayorship.

Sono anche diventata più “gelosa” delle cose che faccio: se ho una serata particolare, evito del tutto di fare check-in. In generale racconto con più moderazione, dico alle persone dove mi trovo quando sono davvero tranquilla nel farlo – e non è solo questione di privacy: è questione di affari miei!

Inoltre, quando faccio check-in, cerco sempre di dare qualche informazione in più: mi piace molto aggiungere una foto, o scrivere qualcosa quando posso, e quando ha senso farlo, lascio un consiglio (che però consiglio sia! molte volte i tip non hanno alcun senso…). Il check-in è diventato, per me, l’escamotage per dire o fare qualcosa in più.

Ecco qua la mia storia di utente Foursquare. La vostra, qual è?

Ah, se volete approfondire il tema del comportamento degli utenti su Foursquare, vi consiglio di leggere questa mia intervista a tre esperti, pubblicata sull’Osservatorio Foursquare Italia.

Share on Pinterest
Invia a un amico










Inviare

#hobisognodiuncorso!

Corsi di formazione sui Social Network.

Comments 2

  1. molto interessante questo post sul geolocal…
    Anche io ho scoperto un’applicazione social legata alla localizzazione, oltre ai soliti Foursquare e Google Places, si chiama SalvaguardiamoMilano, è realizzata da un gruppo politico, ma questo è secondario, la cosa interessante è che scaricando l’applicazione si possono fare foto dei malfunzionamenti della città, dal marciapiede rotto alle buche per strada ai mezzi di trasporto inaffidabili. La foto poi verrà collegata a una bandierina che individua dove è stata registrata la segnalazione. In questo modo i cittadini ritornano protagonisti e attivi nella vita della città … 😉 Lo si trova qui http://www.SalvaguardiamoMilano.it.

    Rispondi
  2. ciao, ho letto entrambi i contributi,
    penso che la geolocalizzazione possa essere davvero una risorsa da utilizzare in modo intelligente come nel caso di Salvaguardiamo Milano, unico dubbio è se poi le istituzioni si faranno carico davvero delle segnalazioni inviate dagli utenti…

    Rispondi

Scrivi un commento

Iscriviti alla Newsletter Mimulus!

E' il modo più efficace e veloce di ricevere i nostri ultimi articoli, direttamente nella tua casella di posta elettronica!
OK, mi iscrivo subito! :)