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LBS: un’applicazione mobile per ridurre gli incidenti in montagna

Dalla Svizzera al quinto Italian IA Summit è arrivato anche Ian Eckert, che ci ha parlato di geolocalizzazione in un talk dall’intrigante titolo New approaches to Location Based Services.

Ian ci ha raccontato di un progetto che ha realizzato insieme all’Istituto Svizzero per lo studio della neve e delle valanghe SLF a Davos: una piattaforma web e mobile per lo scialpinismo in Svizzera che permette agli utenti di pianificare gite sulla mappa digitale e accedere alle informazioni in tempo reale tramite il loro dispositivo mobile.

Il progetto è nato da una considerazione e da una domanda: ogni anno in Svizzera muoiono per colpa delle valanghe 30 persone che praticano scialpinismo. E’ possibile, come information content designer, fare qualcosa per ridurre quel numero?

Già con l’arrivo dei cellulari, le modalità di segnalazione di un incidente e del soccorso sono molto cambiate; ma gli smartphone oggi in commercio possono cambiarle ancora di più? Da qui è nata l’applicazione White Risk, con l’idea di raccogliere tutte le informazioni che servono allo sciatore quando desideri pianificare una escursione di scialpinismo. La parola chiave dell’app è proprio “pianificazione“: interviste con le guide alpine hanno infatti mostrato come, durante queste gite, ciò che manca di più è la simulazione mentale di quello che si andrà a fare. Il tempo, le condizioni climatiche, la visibilità, la pendenza… sono le informazioni di base necessarie per prevedere come potrebbe andare un’uscita.

Durante la progettazione dell’app si è cercato di capire quali sono gli step che fa una persona nel momento in cui pianifica un’escursione in montagna: cosa succede a casa, e poi mentre ci si dirige al punto di partenza, e poi all’inizio della gita, e poi quando si raggiunge un punto critico ecc. L’app in particolare si concentra sui momenti di pre (ancora a casa) e di inizio gita.

L’app, basata su una mappa digitale, permette all’utente di:

  • pianificare la gita in 7 semplici passi
  • lasciare informazioni e segnalare problemi per gli altri escursionisti
  • consultare i percorsi alternativi, i punti critici, il meteo e quali sono i momenti in cui conviene verificare le condizioni per decidere se procedere o se tornare indietro.

Ma quali sono gli aspetti più concreti della progettazione di questa app?

  1. la profondità di menu non supera le tre schermate, per non costringere l’utente ad andare troppo avanti e indietro
  2. per le condizioni con cui gli utenti usano l’app – il freddo e quindi una minore sensibilità delle dita, oppure indossando i guanti – le griglie che delimitano gli spazi sulle schermate sono state allargate a 60 pixel (in questo modo si riduce l’eventualità di cliccare in un punto dove non si vorrebbe farlo)
  3. il contrasto è stato studiato appositamente per una consultazione via mobile in condizioni di sole e di neve.

L’aspetto che ho trovato più interessante dell’intervento di Ian riguarda quello che è successo durante l’evento di lancio dell’app, rigorosamente sulla neve. Le persone hanno disseminato la mappa digitale… di foto! Questo fatto ha sorpreso i progettisti, che avevano pensato a tutto in termini di sicurezza, ma non avevano immaginato uno spazio di interazione.

Fra lo spazio virtuale e quello reale c’è un range di interazioni possibili; il nostro utente vede quelle che gli mostriamo e gli facciamo capire, ma altre ce ne possono essere, e può succedere che le scopra lui.

Concludo riportando una segnalazione di Ian: l’approccio usato in questo progetto è come un grande iceberg, di cui la visualizzazione è solo la punta. Ecco perché l’interfaccia dell’app non ha ancora raggiunto alti livelli; quella rilasciata è un primo prototipo, privo dell’interfaccia definitiva.

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Comments 5

  1. Ciao Francesca, molto interessante… non ci sono slide da vedere?

    ilaria

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