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Facebook: David Kirkpatrick incontra i blogger italiani

Grazie alla segnalazione di Luca Conti e all’invito di Barbara e Giovanni Hoepli, lunedì 30 maggio io e Roberto abbiamo avuto il piacere di incontrare, presso la storica libreria Hoepli di Milano, David Kirkpatrick, autore del libro “Facebook la storia uscito proprio il 30 maggio.

Insieme ad altri blogger, circa una dozzina di persone, abbiamo conversato con lui in inglese per un’ora su Facebook e tanti temi inerenti al social network più famoso del mondo: dal potere all’informazione, dal news feed alle differenze con Twitter e Linkedin.

Kirkpatrick è un giornalista, uno di quelli che si ascolta molto volentieri: è chiaro, preciso, assolutamente padrone dell’argomento e, cosa ben più importante, una persona intelligente.

Trascrivo in bella forma, per questo post, alcuni degli appunti che ho preso; credo che ci siano diversi spunti utili per una riflessione su Facebook, questo grande “mostro” che in molti odiano ma in un numero assai maggiore amano e che, fuori di ogni dubbio, è diventato un fenomeno mondiale.

Prima di tutto, per capire il personaggio, ti consiglio di leggere il pezzo che Kirkpatrick pubblicò sul Fortune nel “lontano” 2006, Why Facebook matters. E’ grazie a questo articolo che ha incontrato Zuckerberg nella primavera del 2007, occasione in cui il fondatore di Facebook gli ha mostrato qualcosa che, di lì a poco, avrebbe cambiato la faccia e anche la percezione della sua “creatura”: lo spostamento da social network a piattaforma tecnologica aperta su cui chiunque può creare applicazioni di social computing. Altro colpaccio di Kirkpatrick, quindi, aver pubblicato un articolo in anteprima su questa nuova funzionalità.

Ma veniamo ai temi salienti della nostra chiacchierata.

La crescita di Facebook

Facebook è l’azienda che ha il più alto tasso di crescita al mondo. E’ di questi giorni il superamento dei 700 milioni di utenti; ne aveva 50 mila fino a non molto tempo fa. Nella storia dell’umanità, è l’azienda con la crescita più veloce, e questo è un dato.

David ha notato come niente sia mai cresciuto così velocemente: né una religione, né un movimento sociale, né un’azienda. E, per ora, Facebook non sta rallentando la sua corsa. Inoltre sono successe tre cose che dimostrano, secondo Kirkpatrick, come Facebook sia molto più di un “gioco”:

  1. il film: ha trasmesso alle persone l’idea che Facebook è qualcosa che merita interesse
  2. la valutazione di 50 miliardi di dollari: ha modificato la percezione di Facebook all’interno della business community, andando contro tutti quelli che dicono: “Facebook è un fenomeno sociale, ma non è business”
  3. Tunisia, Iran, Egitto, Libia, Spagna, Grecia… tutti quei paesi in cui Facebook è lo strumento di un cambiamento della faccia politica: Facebook è una forza sociale, che va molto oltre al fatto che dei ragazzi possono restare in contatto tra loro – ha posto un grande cambiamento.

L’ambizione più grande di Zuckerberg? Che Facebook diventi parte dell’infrastruttura di internet.

Il potere di Facebook

Alla domanda di Luca Conti, se dovremmo essere preoccupati del potere di Facebook, David ha risposto sì. Tutti dovremmo avere timore del potere di Facebook, concentrato in un’unica azienda che, un domani, potrebbe essere governata da logiche finanziarie. Gli scenari possibili sono tanti; Zuckerberg potrebbe perdere il controllo della sua creatura…

Se inoltre Facebook sarà davvero nella posizione di diventare parte dell’infrastruttura di internet, vuol dire che una sola azienda avrà il controllo di una parte centrale del web; nessuno sa cosa significhi esattamente, possiamo solo presumerlo.

Kirkpatrick ci ha detto che, secondo lui, i programmatori sono i veri rivoluzionari: Zuckerberg, Assange, i ragazzi di Google, Dorsey… Se sei in grado di scrivere del codice e hai una grande idea, puoi cambiare la società. Viviamo, infatti, in una società dominata dal codice: le persone che scrivono il codice possono guidare il nostro futuro.

Sulla questione del “potere”, anche economico, occorre notare che per ora Zuckerberg non sta monetizzando il “Like” che milioni di siti stanno usando. Potrebbe farlo; l’azienda sa benissimo quali siti lo usano. Ma Facebook non ha ancora esteso il sistema di advertising verso i siti che usano le sue API.

Facebook e Twitter

A proposito delle differenze tra i due ambienti online ormai leader nella comunicazione tra le persone, David ci ha detto che

Facebook is an identity management platform, Twitter is a broadcasting platform. There is no real competition.

Facebook è un social network basato sull’identità; Twitter è una piattaforma di divulgazione. Non è un social network, perché non è basato sull’identità; si basa sulla sottoscrizione, e le persone che traggono i vantaggi migliori da questo strumento sono i giornalisti, i politici, le celebrità, i brand.

David vede Twitter a rischio: la visione di Dorsey non ha prevalso, e non è mai stato realizzato un algoritmo – al contrario di Facebook, che ha creato l’algoritmo dietro il news feed in grado di mostrare nella parte alta della pagina le notizie che ti interessano di più. Twitter è una lista di aggiornamenti senza l0gica algoritmica. E’ un sistema brillante, ma non è un “prodotto”. Facebook è un’azienda gestita meglio e con una tecnologia migliore.

Facebook e Linkedin

Abbiamo chiesto a David anche un parere su Facebook e Linkedin. Ci ha detto che Linkedin raccoglie profili professionali ed è un importante servizio di networking. Anzi probabilmente, dopo Facebook, è il social network più importante: è l’unico altro social network davvero globale e del tutto basato sull’identità. Ma mentre Facebook sostiene che ognuno di noi ha la sua singola identità ed è una persona unica, Linkedin sembra affermare che abbiamo personalità separate: quella professionale, quella privata ecc.

Secondo Kirkpatrick, Linkedin diventerà più competitivo con Facebook se migliorerà la qualità del software ed è certo che diventerà sempre più importante.

Le funzionalità di maggior valore

Sono essenzialmente due: la proprietà del grafo sociale e il controllo dell’algoritmo che sta dietro il news feed (assimilabile all’algoritmo di ricerca di Google).

Il news feed è diventato sempre più equivalente ai risultati della ricerca di Google. Tu non vedi quello che Facebook fa per te; è una scatola nera, un algoritmo basato sulle connessioni tra le persone e modificato dai comportamenti.

Big drivers

Concludo questo articolo segnalando i Big Drivers di Facebook secondo Kirkpatrick:

Cambiare la vita delle persone aiutandole, rendendo possibile la condivisione, rendendo più efficace la comunicazione. Facebook crede che una maggior efficacia nella condivisione dà alle persone il potere di cambiare il mondo. Facebook è stato progettato come piattaforma per l’empowerment degli utenti.

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Comments 2

  1. Gentile Francesca

    Potrebbe cortesemente indicarmi il modo per contattare David Kirkpatrick su Internet?
    In attesa di sua gentile risposta ringrazio e saluto
    Cordialmente,

    Elena

    Rispondi

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