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Dall’Intranet alla Cloud: il potere torna nelle mani dell’utente

E’ giunta l’ora di preparare l’intervento di lunedì prossimo, 27 giugno, a Better Software e ne approfitto per scrivere un post che anticipa un aspetto del mio intervento.

Il tema è l’adozione di servizi on the cloud per soddisfare le esigenze operative delle organizzazioni; siamo quindi in ambito enterprise 2.0, ovvero l’adozione di strumenti, tecnologie e modelli del web 2.0 nei processi organizzativi interni all’impresa e nelle sue relazioni con il mondo esterno.

Ho già accennato a Box.net su questo blog e alle opportunità che certe soluzioni offrono; la settimana prossima presenterò, insieme a Giampaolo Montaletti dell’Agenzia per l’Istruzione, la Formazione e il Lavoro (ARIFL) della Regione Lombardia, un’esperienza molto interessante in questa direzione.

Dall’Intranet alla Cloud

Dunque, il tema è semplice: dall’Intranet alla Cloud – o meglio, dalla predisposizione di software sui server aziendali all’utilizzo di servizi on-line.

Non interessa tanto entrare nella disquisizione tra i pro e i contro di una soluzione rispetto all’altra, perché ciascuna ha i suoi e va valutata caso per caso; piuttosto interessa soffermarsi su come cambiano i ruoli del fornitore e del cliente e tra questi due chi, in questi scenari 2.0, ci guadagna e chi ci perde.

Lo scenario “normale” si basa su un processo di fornitura del software che può essere schematizzato in “installazione – configurazione – personalizzazione – manutenzione”, previa progettazione e scelta della piattaforma di riferimento. La catena di relazioni che ne consegue è del tipo progettistatecnicoutente: il progettista, su approvazione del cliente, istruisce il tecnico sul da farsi e lo affianca durante l’implementazione; l’utente adotta ciò che il programmatore ha realizzato accettando le limitazioni che la tecnologia e il budget impongono.

Dopo il rilascio il tecnico acquisisce il controllo di ciò che è stato implementato e spesso l’evoluzione dell’intranet è rallentata dalle altre priorità IT (che comunque non sono mai poche). Sia il progettista che l’utente rischiano di perdere voce in capitolo perché l’intranet, da progetto direzionale, diventa un sistema tecnologico e le esigenze riguardo all’evoluzione dell’intranet vengono bilanciate con tante altre esigenze IT.

Un nuovo processo di “fornitura” del software

Lo scenario che abbiamo adottato per il progetto sopra citato si basa invece su un processo di “fornitura” del software che può essere schematizzato in “configurazione – utilizzo”, previa progettazione e scelta del servizio.

La catena di relazioni che ne consegue sembra essere del tipo progettistautenteservizio. Il progettista raccoglie dei requisiti, disegna un modello operativo, seleziona le tecnologie e insieme all’utente definisce il percorso di adozione. Il cliente diventa responsabile di ciò che ha deciso di adottare e di come sta sostenendo il percorso di adozione. Il rapporto con il progettista si rafforza nella misura in cui questo ha la capacità di portare innovazione e nella misura in cui il cliente ha consolidato l’utilizzo degli strumenti cha ha adottato.

Il potere, dalla tecnologia all’utente

Estremizzando il paragone, si può affermare che nello scenario “normale” il “potere” finisce nelle mani della tecnologia, mentre nel nuovo scenario il “potere” torna nelle mani di chi usa la tecnologia, cioè l’utente.

Sono solo alcuni spunti e ci sono molti livelli di grigio in queste affermazioni; ad esempio l’utente spesso non accetta le limitazioni della tecnologia, ha la “presunzione” di essere diverso da tutti gli altri utenti che fanno esattamente lo stesso mestiere e da questo nascono le infinite richieste di personalizzazione che rallentano il processo di adozione dell’intranet e allungano la coda dei lavori IT.

Ecco, in questo caso un beneficio derivante dall’utilizzo di soluzioni on the cloud è che le funzionalità sono definite e non modificabili: i costi sono sotto controllo, le configurazioni sono poche e si inizia subito a lavorare!

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