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[Caso studio] Surfin’Genova, scopri la città giocando con Foursquare

In occasione del Travel Blogger Elevator, un appuntamento di rilievo che ha raccolto oltre 100 travel blogger da tutto il mondo, ci è stato chiesto dagli organizzatori di realizzare un’attività basata su Foursquare rivolta ai blogger partecipanti, la Surfin’Genova. Inutile dire che sono stata felicissima di farlo… Appunto: inutile 🙂

Una piccola premessa. Ogni volta che prepariamo un evento, ci piace aggiungere qualcosa di nuovo alle precedenti esperienze.

Percorsi precedenti: Milano e Bologna

Finora ci eravamo cimentati, grazie al format Surfin’City, con:

  • Surfin’Milan, la Caccia al tesoro 2.0 – basata su check-in, tip-indizi e prove per dimostrare di aver percorso tutte le tappe in modo corretto. Ovviamente anche il fattore tempo è stato fondamentale e chi c’era, se lo ricorda quanto li abbiamo fatti correre!
  • Foursquare Day 2011 – a Bologna abbiamo realizzato tre percorsi in Tourism-style, basati sullo stesso funzionamento della Surfin’Milan ma senza la componente “gara”. Lo scopo era portare le persone, in buona parte bolognesi, a scoprire curiosità di Bologna che non conoscevano.

Ma veniamo alla Surfin’Genova e scopriamone le caratteristiche.

La sfida e i requisiti

Il meccanismo è sempre lo stesso: sia arriva in una tappa del percorso, si fa check-in, si trova l’indizio per la tappa seguente contenuto in un tip, si interpreta l’indizio e si raggiunge la nuova tappa. E così via.

Ma mentre nelle esperienze precedenti il principale strumento per capire l’indizio era la Rete (Google, Wikipedia ecc.) – e dunque gran parte del nostro lavoro consisteva nel confezionare i tip-indizi con le giuste chiavi di ricerca, orientati al web -, questa volta avendo a che fare con partecipanti provenienti da tutto il mondo non potevamo affidarci completamente all’on-line.

Il motivo è semplice: non sapevamo dove fossero “localizzati” i cellulari delle persone, e i risultati della stessa ricerca fatta, ad esempio, su google.it e google.com possono cambiare notevolmente. Anche Wikipedia non replica perfettamente i contenuti tra le varie lingue, anzi: una pagina in italiano, dove magari è nascosta la soluzione di un indizio, potrebbe anche non esistere nella versione spagnola.

Da questo sono discesi due requisiti imprescindibili:

  1. il percorso doveva essere in inglese
  2. il percorso doveva avvalersi il meno possibile del web per trovare le soluzioni.

Così ci siamo spinti ad aggiungere una forte componente offline.

Il percorso all’interno della città

Pur avendo solo una decina di tappe a disposizione e un paio d’ore di tempo considerando anche gli spostamenti a piedi, volevamo coinvolgere i travel blogger partecipanti in una immersione nella storia e nella cultura di Genova; la ricerca delle tappe è andata in questa direzione.

Solo per descriverne alcune:

  • il cibo è un elemento fondamentale della cultura di un posto: dici Genova, e dici focaccia. In accordo con uno dei migliori forni della città, abbiamo portato le persone a fare un assaggio di ottima focaccia, mettendole alla prova su un altro elemento locale imprescindibile: il dialetto. La prova offline consisteva nel recitare in “perfetto” genovese un proverbio legato al pane, per ottenere in cambio un bel pezzo di focaccia e un indizio cartaceo da abbinare al tip su Foursquare per scoprire la tappa successiva
  • la storia di Genova è legata anche alla Seconda Guerra Mondiale. Ci sono tracce, nei vicoli, che neanche i genovesi conoscono, come i “timbri” sui muri che avvertivano gli Alleati di non addentrarsi oltre
  • in tutte le città ci sono situazioni davvero uniche, come ad esempio una pregevole statua del Seicento raffigurante Ercole, all’interno… di un grande magazzino! Per portare le persone a vederla e aggiungere una bella dose di divertimento, abbiamo chiesto loro di recarsi in un certo palazzo (sede del punto vendita) e di cercare il signor Ercole per farsi una foto con lui. E’ stato davvero molto divertente vedere le loro facce, quando scoprivano chi – o meglio, cosa – era davvero Ercole!

Notate come queste tappe sono strettamente legate all’offline: in quella del forno, la prosecuzione nel percorso era legata alla recita di un detto genovese; nella seconda, una volta comunicato l’indirizzo approssimativo, occorreva trovare il timbro sul muro (molto offline!), fotografarlo e condividerlo su Twitter o Instagram; nell’ultimo caso descritto, i partecipanti dovevano interrogare il personale del negozio per trovare la statua.

Il requisito di partenza, dunque, si è rivelato prezioso per rendere la Surfin’Genova un’esperienza davvero unica e a tutto tondo.

Community e risorse online

Uno degli aspetti più interessanti di Surfin’City, e dunque anche di questo evento, è che nel giro di un paio d’ore vengono condivisi dai “surfer”, su diversi social network, molti contenuti online con le proprie reti di amici: dal check-in al tweet, passando ovviamente per le foto (condivise all’interno del check-in e quindi caricate sulla venue Foursquare, o tramite Twitpic, o con instagram…) e Facebook. Ad esempio, presso il forno della focaccia sono stati pubblicati dei tweet con foto al bancone e testi del tipo “qui si mangia la focaccia migliore di Genova”.

Ecco qualche risorsa che potete trovare online:

OK… e adesso chi mi fa fare la prossima Surfin’?? 😉

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