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Perché usare Linkedin e come usarlo al meglio – parte 1

Venerdì scorso (27 settembre) ho tenuto la seconda lezione dei Digital Friday, quella su Linkedin – modulo Persone.

La preparazione della lezione è stata un po’ più onerosa del previsto, ma ho colto l’occasione per ri-considerare l’esperienza di questi mesi e stilare alcuni “consigli d’uso”. Ora il corso su Linkedin è diviso in due moduli: il primo focalizzato sul profilo personale, la creazione del network, i primi rudimenti sui gruppi di discussione; il secondo (11 ottobre) sulle pagine aziendali, l’utilizzo avanzato del modulo contatti, le inserzioni e metodologie di gestione avanzata del profilo e del network.

Dopo qualche giorno di lavoro, sulle quasi 200 slide (100 per modulo) sono fissate le funzionalità di Linkedin, le buone pratiche e alcuni suggerimenti per l’uso con obiettivi specifici.

Linkedin 101

Per iniziare, due numeri su Linkedin:

  • sono stati superati i 238 milioni di utenti
  • la crescita dei ricavi anno su anno è stata del 59%
  • gli utili del secondo trimestre del 2013 sono stati pari a 3,7 milioni di dollari
  • i ricavi derivano per il 57% dalle Talent Solutions (i piani per chi cerca lavoro e chi cerca candidati), il 30% dalle Marketing Solutions (inserzioni in generale), il 20% dai piani Premium.

E’ senza alcun dubbio IL social network di riferimento per coltivare relazioni professionali, sia con finalità di ricerca opportunità di lavoro che con finalità commerciali e di generazione lead.

I punti forti di Linkedin

I punti forti di Linkedin oggi, considerati dal punto di vista di chi intende utilizzarlo in modo serio per un proprio obiettivo professionale, sono:

  • gli utenti in Italia hanno superato i 5,5 milioni, in crescita costante anche in settori non IT, e già con l’account gratuito è possibile completare il proprio profilo in modo professionale e presentarsi “con il vestito della festa” ai possibili interlocutori; entrare in contatto con migliaia e migliaia di persone in Italia e sfruttare la dinamica normale nella vita reale di “farsi presentare” da qualcuno; interagire nei gruppi di discussione e mettersi in evidenza agli occhi di migliaia di persone che condividono il nostro stesso interesse (professionale). La necessità di un account pro, in una delle tante formule previste, può arrivare dopo un uso intensivo dell’account base
  • le novità rilasciate di recente, ad esempio le University Page e il redesign dei gruppi di discussione, indicano una precisa volontà di mantenere la posizione di terzo incomodo tra Facebook e Google+. Sono già in fase di rilascio funzioni di analytics che misurano il reach in termini di grafo sociale di un singolo aggiornamento, alla stregua dei Ripples di G+, ed è probabile l’apertura agli hashtag
  • di recente Linkedin ha abbassato l’età minima richiesta per registrare un account da 18 a 16 anni; e questo significa che le aziende potranno iniziare a presentarsi ai giovani con largo anticipo rispetto alla loro entrata nel mercato del lavoro e che i ragazzi potranno cominciare molto presto a “preoccuparsi” del loro futuro lavorativo. Tutto questo significa traffico e ricavi.

I punti deboli di Linkedin

Linkedin ha però alcuni punti deboli, che emergono soprattutto quando si inizia a usarlo in modo sistematico. Occorre per onestà precisare che alcuni limiti non derivano da Linkedin stesso ma da come viene usato:

  • il primo limite (tecnico) è che l’usabilità di alcune funzioni, la Gestione dei Contatti ad esempio, lascia ancora a desiderare
  • il secondo limite (tecnico) è nelle pagine aziendali, ancora un po’ troppo rigide in un ruolo vetrina
  • il secondo limite (d’uso) è la strana abitudine italiana a non rispondere ai messaggi InMail; è semplice ottenere il contatto, ma è praticamente impossibile ottenere un feedback o una risposta a una proposta commerciale. Una InMail è in genere l’esito di un lavoro e non è una delle tante mail spam che si spediscono a destra e sinistra senza criterio (sottolineo: in genere…)
  • il terzo limite (d’uso) deriva dall’abitudine, soprattutto nostrana, di usare i gruppi per mettersi in mostra attraverso la pubblicazione di risorse, spesso neanche commentate, ma di rado entrare nelle discussioni.

Detto questo, come usare al meglio Linkedin? A mercoledì per la parte 2 dell’articolo, con alcuni suggerimenti!

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Comments 5

  1. Mi piace l’idea della suddivisione in 2 moduli, suggerisco di pensare già ai 3 moduli:
    – profilo personale e accessori
    – interazione nei gruppi
    – pagine aziendali

    Per quanto riguarda i limiti citati, osservo che in buona parte siamo noi utilizzatori a mancare di “Linkediquette”, come ben si vede nell’uso (improprio) dei Gruppi citato nel post, a cui aggiungo la nostra (pessima) abitudine di accettare collegamenti senza alcun criterio né senso critico.

    Per quest’ultimo punto – stanco di continue richieste di collegamento LinkedIN spesso di PERFETTI sconosciuti – ho svolto una breve ricerca sul tema. Avevo anche un “senso di colpa”, di NON riuscire mai a rispondere in tempi ragionevoli, perché cerco sempre di offrire qualcosa che gli interessi, a chi chiede un collegamento…

    Ne è uscito un articolo in 2 parti, qui: http://albertoriva.tumblr.com/post/59195652292/linkedin-richieste-collegamento-primaparte,

    Qual è la vostra esperienza?

    Rispondi
  2. Grazie Alberto, penserò ai tre moduli.
    Linkediquette – nei Gruppi vedo molta pubblicazione finalizzata ad avere esposizione e poco interesse al coinvolgimento e alla relazione.
    La mia esperienza per quanto riguarda le richieste di contatti è simile alla tua, spessissimo sono di persone che non conosco, anche non italiane. Quello che soprattutto mi lascia perplesso è la richiesta di contatto che arriva con il testo standard preimpostato: capisco che se non mi conosci potresti non saper che scrivere nel messaggio, però fai uno sforzo, dimmi qualcosa.
    A volte, confesso, capita anche a me di mandare richieste senza spiegazioni… ma mi pento subito e cerco di evitarlo il più possibile.

    Rispondi
  3. ciao Francesca, bell’articolo! Penso di venire al modulo 2 11 ottobre.

    Per i commenti di Alberto e Roberto. Io non chiedo il collegamento a persone mai conosciute, ma guardo le richieste in entrata e secondo alcuni criteri che hanno a che fare con il mio lavoro, decido se accettare o no. E come risultato mi sono arrivate proposte di collaborazione, idee e richieste di info da persone non conosciute offline! Naturalmente da valutare e verificare. Never say never…..

    Rispondi
  4. Ciao Lisa, ti aspettiamo l’11 a braccia aperte!
    Io chiedo il collegamento a persone che conosco oppure che mi interessa contattare per lavoro e networking.
    Sono abbastanza generoso nell’accettare richieste… non si sa mai :)… anche perché raramente ricevo messaggi spammosi con offerte di guadagni immediati senza fatica.
    Se questo spam dovesse aumentare probabilmente valuterei meglio ogni singola richiesta.
    Ciao

    Rispondi

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