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Usare al meglio Linkedin: la foto-profilo

Quanti di noi si sentono a disagio quando un amico (o presunto tale fino a quel momento) sbircia la nostra foto sulla carta d’identità e si mette a ridere? E se si è in compagnia passa il documento per scatenare l’ilarità generale? Questa situazione incresciosa si genera perché la foto sui documenti d’identità, compresa la patente e il passaporto, non può essere cambiata a piacimento: quella scelta al momento dell’emissione del documento lì resta per svariati anni.

Come sappiamo deve essere una foto in primo piano o a mezzo busto tale che l’identificazione del titolare sia certa, quindi niente occhiali da sole o cappelli, viso pieno e ben illuminato, niente mezzi busti con cagnolini in braccio o boccali di birra in mano. Ovviamente, niente caricature o ….

E perché su Linkedin sì??

Linkedin è il social network professionale per definizione: si rivolge a professionisti e contiene innanzitutto il loro curriculum vitae e le relazioni professionali costruite giorno per giorno.

Metteresti una tua foto con un boccale di birra in mano su un curriculum vitae o una lettera di presentazione per proporre la tua candidatura a una job selection? Probabilmente no, anzi sono certo di no. A meno che la job selection sia orientata a Mastri Birrai, operatore in un Birrificio, addetto al banco in un Pub o simili…

In tutti gli altri casi no, non lo faresti, e allora ripeto la domanda, perché su Linkedin sì?

Tutti noi ogni giorno cerchiamo, osserviamo, leggiamo profili ed esperienze su Linkedin e valutiamo le persone in base a ciò che stiamo vediamo e leggiamo: collaboratori, fornitori, partner, clienti, esperti. Per molti degli articoli letti consultiamo il profilo Linkedin dell’autore, anche solo per capire chi è, e uno dei primi quattro elementi su cui casca l’occhio è la foto, che spesso ci lascia interdetti.

Foto-profilo: cosa NON fare

Ecco i tipi di foto che ritengo, ma non sono il solo, più inutili e in certi casi più dannose, in ordine casuale:

  • la non-foto – accade quando non carichi la tua foto e Linkedin provvede a piazzare al suo posto l’immagine standard, stile sagoma del tiro a segno. Se vuoi essere nella posizione giusta per non essere considerato, continua così
  • la foto-com’ero – anche detta “del cinquantenne che va per i 22”; trovo insopportabile incontrare qualcuno di persona o vederlo in qualche foto o video e scoprire che il suo aspetto fisico non ha nulla a che fare con la sua identità digitale. Di queste persone tendenzialmente mi fido poco
  • la foto-cartoon – anche detta “del bambino che è dentro ciascuno di noi” (un po’ alla Pascoli); ecco, lascia il “bambino” su Facebook, qui su Linkedin fatti vedere per come sei. Sei così inguardabile da non poter pubblicare la tua foto? Fai un passaggio dal parrucchiere e poi fatti fare una foto da un fotografo professionista. Sei timido o vuoi fare lo spiritoso? Nel primo caso occorre che fai uno sforzo e ti fai aiutare; nel secondo caso, che dire… segui il “bambino” su Facebook
  • la foto-fisheye – accade quando ti fai una foto con la webcam incorporata nello schermo e stai troppo vicino. La luce è in generale sbagliata, il naso prende il sopravvento e l’espressione generale non è delle più “sveglie”
  • la foto-panorama – si potrebbe chiamare anche la “foto-c’ero-anch’io”; accade quando usi la stessa webcam di prima ma lo schermo è troppo distante dalla tua posizione e allora ottieni una bella panoramica dell’ufficio nella quale forse ci sei anche tu (e poco mi interessa sapere che hai un ufficio grande…)
  • la foto-vacanza – ma perché devi farti vedere al mare in slip, oppure su un campo da sci a figura intera? Tanto il fisique du role del commerciale non si giudica dagli slip intonati con la tavola da surf. Il messaggio che queste foto mandano è qualcosa del tipo: “quando non lavoro mi rilasso” (non è una grande scoperta…), “dovesse interessarti, so anche sciare” (e allora?)
  • la foto-speaker – è quella che ti ritrae su un palco con il microfono in mano; tra tutte quelle elencate questa è la meno peggio, anche se non la trovo convincente perché mi dà l’idea che uno voglia dimostrare che è importante perché parla ai convegni. L’importanza di una persona la voglio vedere dal suo profilo e da altri contenuti che trovo fuori da Linkedin
  • la foto-logo-aziendale – no, tu sei tu e la tua azienda è un’altra cosa. Voglio vedere te
  • la foto-santino – non nasconderti dietro al pinguino di Linux o al simbolo dell’open source di turno, anche se sei un developer esperto di quelle tecnologie
  • la foto-quanto-siamo-belli – questa ha diverse varianti: se ti ritrae al matrimonio di una amico/a o a una serata con le amiche allora significa “guarda quanto sono f… in questa foto”; se ti ritrae a una serata con gli amici allora ha significa “guarda quanto ci divertiamo insieme”; se ti ritrae con i tuoi bambini allora significa “queste sono le mie vere gioie”. Va bene che siete amici per la pelle o che quella bambina è la principessina di casa, però non scaricare le responsabilità del tuo profilo su altre persone. Anche perché chi guarda potrebbe concentrarsi, appunto su altre persone…

Alcuni consigli per una buona foto-profilo

Una buona foto esprime la cura che dedichi al profilo. Ma che caratteristiche una buona foto?

  • si deve vedere bene il viso
  • possibilmente devi apparire sorridente – non la risata sguaiata, un sorriso più o meno accennato è sufficiente
  • i capelli devono essere in ordine e, per per gli uomini, barba fatta o curata
  • abbigliamento consono, non necessariamente giacca e cravatta o tailleur ma di certo non la canottiera ascellare, la camicia hawaiana o il pareo
  • luce adeguata, non sparafleshata, con controllo delle ombre (sotto al naso, sotto al mento)
  • la posa: di fronte, di tre quarti, con la testa un po’ inclinata, con la postura in avanti… scegli tu, basta che non sia di profilo (segnaletica) o di nuca.

Scritto questo, mi sa che devo cambiare la mia foto su Linkedin… e vi aspetto venerdì 7 febbraio al Digital Friday su Linkedin modulo Persone.

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