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Un Klout tutto nuovo: dal “celolunghismo” al Content Marketing

Facciamo che non vi sto a dire cos’è Klout. Facciamo che lo sapete già.

(Vabbè dai, vi vengo incontro: con le 4 righe di definizione di Wikipedia ma anche con un’intervista di Maurizio Pesce al fondatore uscita su Wired un paio di mesi fa).

Per mesi, l’interrogativo di molti è stato: mio caro Klout, a che mi servi? Ok, mi affibbi un punteggio da 1 a 100 con cui stabilisci quanto “peso” online; ma poi? Che ci devo fare, con te?

In questi giorni Klout è cambiato moltissimo, e ha dato una svolta notevole alla sua esistenza, passando dal celolunghismo di cui sopra (“Ah-ahh! Mi è cresciuto il Klout di due punti! Ho pure superato quello… [aggiungere termine a piacere] che mi sta proprio sulle scatole!”) a diventare un vero e proprio tool di content marketing. Le tre fasi principali sono riassunte nelle sezioni del nuovo Klout, di cui le prime due erano inedite fino a qualche giorno fa:

  1. Create
  2. Schedule
  3. Measure

Vediamole nel dettaglio.

1. Create – creazione di contenuti

L’elemento di nuova introduzione che per ora preferisco, oltre al re-design molto semplice, piacevole e funzionale, è il nuovo aspetto da “Social Reader” che Klout ha preso. Alla voce Create, infatti, compare una serie di contenuti che molto probabilmente interessano la persona che se li ritrova nel feed:
Create

Ed ecco a cosa servivano gli argomenti su cui Klout ci identificava come esperti o influencer o simil-tali e che potevano (possono ancora) essere confermati dagli altri utenti con un +1: a personalizzare il feed di questo Reader. Il cui scopo, dunque, è quello di aiutarci a elevare il nostro grado di competenza, grazie all’engagement che (si spera) produrremo in chi ci segue condividendo quei contenuti.

Gli argomenti che compaiono alla voce Create si possono modificare, togliere o aggiungere, fino ad arrivare a un massimo di 20 voci; pare che il numero massimo di argomenti che l’utente può inserire ex-novo sia 7. Il risultato è che ora mi ritrovo un elenco di contenuti da fonti tendenzialmente autorevoli, senza essermi sbattuta per andarli a cercare – non solo: per alcuni di questi mi è indicato lo “stato” di salute in tema di condivisioni e di Content Marketing tramite una definizione:

  • Hot Off the Press – fresco di stampa
  • On the Rise – in crescita in quanto a condivisioni e, dunque, a esposizione sui social (ergo: se lo condividi non sarai certo il primo, ma sta per diventare virale: che fai, prendi o lasci??)
  • Hidden Gem – perla nascosta: ovvero che un numero relativamente basso di persone ha finora condiviso
  • Crowd Pleaser – contenuto che molto probabilmente piacerà alla tua audience di riferimento (a me però non è mai comparso).

Andando in mouse hover sulla definizione ottengo altre informazioni utili sullo specifico contenuto: ad esempio, “This article was published 8 hours ago”, “Only a 11% chance your audience has seen this link”, e così via. Inoltre, ogni contenuto riporta – oltre al titolo, all’immagine principale e alla description – la fonte, l’argomento principale e la data di pubblicazione.

Non vi piace un tipo di contenuto? Potete esprimere la vostra opinione ed educare Klout grazie alle due icone “pollice su” e “pollice verso” posizionate a fianco del nome della fonte. Ad esempio, tra gli argomenti su cui Klout mi ritiene autorevole c’è la città in cui vivo, Bologna, col risultato che mi trovo diversi articoli sulla squadra di calcio; ci ho messo un bel pollice verso su non pochi, ma per ora il mio Klout sembra che non abbia imparato la lezione… Forse ci vuole un po’ di tempo.

Il rischio che vedo nel futuro? Che ci troveremo tutti a condividere gli stessi contenuti, visto che le fonti proposte da Klout nel corso dei giorni mi sembrano più o meno le stesse. Staremo a vedere.

1. Schedule – condivisione di contenuti

ScheduleQuesta è la seconda grande novità del nuovo Klout: il fatto di poter fare all’istante, o di programmare, la condivisione di quei contenuti che Klout ci segnala come rilevanti per le nostre competenze, e di farlo direttamente dalla sua piattaforma (ma per ora la condivisione è limitata a Facebook e Twitter).

E’ un servizio particolarmente innovativo? No: ci sono tanti altri tool che lo fanno, e lo fanno bene – Hootsuite, per citarne uno. Potrebbe, in futuro, diventare di uso comune? Dipende, e dipende da un certo numero di fattori: dalla sua usabilità, dalla convenienza che le persone troveranno nell’usarlo, dal numero di ambienti che si potrà gestire al suo interno, dal tipo di evoluzioni che Klout compirà.

3. Measure – verifica l’efficacia delle tue attività online

Ed eccolo qua: il termometro tanto incriminato che pretende di misurare la nostra influenza sui media online.

Però, che Klout sia cambiato parecchio anche nelle intenzioni, lo dimostra il fatto che questa sua precedente funzione ora si trovi in terza posizione su 3. Addirittura, per affermare la ridefinizione di questo servizio, al login siamo indirizzati alla sezione Create. Vale a dire: meno termometro, e più vitamine e steroidi 🙂

measure

…manca qualcosa?

Rispetto alla versione precedente, Klout ha del tutto nascosto le persone da cui gli risultavamo influenzati, con il loro punteggio e gli argomenti su cui erano particolarmente “sul pezzo”, almeno secondo la piattaforma. Anche adesso è possibile assegnare un +1 agli altri utenti, ma l’operazione è più complessa e assai meno immediata – forse volutamente ostacolata, prima di farla sparire definitivamente?

Un’altra cosa che manca, con la differenza che di questa sento la mancanza, è la possibilità di collegare l’account Pinterest. Chissà…

Qualche considerazione finale

Per quel che mi riguarda, non mi ha mai entusiasmato il concetto di “misuratore di influencer”.

L’uso migliore che ritengo di poter fare di questo Klout, alla luce dei cambiamenti sopra descritti, è orientato al Content Marketing: per questo ho inserito tra gli argomenti della sezione Create anche alcuni che sono miei interessi personali ma che probabilmente non saranno mai associati a me come “esperta” o “influencer”, e che quindi avranno poco a che fare con il mio Klout score.

Ecco, dunque, come lo sto usando: per trovare contenuti interessanti, che poi condivido usando altri strumenti, primo fra tutti Buffer. Come spesso accade, infatti, prevalgono le abitudini che ci consentono di andare in “economia”; e siccome da un po’ di tempo ho iniziato a usare Buffer, per ora continuo così.

Sicuramente, una cosa va riconosciuta a questo nuovo Klout: ci ha dato un buon motivo – i contenuti che trova per noi – per andare a visitarlo più spesso.

E adesso, per favore, andate e condividete questo post; ma con le debite mention, che mi si alza il Klout! 😉

P.S.: giusto per completezza d’informazione, da un paio di giorni circolano voci sull’acquisizione di Klout da parte di un’azienda di social customer service.

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Comments 4

  1. Ho giá Zite e Prismatic per news tematiche originali e personalizzate. Mi sbilancio: questo servizio ibrido non andrà da nessuna parte 🙂

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    • @Luca

      Ciao Luca,

      me lo appunto come possibile scenario 🙂
      Cambiare posizionamento in modo così significativo non è banale; Foursquare docet.
      In generale vedo molto movimento, di investimenti acquisizioni nuove feature, di tanti servizi online (Twitter che sembra voler adottare un’interfaccia alla Facebook; Facebook che vuole entrare nel mercato delle news con Paper, ecc.). Di certo, Klout si sta muovendo in un terreno che è già presidiato da altri.
      Mi sbilancio pure io: ho notato funzionalità un po’ diverse da altri servizi; occorre poi vedere se su queste funzionalità Klout diventerà convincente – anche in forza di futuri investimenti altrui, ovviamente.

      Grazie di essere passato di qua! A presto 🙂

      Rispondi
  2. Ciao Francesca,
    Grazie per la condivisione. La scimmia la prendiamo tutti, compresi quelli che c’è l’hanno piccolo come … me!
    🙂

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  3. Ciao Oliver, grazie a te di essere passato.
    Sulla cosa che dici… non è mai questione solo di “misure”! ^_^

    Rispondi

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