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15 errori da non commettere su LinkedIn e 3 buone pratiche

Linkedin è l’ambiente ideale per generare lead in ambito B2B.

Anche se il numero di utenti è inferiore rispetto ad altri Social Network (“fermandosi” a 347 milioni, di cui circa 7 milioni in Italia), i suoi punti di forza sono molti: gli utenti sono attivi sul Social Network in quanto professionisti; il profilo personale è il più completo in circolazione; puoi costruire segmenti di pubblico basati su interessi professionali direttamente connessi alla tua offerta; offre molte opzioni per proporre contenuti; puoi promuovere la tua offerta mediante inserzioni focalizzate su competenze professionali.

Come in tutti i Social Network, per ottenere risultati occorre applicazione: metodo, costanza e tempo.

Come in tutti i Social Network puoi pregiudicare il lavoro in poche mosse. Ecco i 15 errori da NON commettere su Linkedin e 3 buone pratiche.

Cosa NON fare su LinkedIn

  1. Inviare una richiesta di connessione con il testo standard proposto da LinkedIn. Considera che NON è scontato che la persona debba accettare la tua richiesta di connessione, quindi quando chiedi il contatto fornisci un buon motivo per farlo. Alla peggio scrivi “Ecco, non so cosa scrivere ma vorrei far parte della sua rete di contatti”. 😉
  2. Inviare una richiesta di contatto con l’opzione “Amico” anche se non conosci la persona. Quando chiedi il contatto, usa con criterio le opzioni di “connessione” che LinkedIn propone, NON mettere genericamente “Amico” se non siete amici. Purtroppo (o per fortuna) non c’è più la possibilità di indicare l’appartenenza a un gruppo comune come “scusa” per entrare in connessione; questa è stata una delle novità LinkedIn nel 2014.
  3. Avere una foto profilo NON professionale, oppure non averla affatto o tenerla privata. Quando qualcuno guarda la tua foto si chiede “Mi devo fidare di questa persona?”, “Riuscirò a lavorare con questa persona?”, “Il mio progetto (o i miei soldi) sono in buone mani?”. Rileggi questo articolo sulla foto-profilo su LinkedIn.
  4. Lasciare il profilo incompleto. Alcune sezioni del profilo sono essenziali, ci “devono” essere; altre puoi saltarle. Più informazioni dai su di te, meglio è; però se devi iniziare una sezione e non completarla, allora lasciala vuota.
  5. Chiedere una Segnalazione senza personalizzare il testo. Poi, ovviamente, ricambia la Segnalazione! Anche qui, ricorda che si tratta sempre di un rapporto tra persone e in questo caso l’esposizione che chiedi è molto forte!
  6. Chiedere una Segnalazione a qualcuno che non ti conosce. Hai presente quei brevi testi in cui qualcuno dice di aver lavorato con un altro e di essersi trovato molto bene perché questo è un professionista serio e preparato? Ecco, chiedile solo a qualcuno che conosci, con cui hai lavorato e che, presumibilmente, lascerà un commento positivo.
  7. Condividere contenuti irrilevanti per te e i tuoi contatti. Irrilevante significa “non coerente con il brand che stai costruendo e non interessante per i tuoi contatti”
  8. Tenere la lista dei contatti privata (sapevi che è possibile?). LinkedIn è un social network, si basa sulle relazioni, cioè quella merce rara che più la condividi, più acquista valore.
  9. Rispondere con ritardo ai messaggi. Lo so, confesso, ogni tanto capita anche a me… ma non è un bel presentarsi. Non devi per forza rispondere a tutto: a volte arrivano messaggi così fuori contesto e spammosi che non vale la pena perderci tempo
  10. Inviare messaggi spammosi ai tuoi contatti. Questo è il modo migliore per distruggere la propria reputazione, oppure per rafforzare la propria reputazione di “spammatore”. Non ti meravigliare poi se i tuoi contatti ti rimuovono dalla loro rete (sai che si può rimuovere un contatto, vero?).
  11. Usare LinkedIn come “accumulatore” di contatti. Di per sé, avere 100, 1.000, 100.000 contatti non significa nulla; scrissi a proposito di ampiezza e qualità della rete LinkedIn. Anche se una rete ampia offre più opportunità, devi continuamente considerare il valore che i nuovi contatti possono portare alla tua rete. Se non portano valore, ignora la richiesta.
  12. Eccedere nella condivisione di aggiornamenti. Un paio di aggiornamenti al giorno possono bastare e sono sufficienti per rendersi presenti e affermare una propria competenza. Questa frequenza è accettabile / sufficiente anche nei Gruppi, mentre nel blog interno puoi attestarti su un post al giorno, se sei davvero bravo, o anche meno, se vuoi pubblicare solo cose davvero utili.
  13. Pubblicare commenti in “modo negativo”. Il diritto di critica è sacrosanto e va salvaguardato; il punto qui è la modalità con la quale lasci il commento. Come in tutti gli ambienti, le discussioni dovrebbero essere finalizzate a portare valore e gestite a questo scopo. Il modo con il quale entri in una discussione dice di te e rafforza o meno l’immagine che stai veicolando
  14. Inviare messaggi a gruppi di persone senza togliere la spunta all’opzione “Consenti ai destinatari di visualizzare nomi e indirizzi email reciproci. Sarebbe come inviare una mail a decine di persone mettendo in chiaro i loro indirizzi mail! Ulteriore imbarazzo può nascere se il contenuto del messaggio è in qualche modo “riservato”.
  15. Inviare messaggi alle persone che hanno visitato il tuo profilo iniziando con “Ho notato che ha visitato il mio profilo…”. Pensa alla tua reazione se ricevessi un messaggio del genere… Allora, delle due l’una: o hai qualcosa di interessante da dire e chiedere, oppure stai zitto, non mandare quel messaggio.
  16. [BONUS] Chiedere una Segnalazione a qualcuno che potrebbe rifiutare… Se non sei sicuro che la persona a cui stai chiedendo un parere positivo sia davvero propensa a farlo, non chiedere. Non c’è nulla di più imbarazzante che ricevere una richiesta di segnalazione da qualcuno che apprezzi, ma non fino al punto da spenderti pubblicamente.

Cosa fare su LinkedIn

E fin qui i veri e propri “errori”. Ci sono però tre pratiche altamente raccomandabili ma non molto applicate.

  1. Inviare un messaggio dopo aver accettato una richiesta di connessione. Non è una pratica molto diffusa anche per il fatto che spesso si ricevono richieste di connessione da persone alle quali non sai davvero cosa dire. I vantaggi nell’inviare un messaggio dopo la connessione sono due: è un modo per iniziare una relazione ed è un modo per differenziarsi.
  2. Partecipare all’attività nei gruppi con la finalità di costruire relazioni. Quello che si vede molto più spesso è l’uso dei gruppi come semplice cassa di risonanza dei propri post o come spazio in cui pubblicare articoli di tutti con l’unico scopo di essere visibili. Quello che può fare la differenza è, ancora una volta, COME condividi.
  3. Segnalare per primo, invece di chiedere una Segnalazione. In questo modo gratifichi la persona e la predisponi positivamente a ricambiare. Corri il rischio che la persona non ricambi, pazienza; considera però che se la persona vale davvero (e se l’hai segnalata, allora vale), molti che consulteranno il suo profilo potrebbero intercettare la tua segnalazione e cercare di capire chi sei tu (altro micro-elemento di Personal Branding su LinkedIn).

In conclusione

LinkedIn è il social network professionale per eccellenza: è il luogo migliore per costruire relazioni professionali e generare lead in ambito B2B.

Il punto di partenza è la redazione del profilo personale secondo criteri di completezza, coerenza e focalizzazione: ciò di cui trattiamo al Digital Friday LinkedIn Personal Branding.

Da questo punto in avanti serve un metodo per costruire e coltivare le relazioni, serve costanza nel tempo, servono strumenti di supporto… e serve aver ben presenti gli errori da evitare!

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