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Facebook Bluetooth® Beacons: cosa sono e come richiederli

Dopo più di un anno torniamo a parlare di beacon, di microlocation e interazione personalizzata con gli utenti. Quella tecnologia, cioè, che propone un nuovo modo di fare marketing per il retail.

Il fenomeno non è esploso come ci si poteva attendere, ma ora Facebook lancia i suoi Bluetooth® Beacon per mostrare maggiori informazioni sui luoghi nei quali le persone si registrano. Cosa sono e come si richiedono?

Cos’è un beacon e come funziona

Un beacon è un piccolo dispositivo Bluetooth® che trasmette un segnale radio a basso consumo e a corto raggio ed è in grado di interagire con gli smartphone che entrano nel suo campo d’azione, da pochi centimetri fino a 200 metri.

In pratica quindi un beacon è in grado di “inviare” contenuti contestuali alla posizione del beacon a uno smartphone che si trovi nel suo raggio d’azione. L’esperienza lato utente è che il beacon invia contenuti sullo smartphone.

Nella realtà dei fatti, il beacon invia solo un identificativo, un codice assegnato univocamente a quello specifico beacon. Sarà poi lo smartphone, grazie ad un’app installata in precedenza, ad accedere al contenuto online.

L’elemento interessante di questa soluzione è proprio questa: il contenuto non risiede nel beacon bensì è stato preventivamente caricato online e abbinato al beacon.

Opportunità

I campi di applicazione sono innumerevoli:

  • nei negozi, ad esempio per mostrare offerte speciali ai clienti oppure per mostrare informazioni aggiuntive su un prodotto esposto
  • nei musei, per mostrare contenuti mutimediali sulle opere esposte oppure per consentire la lettura dei pannelli di spiegazione delle opere in più lingue
  • nei grandi spazi come aeroporti e stazioni, per indicare il percorso da compiere per raggiungere aree determinate

In estrema sintesi, grazie a questa tecnologia, è possibile instaurare una relazione con l’utente dal momento stesso in cui entra nello spazio coperto da uno o più beacon fino a quando ne esce.

Nel caso in cui l’app installata sullo smartphone sia in grado di profilare l’utente, allora diventa anche possibile raccogliere dati relativi al comportamento dei clienti: spostamento nello spazio fisico coperto dai beacon, interesse manifestato su diverse tipologie di contenuto, frequenza delle visite, tempo di permanenza…. una specie di google analytics applicato alle visite di persone reali in spazi reali.

Limiti della tecnologia beacon

Esistono due limiti all’impiego di questa tecnologia: il primo è che occorre realizzare un’app ad hoc, il secondo è che occorre convincere le persone a scaricare l’app e a registrarsi.

Il primo limite è prettamente tecnologico: più risultati si vogliono ottenere dall’impiego dei beacon, più dati si vogliono raccogliere, maggiore enfasi viene data alla cura dell’esperienza utente e più bisogna investire risorse nel design e nello sviluppo dell’app su più piattaforme.

Il secondo limite è evidente: per convincere le persone a scaricare l’ennesima app è necessario offrire una contropartita che ne valga davvero la pena, e perché continuino a usarla nel tempo occorre che i vantaggi siano continuativi.

Negli ultimi due anni sono state lanciate sul mercato diverse soluzioni beacon e tra queste ci sono anche soluzioni che offrono app white label , soluzioni in saas e kernel per developer. E ora sta arrivando Facebook.

I Beacon Bluetooth® di Facebook

Nel Centro Assistenza di Facebook la soluzione è descritta così:

“I Beacon Bluetooth® di Facebook inviano un segnale all’applicazione Facebook per iPhone sul tuo telefono che ci permette di mostrarti i suggerimenti sui luoghi.”

I suggerimenti sui luoghi, o Place Tips, “ti mostrano maggiori informazioni relative ai luoghi che visiti. Ti mostrano le foto dei tuoi amici, ti informano sulle loro esperienze e ti fanno rivivere i momenti legati a quel luogo.”

E’ possibile fare richiesta dei beacon Facebook a questa pagina per una o più pagine Facebook gestite; quando sarà disponibile il beacon richiesto, si verrà contattati.

I punti di forza?

  1. L’app esiste già, è Facebook
  2. Le persone già l’hanno installata sul loro smartphone e già la usano per motivi loro.

I punti di debolezza?

  1. I contenuti per ora saranno quelli già pubblicati su Facebook
  2. Cosa-mostrare-a-chi viene scelto da Facebook, non dal titolare della pagina e quindi del negozio
  3. L’esperienza utente sarà decisa da Facebook, non dal brand.

Una differenza sostanziale rispetto alla soluzione beacon descritta sopra è che il beacon di Facebook è collegato a una pagina Facebook: non è possibile abbinare più beacon a una stessa pagina e quindi non è possibile variare i contenuti proposti in base alla posizione dell’utente all’interno di uno stesso spazio. E non è una differenza da poco!

Conclusioni

In sostanza, il Beacon Bluetooth® di Facebook potrebbe essere il primo esempio di applicazione della tecnologia beacon su larga scala. Difficile però immaginare che possa essere adottata da grandi brand se non come soluzione complementare ad altre e giustificata solo dal numero di utenti in gioco.

Facebook può appoggiare molte funzionalità sui propri beacon: chiedere il like alla pagina o una qualunque altra azione, mostrare un’offerta attiva e farla sbloccare registrandosi presso il luogo, taggare altri amici, pubblicare una foto… cos’altro?

Resta da vedere se il vantaggio sarà più per Facebook o per i titolari di luoghi o viceversa.

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