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Scrivi newsletter come se scrivessi al tuo amico di penna

Quando frequentavo le scuole medie avevo un amico di penna, Michele, piemontese. Con Michele ci siamo scambiati lettere per circa un anno e in quelle lettere gli parlavo come se ci conoscessimo da sempre. Eppure, io Michele non l’ho mai conosciuto e di lui sapevo solo l’età e la provenienza. Il resto mi era ignoto, ma nonostante questo ci scrivevamo con quel tono diretto e personale come se fossimo stati compagni di banco.

Da grande, poi, ho cominciato a scrivere mail per lavoro e mi sono accorta di avere una repulsione fortissima per tutte quelle mail che suonano estremamente formali e burocratiche. Hai presente le mail scritte dall’amministrativo o dal commerciale, con quelle locuzioni standard alla “sono ad inviarLe”, “solo per avvertirLa che”? Ecco, proprio quelle!

Conquista il lettore

Mi rendo conto che il contesto e il ruolo professionale spesso incidano sullo stile di comunicazione via mail, ma in fondo è sempre con altre persone che si sta parlando e a me piace far emergere il lato umano anche quando si parla di fatture!

Nel caso specifico dell’invio di newsletter*, la nota umana diventa necessaria e fondamentale.

*Con newsletter in questo post mi riferisco a mail inviate per lo più con obiettivo di vendita, meglio dette DEM (Direct Email Marketing).

Scrivere una newsletter è un po’ come depositare una busta chiusa davanti la porta di casa del nostro destinatario, che deciderà di aprire e leggere il contenuto della nostra missiva in base a una serie di fattori: il colore della busta, il tipo di carta, la grafia, il mittente…

Ok, sì, hai ragione, nel caso di lettere recapitate via posta tradizionale è un pochino diverso!

Nel caso di posta elettronica e di newsletter, vista l’enorme quantità di comunicazioni che intasano la nostra casella ogni mattina, tendenzialmente facciamo una cernita e decidiamo di aprire, leggere e continuare a ricevere solo quelle mail che ci catturano in qualche modo.

Quali sono, allora, gli elementi che catturano l’attenzione del ricevente?

Mittente

Personalmente, mi piace aprire e leggere quelle newsletter chiare sin dal mittente.

Sono bandite dalla mia casella elettronica tutte le mail con mittente incerto! Per esempio, newsletter inviate da un certo account (nome e cognome) X, ma con contenuto brandizzato Y (loghi e banner del brand) e firma finale di un terzo soggetto Z. :/

Il mittente deve essere chiaramente identificabile e coerente agli altri elementi della campagna: il mittente deve esplicitare chi sta comunicando.

Oggetto

Di pari importanza rispetto al mittente è l’oggetto della newsletter, che esplicita cosa si vuole comunicare.

L’oggetto è come il trailer di un film: deve incuriosire, catturare l’attenzione, suscitare l’interesse e spingere ad aprire la “bustina”. In un trailer, però, ci sono anche musica, parole e immagini. In un oggetto, invece, solo un numero limitato di caratteri per poche e selezionate parole.

Ci sto ancora lavorando su questo elemento: sono ancora alla ricerca della formula giusta per l’oggetto che conquista, sicura, però, del fatto che l’oggetto perfetto non esiste e che molto dipende da una serie di variabili.

Ho, però, individuato alcune buone pratiche che forse possono esserti utili.

Sii breve

A mie spese ho imparato che un oggetto di troppe parole non invita all’apertura. Frasi troppo lunghe vengono troncate dai client di posta, soprattutto da mobile. Una frase di massimo 4/5 parole piace al lettore e ai client.

Rispetta il tuo destinatario e il tempo che ti sta dedicando

Ingannare il destinatario con un oggetto poco coerente con il messaggio della campagna, con il mittente e con il brand non premia. E al prossimo invio, il rischio è ritrovarsi una lista più piccola.

Cerca il tuo stile

L’oggetto è un titolo, e in quanto tale deve incuriosire, stimolare, stuzzicare. Come con ogni titolo, la scelta delle parole è fondamentale, ma anche lo stile. Definisci un tuo stile e fallo emergere.

Controlla e ricontrolla

Prima o poi si sbaglia, nonostante i 3 test di prova! Non c’è cosa peggiore di inviare (e ricevere, per chi legge) una nuova newsletter con un vecchio oggetto. È successo anche a me, due volte! Da allora, l’oggetto lo scrivo subito, appena creo una nuova campagna e al primo test, focalizzo l’attenzione anzitutto sull’oggeto.

Evita il cestino certo

Da bandire nell’oggetto parola come free, gratis, omaggio, sulle quali potrebbero essere attivi i filtri antispam, ma anche leggi, reminder, importantebellissimoimperdibile, che non so a voi, ma a me sanno tanto di fuffa. Da evitare anche tutti i caratteri e simboli speciali, che potrebbero non essere convertiti correttamente, e le maiuscole (brutte davvero!).

Conclusioni

Quando abbiamo un nuovo iscritto alla newsletter dei Digital Friday, io provo una certa felicità e penso: che bello ho un nuovo lettore, speriamo di riuscire a stupirlo!

L’iscrizione alla newsletter è una piccola vittoria nel processo di acquisizione e gestione dei contatti (Lead Management) e rappresenta un passo che un utente, una persona fa verso di noi. Quando quella persona decide di “aprirci la porta” ogni settimana, è importante non deludere la fiducia mostrata nei nostri confronti. Il processo di personalizzazione della comunicazione (Lead Nurturing) serve proprio a coltivare e rafforzare quel rapporto di fiducia.

Mi piace scrivere newsletter, mi piace l’idea di entrare in confidenza con un lettore, mi piace sorprenderlo e mi piace fornirgli le informazioni che si aspetta. Non conosco la formula esatta, ma so che è un grande esercizio di stile e, fortunatamente, esistono strumenti che rendono la gestione dei contatti e l’invio di mail molto semplici e facilmente gestibili, a costo zero.

Non mi resta che segnalarti il Digital Friday Scrivere e inviare Newsletter, che Roberto Cobianchi e Luca Lorenzetti terranno a Bologna in ottobre. 😉

 

 

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Comments 2

  1. alessandra T.

    mi piace! è scritto bene ed è interessate e come dici tu… personale.

    Rispondi

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