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Google Analytics: intervista a Simone Bassi

Google Analytics è un servizio di web analytics gratuito di Google che consente agli utenti di monitorare, attraverso dettagliate statistiche, l’afflusso dei visitatori sul proprio sito web o sul proprio blog.

Per comprendere l’importanza del suo utilizzo, abbiamo chiesto a Simone Bassi di parlarci della sua esperienza lavorativa.

Paola: Ciao Simone! E’ fantastico conoscere un altro docente dei DF!

Simone: Ciao Paola! Il piacere è tutto mio!

Paola: Il 2 Dicembre terrai il nostro corso su Google Analytics e credo che il miglior modo per conoscerti sia quello di farti qualche domanda sul tuo lavoro! Non ti preoccupare sarò buona 🙂 

Per cominciare, ho letto nella tua presentazione che hai una predilezione per l’analisi delle performance attraverso strumenti di analisi dei dati: qual è oggi il tuo rapporto con Google Analytics? Amore e odio?

Simone: Più amore che odio, abbiamo sicuramente un buon rapporto. Essendo un ingegnere, la parte di metrica è quella che mi entusiasma di più all’interno del web marketing e Analytics mi ha aiutato a capire l’importanza della misurazione.

Mi rendo conto che ancor oggi è necessario educare gli imprenditori sull’importanza che ha uno strumento di analisi, sia per comprendere l’andamento delle performance aziendali classiche, sia per pianificare tutte le attività strategiche di marketing, inclusa la propria presenza online.

Paola: Immagino che nel tuo lavoro ti capiti spesso di illustrare i dati di Google Analytics ai clienti e di suggerire azioni correttive. Quali sono le reazioni? Stupore, scetticismo, terrore? Oppure ti ascoltano e pensano ad altro?

Simone: Beh, ogni tanto il dubbio che ascoltino solo per cortesia c’è, ma, in generale, quando evidenzi numeri, catturi maggiore attenzione rispetto ad altri ambiti della consulenza web marketing.

Il bello di Analytics sta proprio nel dato schietto e nella esigenza di “leggerlo” e “commentarlo” per “agire” di conseguenza. Trovo ancora molta difficoltà a fare capire l’importanza di un piano di misurazione, poiché molti danno priorità alla pubblicazione del sito e si accontentano di mettere il codice di tracciamento di Analytics.

Peccato che sui report Analytics il dato non sia retroattivo (es. impostazione di un obiettivo) e quindi è fondamentale configurare bene da subito il prodotto, altrimenti potrei avere un insieme di dati, che non sono finalizzati alle mie reali necessità. Per fortuna, già nella versione base, Analytics permette di presentare dati interessanti e quando presenti dati “inattesi”, dopo un po’ di scetticismo, direi che si alza tra gli uditori sia il livello di attenzione che l’interesse per le azioni suggerite.

Paola: Quando si utilizza un sistema di analisi dati, come Google Analytics, quali indicatori dobbiamo tenere sott’occhio? La quantità di traffico, il tempo medio trascorso sul sito, altro?

Simone: Se ho un blog il tempo sulla pagina di un articolo è una metrica interessante per capire quanti hanno “letto” il mio contenuto, se, invece, ho un eCommerce un tempo lungo sulla pagina di checkout potrebbe invece essere sinonimo di problemi in termini di usabilità.

In base al progetto web ci sono metriche specifiche che mi sento di suggerire, ad esempio chi ha un eCommerce è ossessionato dal tasso di conversione, ma non è sempre detto che sia la metrica principale su cui determinare il successo o l’insuccesso del progetto.

Personalmente, mi piace sempre prestare attenzione ai canali di acquisizione, per comprendere come la gente arriva sul sito e capire quali canali danno performance migliori.

Paola: Quali sono le funzioni minime di Google Analytics che bisogna conoscere per ottimizzare il proprio lavoro?

Simone: Come ho detto prima, l’elaborazione non è retroattiva, quindi è importante configurare almeno le funzioni di minima fin dal principio; mai demandarle ad un secondo momento, perché significherebbe perdere informazioni importanti.

Per esempio, molti non tracciano le parole ricercate nel motore di ricerca interno del sito, e questo è un dato che ci dà moltissime informazioni per migliorare e correggere i testi del nostro catalogo. E’ un settaggio molto semplice di Analytics e offre informazioni preziose su cosa cercano gli utenti una volta che sono arrivati nel sito.

Penso inoltre che sia importante definire degli obiettivi e fissarli fin da subito per capire se l’investimento fatto sul sito web porta i risultati attesi.

Paola: Google Analytics rappresenta il miglior strumento per analizzare il flusso dei visitatori sul sito, ma, a tuo avviso, esistono delle applicazioni alternative o aggiuntive da poter utilizzare? Se si, quanto sono efficienti?

Simone: Analytics ha il vantaggio di essere gratuito, a meno che non si abbiano volumi enormi e non sia strategico monitorare tutti i report in tempo reale. Questo lo rende un ottimo strumento di misurazione.

Di solito consiglio di affiancare strumenti che misurano altri fattori: per esempio Hotjar, mi permette di monitorare l’usabilità attraverso le mappe di calore, le form e i funnel di conversione. La versione gratuita permette di avere già un set di informazioni molto utili, anche attraverso la registrazione video di sessioni di navigazione, e quindi mi sento di consigliarlo come strumento di misurazione da affiancare ad Analytics.

Paola: Qual’ è l’aspetto che più ami del tuo lavoro?

Simone: Da 16 anni mi occupo di progetti internet e soluzioni digitali. In ogni progetto devi sempre partire con la prima forma di comunicazione: saper ascoltare. Ogni committente è a sé e prima di poter suggerire una azione devi ascoltare, apprendere, capire, poi ti cali nella parte e inizi a costruire un percorso con lui.

Inoltre, in questo ambito (come ormai quasi tutti), è richiesta una formazione continua e mi piace molto studiare, esplorare, testare e fare questo insieme agli altri.

Paola: GOOGLE ANALYTICS – cinque aggettivi per definirlo.

Simone: Professionale, Pratico, Configurabile, Gratuito e… Analitico 😉

Paola: Grazie Simone, in bocca al lupo per tutto. Ci vediamo il 2 Dicembre al Corso Google Analytics!

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