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Quanti contenuti vengono condivisi online ogni minuto

Siamo avvolti da una tela informatica che scansiona ogni nostro movimento su computer, tablet, smartphone e altri dispositivi tecnologici. La promessa della connessione senza limiti ci ha portati ad accumulare una quantità preoccupante di dati sui nostri comportamenti.

Dal canto nostro, siamo diventati produttori e consumatori voraci di contenuti online e, di conseguenza, chi è in grado di interpretare queste informazioni ha in mano il futuro dei nostri desideri e dei nostri comportamenti.

Siamo di fronte a una rivoluzione digitale senza precedenti: cosa implica raccogliere e interpretare questa grande mole di dati?

Ci siamo confrontati Domo – Business Intelligence Data, società americana che raccoglie dati online e li trasforma in strumenti decisionali per le aziende allo scopo di allineare il business con il comportamento dei propri consumatori.

Intervista

Mimulus: Siamo in grado di quantificare quanti contenuti vengono visualizzati dagli utenti online?

Domo: ogni minuto di ogni giorno enormi quantità di dati vengono condivisi, visualizzati, commentati, tradotti, rilavorati e ricaricati online. Solo tra Netflix, Snapchat, Buzzfeed, Tinder e il canale Meteo, ci sono approssimativamente 22.051.740 contenuti visualizzati.

Se ci limitiamo ai Social Network, per ogni minuto, gli utenti di Facebook Messenger condividono circa 216 mila foto; a cui vanno aggiunti gli oltre 2 miliardi di like sui post di Instagram.

Invece, per la piattaforma video per antonomasia, su Youtube, in tutto il 2016, ogni minuto corrisponde a 400 ore di nuovi video caricati.

Insomma: questi numeri sono già indicativi di quanto siamo ossessionati da canali multimediali da un lato e dall’altro di come stiamo cambiando i nostri comportamenti.

Mimulus: Le aziende, come possono trarre vantaggio dall’analisi intelligente di questi numeri?

Domo: L’interpretazione dei dati genera monetizzazione. In altre parole, dietro la corretta analisi e interpretazione, e la conseguente implementazione di strategie, si nasconde un enorme potenziale economico.

Ii motivi per cui è urgente porre i dati al centro del core business di una azienda, sono:

  • aiutare lo sviluppo di una strategia di marketing di successo
  • sostenere in modo documentato le decisioni in ambito marketing
  • evitare passi falsi
  • ridurre i costi operativi
  • migliorare le previsioni
  • raggiungere gli obiettivi.

Mimulus: Con quale ritmo crescono gli utenti online?

Domo: Gli utenti online sono aumentati sensibilmente negli ultimi dieci anni. Peraltro, ci sono chiari segnali che nella prossima decade il numero degli internauti si estenderà in modo esponenziale.

Le cifre sono lampanti:

  • nel 2012, gli utenti erano 2.1 miliardi – circa un terzo della popolazione mondiale
  • nel 2016, arriviamo a quota 3,4 miliardi – quasi la metà della popolazione globale
  • nel 2020, si stima una copertura di 7 miliardi – l’intera popolazione planetaria!

Mimulus: Perché è così importante per il marketing conoscere questi dati.

Domo: I dati sono l’oro virtuale per le aziende. L’abilità di raccoglierli, analizzarli e usarli a proprio vantaggio farà da spartiacque tra le aziende migliori e tutto il resto.

Maggiori dettagli si trovano nell’infografica Data Never Sleeps 4.0.

domo_data-never-sleeps infografica

Conclusioni

Per quanto riguarda il solo territorio digitale italiano, i numeri sono altrettanto altisonanti. In un articolo di metà anno 2016, Repubblica ha dichiarato che in Italia di 30 milioni di utenti online quasi il 90% ha un account attivo su Facebook e lo consulta quotidianamente, inserendo l’Italia direttamente al quinto posto tra gli stati più attivi sul Social Network di Mark Zuckerberg.

Per non parlare, poi, dell’antagonista fuori dal coro, Snapchat, che, partito in sordina negli Stati Uniti, ha raccolto consensi soprattutto tra i teenager. In Italia, come racconta La Stampa, da una ricerca dell’Istituto Europeo di Design, gli Snapchatter italiani sono circa 700 mila. Sicuramente un numero esiguo rispetto alla piattaforma Facebook, ma in continua crescita. D’altronde, è da qualche mese che Mark sta tentando di levarsi questo sassolino dalla scarpa!

Sul fronte, invece, della rete di Google, i siti italiani attivi attualmente, che producono contenuti, raggiungono quasi i 3 miliardi.

Come si dice: la matematica non è un’opinione e nemmeno il marketing!

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