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La ristorazione al tempo dei social

“Siamo ciò che mangiamo”, una frase che è sulla bocca di nutrizionisti e di esperti da tantissimo tempo, ma che non è mai stata così attuale.
Se prima veniva però citata per spingerci ad adottare stili di vita più salutari, oggi va considerata alla lettera: noi siamo quello che mangiano e il cibo è diventato uno strumento attraverso cui farci conoscere e reclamare attenzione.

Navigando sui Social Network, infatti, ci rendiamo conto di come la stragrande maggioranza delle foto che vengono pubblicate quotidianamente abbiano come oggetto pietanze e locali; in questo post vediamo qualche utile consiglio su come il settore della ristorazione può sfruttare al meglio i social.

Scenario

Si sente dire spesso che “in Italia la crisi non c’è, i ristoranti sono pieni”, ma distinguersi dalla massa mettendo in atto un’accurata strategia di marketing può sicuramente giovare.

Luca Bove e Nicoletta Polliotto nell’introduzione del loro libro “Ingredienti di Digital Marketing per la Ristorazione” edito nel 2015, evidenziano che:

  • su oltre 170.000 schede Google My Business di ristoranti, pizzerie, osterie e simili esaminate, solo il 31% dei ristoranti possiede la scheda rivendicata (ovvero ne ha reclamato la titolarità)
  • solo il 38% delle schede ha un sito web associato (molte volte però non funzionante!)
  • SOLAMENTE il 25% di questi siti risulta ottimizzato per smartphone – fattore assai discriminante visto e considerato che il maggior numero di ricerche effettuate attraverso dispositivi mobile è finalizzato allo scoprire “qual è il miglior ristorante nella zona, e come arrivarci”
  • solo il 22% include una descrizione del locale e magari della sua storia
  • quasi il 40% ha delle fotografie scaricate da internet, il più delle volte, senza verificarne i diritti d’autore
  • solo nel 30% dei casi sono indicati gli orari di apertura al pubblico (informazione non di certo trascurabile).

Unica nota positiva: più della metà – il 60% – include recensioni degli avventori… la strada da percorrere in campo social è dunque ancora lunga e tortuosa!

Cosa fare?

Partendo da questi dati, la parola d’ordine per i ristoratori che vogliono migliorare la propria brand reputation e le proprie performance online è il Content Marketing.

Per iniziare occorre tenere ben a mente di veicolare messaggi differenziati a seconda dei canali che si utilizzano; è controproducente pubblicare, ad esempio, lo stesso identico contenuto su Facebook e su Twitter.
Twitter è più utile come strumento di ascolto, dialogo e interazione real-time per ricevere feedback utili, rispondere alle critiche e innescare il passaparola online.

Nel restaurant marketing occorre dunque pensare ai social network non come a una vetrina, ma come un’importante opportunità di dialogo, un raccoglitore di feedback, uno strumento essenziale per mostrarsi ma anche per comunicare, fornire informazioni utili (ad es. offerte, caratteristiche del locale, novità) e raccontarsi, concentrandosi in modo particolare sull’aspetto visual della comunicazione.

Ricorrere al blogging è una scelta intelligente che può contribuire in modo sostanziale al posizionamento del sito, alla fidelizzazione della clientela, e al coinvolgimento degli utenti. Anche qui la qualità delle foto rappresenta un valore aggiunto importantissimo ma, ancor più che per altri canali, l’aspetto da curare maggiormente è il contenuto testuale. In un blog è infatti fondamentale variare gli argomenti, saper selezionare quelli più interessanti per il target del ristorante, raccontare la storia del locale, essere sempre originali e creativi, senza trascurare mai l’aspetto informativo e la cura del piano editoriale.

Infine, ricordarsi di richiamare l’attenzione sul proprio profilo social anche all’interno del proprio locale fisico, collegando così comunicazione online e offline. A tal proposito, il team del Restaurante Panenka a Madrid ha elaborato una strategia davvero interessante per il giorno dell’inaugurazione del locale nel 2014, installando due schermi che mostravano in tempo reale le interazioni sui social network invitando i clienti a partecipare. Dopo 90 giorni avevano già raccolto più di un milione di post solo su Twitter…l’impatto pubblicitario di questa azione di marketing è stato enorme!

Un’altra alternativa, che in teoria dei giochi si definisce win-win, potrebbe essere quella di offrire alla clientela una connessione Wi-Fi gratuita all’interno del locale in cambio dei loro dati (utili per l’invio di newsletter) o di interazioni sul profilo aziendale come ad esempio l’inserimento di un post indicante che il cliente si trova nel vostro locale, migliorando così l’engagement.

Quindi ristoratori affidatevi ai social media, e se vi sembrano attività fuori dalla vostra portata niente paura… l’appetito vien mangiando anche in fatto di social!

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