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Punto e a capo, come usare la punteggiatura

Punteggiatura, l’acerrima nemica di molti… dal canto mio non mi elevo a grande esperta, ma nella stesura dei miei testi cerco di utilizzarla al meglio per enfatizzare, così, quanto scritto.

Avere problemi con la punteggiatura non è un solo una bega dei nostri giorni; pensa che ho appena scoperto che attribuiamo poteri “miracolosi” agli spinaci, per una virgola messa nel posto sbagliato. Secondo quanto riportato in un articolo del British Medical Journal, infatti, durante la pubblicazione di una ricerca risalente al 1890 ci fu un errore di trascrizione, e così i 3,5 milligrammi di ferro contenuti in 100 grammi di verdura, divennero 35… generazioni di bambini costretti a mangiarne piatti interi, ringraziano!

Non so se è capitato anche a te, ma una cosa che davvero mi dà fastidio quando leggo qualcosa (online e non), è vedere segni di punteggiatura buttati lì a caso o, per contro, sentirne la mancanza e dover rileggere un periodo più volte perché non ne ho capito il senso.

Se è vero che la velocità immessa dalla tecnologia sta cambiando la lingua italiana, tuttavia

“le tecnologie informatiche hanno riportato in valore la scrittura”. (Francesco Sabatini – Prof. Emerito Accademia della Crusca)

Se vogliamo che i lettori focalizzino la propria attenzione su quello che abbiamo scritto, e non sull’errato utilizzo della punteggiatura, prestiamo dunque attenzione a come scriviamo: bastano un banale errore grammaticale, qualche refuso e l’uso improprio della punteggiatura a far sorgere dubbi sulla nostra credibilità, e il click verso altri contenuti “più autorevoli” è assicurato.

Ma passiamo ai fatti…

Il punto

Come ho scritto nel mio precedente post, nella scrittura online sono da prediligere periodi brevi e colonne di testo strette, quindi il punto (soprattutto se seguito da un nuovo capoverso) garantisce quella naturale interruzione che aiuta la comprensione del lettore e ci rende più comunicativi.
Di grande effetto è anche il susseguirsi di frasi brevi puntate come ad esempio: “Domani riunione alle 9:00. Vi raccomando la puntualità.”.

Fa molto caserma e tutti sull’attenti non trovi?

La virgola

Passiamo ora alla virgola, il segno di interpunzione più versatile, nonché il dettaglio capace di cambiare completamente il senso di una frase.

Essa ha molteplici funzioni, in primo luogo serve a separare gli elementi di un elenco, ad esempio: “per arrivare a scrivere questo post ho letto diversi articoli, annotato gli spunti più interessanti, pensato a cosa raccontare e buttato giù una bozza”.

La virgola può, fra le altre cose, legare frasi e delimitare incisi non essenziali (utilizzo al quale ricorro spesso visto la mia propensione a voler motivare/spiegare alcune cose scritte); usiamola però solo a piccole dosi – come per i medicinali, infatti, un suo massiccio utilizzo può avere effetti indesiderati gravi.

A tal proposito Luisa Carrada (che tirerò spesso in ballo essendo lei un guru della scrittura per il web), in un suo articolo scrive:

“se state mettendo la terza virgola all’interno di un periodo, allarme. Rileggete il periodo che state scrivendo e valutate se la virgola vi serve davvero per rendere più chiara e facile la lettura, oppure se vi state imbarcando in un periodo lungo e arzigogolato”

… come al solito brevità first!

Il punto e virgola

Il punto e virgola è, in un certo qual modo, a metà strada tra il punto e la virgola: separa frasi compiute che contribuiscono, nell’insieme, a dare senso a un periodo.
Se devo essere sincera è un segno di interpunzione che non amo particolarmente, quindi cerco di usarlo il meno possibile. Vale lo stesso per te?

Il punto esclamativo

Proseguiamo con il punto esclamativo, probabilmente il segno di punteggiatura più abusato sul web. A chi infatti non è capitato di utilizzarlo nelle call-to-action dei post, o di vederlo in bella mostra nelle tante newsletter ricevute ogni giorno: “Scopri l’offerta!” piuttosto che “Vai al sito!”.

Beh, d’ora in avanti ti consiglio vivamente di fare attenzione, molto spesso viene utilizzato come “specchietto per le allodole”… sarà forse un caso che nella segnaletica stradale, il punto esclamativo viene utilizzato come segnale di pericolo?

Il punto interrogativo

Il punto interrogativo, contrariamente a quella che è la sua funzione classica, in questo contesto viene generalmente utilizzato per porre domande retoriche (come del resto ho fatto anche io poco sopra), destando così la curiosità del lettore e stimolarne una reazione.

Ci vorrebbero ore per parlarti della punteggiatura, pensa che da qualche parte ho letto che erano oltre una trentina i segni di punteggiatura utilizzati in letteratura a inizio secolo; di questi però ne utilizziamo ora solo una dozzina (il più delle volte in modo errato, aggiungerei).

puntini sospensivi

Per mettere fine a questo post – un punto volendo restare in tema 🙂 – l’ultima cosa di cui voglio parlarti sono i puntini di sospensione. Come mai questa scelta? Perché ho scoperto che se ne scrivono tre per volta. Tu lo sapevi?

Premesso che il loro utilizzo dovrebbe essere limitato al fine di renderne più forte l’effetto, essi servono ad indicare un’esitazione – per la serie “sto cercando le parole giuste, aspetta” – alludono e creano suspense.

Spero che questo post ti sia piaciuto e che aspetterai con ansia il mio articolo della prossima settimana, nel quale parlerò di…

 

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