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SEO e Posizionamento: quattro chiacchiere con Benedetto Motisi

Come rendere i propri contenuti visibili sui motori di ricerca? Come intercettare gli utenti nel momento in cui effettuano una ricerca, essere visibili nel momento giusto e quindi riuscire ad avere con maggiori probabilità un Ritorno sull’Investimento (ROI)?

Per capire qualcosa in più in merito a tematiche così ostiche, ci troviamo oggi con Benedetto Motisi, docente del Corso SEO e Posizionamento nell’ambito dei nostri Digital Friday.

[0:09] DANIELA: Buongiorno Benedetto, come per i docenti che ti hanno preceduto, anche per te la richiesta è d’obbligo: Raccontaci chi sei, che cosa fai e come mai hai scelto di dedicarti alla SEO.


📽 Guarda il video dell’intervista. 📽

[0:38] BENEDETTO: Ciao a tutti. Raccontarsi è sempre difficile… mi occupo di SEO, in particolare nell’ambito del marketing digitale (quindi di ottimizzazione sui motori di ricerca), ormai da quasi dieci anni.

Perché la SEO? Io ho iniziato a lavorare in una redazione online, nella quale avevamo la necessità di rendere visibili i nostri contenuti. Successivamente sono passato in html.it dove scoprii la SEO – le tecniche di posizionamento erano le stesse di quelle attuali, ma non c’erano ancora i social network ad avere il controllo sui trend.

All’epoca eravamo davvero in pochi a svolgere questo tipo di attività, e ho per questo avuto la fortuna di essere formato da quelli che definisco i “SEO della prima generazione”.

Da lì in avanti il mercato è esploso e sono quindi rimasto in questo settore, anche se mi fa passare qualche notte insonne.

SEO ingredienti

[4:00] DANIELA: In tutti i lavori servono tecnica, creatività e – diciamolo – anche un pò di fortuna. A queste tre componenti che peso daresti, nella SEO?

[4:19] BENEDETTO: Tecnica = 50. Creatività = 50. Fortuna = 0. La fortuna conta poco perché si ha, sostanzialmente, a che fare con una macchina fallabile, Google, e si dialoga con un algoritmo.

La tecnica è ovviamente fondamentale: difficilmente riuscirai a risolvere una problematica, legata per esempio a un codice malevolo, se sei “a digiuno”.

Altrettanto importante è la creatività, non solo nell’utilizzo delle tecniche di link building (che vedremo durante il corso), ma anche delle tecniche digital e di public relationPer creare valore allo scopo di attrarre link, non disponendo di un budget adeguato, ad esempio, dovrò necessariamente creare delle campagne nelle quali essere “folli” è fondamentale.

[7:18] DANIELA: Quindi l’unico limite è la fantasia? Esiste però un limite anche tra ciò che è consentito e ciò che non è consentito da Google, e tra ciò che è lecito e ciò che non lo è. Dove si colloca secondo te questo limite?

[7:56] BENEDETTO: Partiamo dal presupposto che si tratta più che altro di una questione di etica. A mio avviso dipende molto dal settore in cui si opera: se consideriamo il gambling, per esempio, posso fare il peggior spam e posso utilizzare catene link inenarrabili, proprio perché non esiste un vero e proprio limite.

Alcuni giorni fa un collega mi ha sottoposto un caso studio, si trattava di un sito di e-commerce di beni di largo consumo con una costruzione di link non proprio confacente alle linee guida di Google, ma che tuttavia funzionava. Perché non tenerla?

Recentemente ci sono stati due importanti aggiornamenti in SERP lato SEO proprio a questo riguardo, ma ci troviamo comunque in un periodo storico in cui non ci sono grossi limiti.

[10:10] DANIELA: Come si diventa un bravo SEO? Corsi, libri, duro lavoro, trovare bravi maestri da cui imparare?
Se qualcuno volesse avviarsi oggi alla tua stessa professione, che percorso gli suggeriresti?

[10:36] BENEDETTO: Mah, la nota positiva è che essendo la SEO una materia che è “esplosa” nell’ultimo periodo, c’è una marea di risorse da cui poter attingere. Sicuramente un corso (o leggere un libro) può fornire le basi per capire quali sono gli strumenti da utilizzare; la cosa bella è che trattandosi di una materia empirica, posso poi testare questi strumenti e vedere se funzionano… è con la pratica che si fa esperienza, bisogna “sporcarsi le mani”.

Se si è ad un livello più avanzato, invece, partecipare ai vari eventi può essere utile per analizzare case study e per fare networking.

Prima di congedarti…

[12:40] DANIELA: L’ultima domanda prima di lasciarti: qual è l’aspetto che più ami del tuo lavoro?

[12:51] BENEDETTO: Sicuramente il dover essere sempre vigile e che non c’è limite a quello che si può fare e che ti si prospetta a livello di crescita. Un lavoro come il mio ti dà ogni giorno nuovi stimoli e ti mantiene vivo.

DANIELA: Ti ringrazio Benedetto per il tempo dedicatoci, e do appuntamento a te (perché sei il docente) e a tutti quelli che si iscriveranno al Corso SEO e Posizionamento del prossimo 5 Maggio a Bologna!

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