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Corso Narrarsi Online, si ritorna fra i banchi

Volge al termine la mia esperienza in Mimulus, e mentre scrivo questo post non nascondo che inizia ad affiorare un po’ di malinconia.

Di questi sei mesi mi porterò dietro un pesante bagaglio, un bagaglio pieno di:

  • persone conosciute, in primis Roberto – che ho imparato a conoscere bene e a stimare per la meticolosità che mette nel proprio lavoro, e con il quale ho condiviso anche i pasti 🍏 – e per ultima (ma non per importanza) Francesca Sollo;
  • risate, perché nella vita non bisogna prendersi mai troppo sul serio, quindi in ufficio c’è sempre posto per affettuosi scambi di battute;
  • nozioni apprese, che mi saranno utili nel proseguo della mia “carriera”.

E a proposito di cose apprese, come non menzionare i DigitalFriday e ringraziare i docenti dei corsi frequentati da febbraio ad oggi… beh, è proprio dell’ultimo corso seguito la scorsa settimana che voglio parlarti in questo mio post di commiato.

26 maggio, dopo tanto lavoro e impegno i DigitalFriday (grazie alla collaborazione con gli amici di OnMarketing) sono infatti approdati a Roma con il Corso “Narrarsi Online: la tua storia sul web” della poc’anzi citata Francesca Sollo, meglio nota come Social Muffin.

Cos’è la narrazione online?

È il modo più efficace di miscelare i tuoi obiettivi di business con la tua personalità.

Ma proseguiamo per gradi…

Innanzitutto, ogni storia che si rispetti necessita di un protagonista che sia fin da subito ben definito dal punto di vista caratteriale/psicologico, fisico, inquadrato in un preciso contesto, e di cui conosciamo il modus operandi.

Se vuoi narrare qualcosa online (che sia la tua storia personale, quella della tua azienda, o che tu voglia lavorare su entrambi i livelli narrativi), quindi, crea il tuo attore protagonista, mettigli uno zaino in spalla, e che il suo viaggio abbia inizio!

Come nella vita reale, il suo percorso non sarà tutto in discesa, ma nel tuo racconto ci dovrà necessariamente essere una “chiamata alle armi”. Questo ti aiuterà a creare empatia con il tuo pubblico e a fare in modo che esso si identifichi con il protagonista.

Ma a cosa mi serve tutto questo, ti starai chiedendo, se produco scarpe (ad esempio)? Lo Storytelling (o comunicazione morbida) – Francesca docet – può essere un utile strumento per arrivare al tuo pubblico con il giusto messaggio e attraverso il suo canale preferito.

Produci scarpe? Bene! Certo non sarà la scarpetta di cristallo di Cenerentola, ma una storiella che persuada una come me (che calza quasi esclusivamente scarpe da ginnastica) a comprare la tua décolleté tacco 12, puoi cercare di raccontarla. 😉

Una visione strategica

Che tu ricorra alla narrazione online o implementi un piano di marketing di stampo più tradizionale, la parola d’ordine è la stessa: strategia.

Per raccontare efficacemente una storia, durante il corso ho imparato che occorre costruire – anche in questo caso – le buyer personas (il loro background, le preferenze – come preferiscono essere contattate?, …), nonché analizzare la concorrenza (canali utilizzati, contenuti, risultati ottenuti, … ) per scoprire in cosa puoi ESSERE UNICO.

Come essere unici? Beh, durante le 8 ore di lezione abbiamo analizzato diverse case history, tutte accomunate dallo stesso filo rosso… non affannarti per farti trovare dagli utenti, ma fai in modo che siamo loro a trovarti attraverso una strategia di contenuto che punti su argomenti che non vendono direttamente, ma che attraggono per convertire… think Content, act Inbound.

Ovviamente è più facile a dirsi che a farsi, ma il segreto è: ascolta, studia la tua nicchia e differenziati, e – soprattutto – offri un’esperienza semplice. Questo tipo di comunicazione non punta ai numeri, ma alla creazione di relazioni, perché una rete che supporta è una rete che genera interesse e profitto.

Dove raccontarsi?!

Facebook, Instagram, Pinterest… voglio “raccontarmi” online, ma per quale piattaforma optare?

Facebook è sicuramente utile per creare identificazione con il tuo cliente tipo, attraverso la pubblicazione di contenuti free che lo invoglino a capirne di più del tuo “prodotto”. I contenuti più appealing sono le live streaming e i video; materiale promozionale che parli direttamente della tua attività e/o che risolva un problema dell’utente.

Instagram è la piattaforma ideale se vuoi suscitare un wow effect. Ma attenzione, non è sufficiente pubblicare una bella foto, il testo è altrettanto importante! Qui puoi inoltre personalizzare il tuo racconto utilizzando un hashtag creato ad hoc (come il nostro #mimuluscool 😀 ), oppure individuare quelli più affini al tuo settore – ma il consiglio in questo caso è quello di utilizzarli con parsimonia.

Ovviamente trattandosi di contenuti visual, sii coerente realizzando scatti similari tra loro, personalizza il tuo set fotografico e utilizza la tua palette di colori (sull’account mimulus, ad esempio, utilizziamo per la maggiore il pantone fucsia). Inoltre, utilizza le storie per condividere momenti reali e far conoscere altri aspetti di te e della tua attività.

La piattaforma preferita da Francesca è però Pinterest, che ti permette di organizzare varie bacheche e differenziarle per temi a seconda di quelli che sono i tuoi interessi, le tue passioni e i tuoi desideri. Perché prediligere questa piattaforma? Per l’alta interazione (soprattutto per makers e professionisti), la categorizzazione dei contenuti come detto poco fa, e la generazione di traffico profilato al tuo sito web. Il suo utilizzo sul mercato italiano è però ancora limitato.

In aggiunta a questi supporti, c’è sempre il caro-vecchio blog sul quale – come saprai – puoi dividere i temi che vuoi trattare per obiettivi, canali e segmenti di pubblico. Il blog è la tua “casa sul web”, quindi fai in modo che rispecchi il più possibile la tua brand identity.

Clienti fantastici e come raccontarli

Ma se fosse la storia di un cliente quella che devi raccontare? La prima cosa che facciamo noi di Mimulus è intervistare il cliente per identificare i “nodi” del progetto e i parametri entro i quali muoverci (budget, materiali a disposizione, tempi), e redigere così un documento di fattibilità. Per il resto la storia non cambia: sviluppa, in maniera originale, il sito/blog/pagina social sulla base di quello che vuoi comunicare in nome e per conto del tuo cliente, rispettandone la brand identity (logo, palette colori, font), nonché delle informazioni che gli utenti cercano.

Che altro dire, come avrai capito, questo corso mi è piaciuto un sacco!!

Spero che questo ultimo mio post che vedrai sul blog Mimulus ti abbia fatto battere il cuore, perché (prendendo spunto da una frase di Francesca) l’occhio osserva, il cuore ricorda.

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