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Narrarsi online: quattro chiacchiere con Francesca Sollo

Narrarsi online: quattro chiacchiere con Francesca Sollo

Oggi si parla tanto di Storytelling, tutti sembrano in grado di farlo e/o si proclamano “esperti” in materia.

Ma cosa vuol dire fare Storytelling? E, soprattutto, come si fa Brand Storytelling?

Per approfondire l’argomento, abbiamo chiesto a Francesca Sollo – docente del Corso Narrarsi Online: la tua storia sul web organizzato nell’ambito dei nostri Digital Friday a Roma, con gli amici di OnMarketing – di parlarci del suo lavoro.

DANIELA: Buongiorno Francesca e grazie per averci concesso questa intervista. Raccontaci chi sei, che cosa fai, e cos’è questa “comunicazione morbida” di cui tanto parli.

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Avverbi, istruzioni per l’uso.

Avverbi, istruzioni per l’uso.

Concludo oggi questa mia serie di post dedicati alla scrittura, parlandoti di un elemento che non può mancare nella cassetta degli attrezzi di un writer: gli avverbi.

Proseguendo lo studio per affinare le mie tecniche di scrittura, ho iniziato a leggere il libro “Le nuove regole della scrittura” di Ann Handley la quale, a proposito di avverbi, consiglia di utilizzare verbi più brillanti al fine di poterli omettere o quantomeno limitarne l’utilizzo. Volendo citare il suo esempio, invece di dire “la produzione è cresciuta rapidamente del 4%”, potremmo optare per “la produzione è balzata al 4%”; la frase è diventata in questo modo più breve, incisiva, e delinea una scena più vivida.

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Accenti e apostrofi: i più comuni errori sul web

Accenti e apostrofi: i più comuni errori sul web

Quando scrivo un post, mi capita spesso di interrogarmi sul corretto uso di accenti e apostrofi… il dubbio è sempre dietro l’angolo (tant’è che la buona Francesca Fabbri ci ha lasciato in ufficio un post-it con gli “svarioni” da non commettere); pertanto utilizzo oggi questa pagina web – che condivido con te – come se fosse un block notes su cui annotare i punti da tenere sempre sott’occhio quando scrivo.

A quanto pare non è solo un mio problema: gli errori più comuni osservabili sui social network, infatti, riguardano proprio accenti, apostrofi e pronomi.

Ovviamente non vanno colpevolizzati i social, quelli relativi ad accenti e apostrofi sono errori grammaticali che da sempre accompagnano la lingua italiana, e che quindi sono semplicemente migrati dal foglio di carta a post e commenti online.

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La struttura del testo: la piramide rovesciata

La struttura del testo: la piramide rovesciata

AAA Attenzione cercasi!

Monopolizzare l’attenzione del nostro lettore è fondamentale, e lo è tanto più riuscirci in tempi rapidi… al primo colpo d’occhio.

Quando ancora era di moda svegliarsi di buon mattino e passare in edicola per l’acquisto del quotidiano, prima di recarsi verso la propria meta lavorativa o di studio, ti ricordi cosa succedeva?

Spesso un titolo scritto a caratteri cubitali, un sottotitolo esplicativo e un’intro scritta in modo magistrale erano lì, spiattellati in prima pagina come a dirti: “Ehi si, sono proprio io il genere di articolo che ti interessa!“. E noi (mi ci includo) cosa facevamo? Curiosi di scoprire che pieghe avrebbe preso quel racconto, sintetizzato in un paio di righe, finivamo per comprare giornali – spesso anche riviste da quattro soldi – che erano riusciti a “catturarci”.

Beh, io scrivo per il web e non per riviste cartacee ma la musica non cambia: è comunque necessario andare dritti al punto e mettere subito in chiaro qual’è l’argomento di cui si parlerà.

La struttura piramidale

Per fare ciò, un modello di struttura su cui organizzare un articolo, è quello che gli anglosassoni definiscono “piramide rovesciata“; caldamente raccomandato anche da Jakob Nielsen, guru della web usability.

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Sedurre con i titoli

Sedurre con i titoli

Secondo un vecchio adagio non si dovrebbe mai giudicare un libro dalla copertina. Effettivamente è così, perché un contenuto lungo centinaia e centinaia di pagine, ricco di colpi di scena e tanto altro, può sicuramente far ricredere il lettore e appassionarlo a prescindere da una copertina poco appealing.

Ma vale lo stesso per un blog post? Pare proprio di no.

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