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Come le aziende usano le Instagram Stories

Nata come applicazione esclusivamente per iOs, Instagram deve il suo successo alla modernissima idea dei giovani creatori Kevin Systrom e Mike Krieger.

Nel 2010, i ragazzi hanno lanciato sul mercato il primo social network che permetteva agli utenti di scattare foto, applicarvi filtri e condividerle istantaneamente in rete; fu proprio questo il segreto del successo di Instagram: mentre Facebook era la piattaforma delle condivisioni, dello scambio di idee, dei commenti e poi delle foto, il nuovo social permetteva in brevissimo tempo di scattare, modificare e pubblicare belle immagini online.

Instagram e le Stories

Le immagini sono la peculiarità della piattaforma: il messaggio arriva diretto, senza bisogno di ragionamento, in tutto diverso dal rigoroso testo scritto. Possiamo racchiudere la forza delle immagini in 4 elementi caratteristici:

  1. velocità
  2. persistenza del ricordo
  3. acquisizione immediata
  4. apertura a più interpretazioni.

Esisteva già una piattaforma che racchiudeva una grande quantità di fotografie in rete: Flickr, fondato nel 2005, deteneva il monopolio della condivisione di foto professionali online. Ma allora perché non ha ottenuto la fama avuta da Instagram? Semplice: Kevin e Mike hanno avuto la geniale intuizione di posizionarsi subito su mobile.

Nel 2016, Instagram introduce le Stories: contenuti foto e video pubblicabili se scattati entro le 24 ore precedenti, e che si cancellano una volta passate le 24 ore successive.

Adesso gli iscritti alla piattaforma sono circa 800 milioni, e 300 di essi utilizzano quotidianamente le Stories. Morgan Cornelius, una Product Marketing Manager di Instagram, afferma che i consumatori si aspettano due cose molto diverse dalle aziende sulla piattaforma: vogliono vedere foto bellissime e stimolanti, ma vogliono anche avere uno sguardo crudo e autentico sui meccanismi interni del marchio, che permettono a loro di avvicinarsi al brand e al brand di trasmettere al cliente l’identità.

Perché i grandi marchi usano le IG Stories?

Dopo qualche ricerca in rete, ho stilato i principali motivi per cui un’azienda pubblica le Stories su Instagram:

  1. mostrare il “dietro le quinte” del marchio e dei suoi progetti
  2. anticipare la pubblicazione di un post o spingere il flusso verso un contenuto particolare
  3. fare sondaggi e ottenere feedback dagli utenti
  4. lanciare un prodotto in anteprima attivando saldi o promozioni a tempo
  5. fare storytelling del servizio offerto e dell’identità di marca
  6. anticipare o riassumere un articolo pubblicato sul blog ufficiale.

Ufficialmente le Stories sono state create per evitare l’overposting: gli influencers e le celebrità preferiscono ad avere un profilo curato con belle foto professionali, quale mezzo migliore delle Storie per raccontare la loro vita quotidiana di persone comuni?

Uno dei motivi più importanti per cui le aziende utilizzano Instagram Stories è la permanenza nei feed dei loro follower: a giugno 2016, Instagram ha aggiornato il feed in modo da avere le Stories sempre presenti in cima al feed di un utente. Questo meccanismo aiuta i brand a rimanere ai primi posti nella sfilza delle Storie; quelle più popolari appaiono anche nella parte superiore della pagina Esplora, contribuendo a dare una copertura ancora più ampia.

Il vantaggio principale che hanno i marchi rispetto agli account regolari è la possibilità di collegarsi a una pagina Web esterna inserendo il link nella Storia: è un modo per afferrare un pubblico già coinvolto col brand e indirizzarlo a un post del blog, al sito Web o a una pagina di destinazione specifica. Per ora, per avere questa funzione, è necessario avere un seguito di almeno 10 mila followers.

Brand di Moda

Per quanto riguarda le aziende di alta moda, nel 2017 era Chanel il marchio con più followers (e con il maggior incremento di fan): ora conta un seguito di ben 27,9 milioni di utenti. A seguire, Louis Vuitton a pari merito con Gucci contano 24,4 milioni di followers, Victoria Beckham (in figura di stilista) 20,4 milioni, Dior 19 milioni e mezzo, Dolce&Gabbana 16,9 milioni, Prada con 15,5 milioni, Calvin Klein e Versace con i loro 12,6 milioni di followers hanno superato gli 11,7 milioni di Michael Kors, e infine la pagina ufficiale di Armani che conta 10 milioni e mezzo di seguaci.

  • Chanel utilizza le IG Stories maggiormente per presentare disegni e bozzetti della nuova collezione in preparazione
  • Louis Vuitton per dare qualche assaggio di progetti e collaborazioni future
  • Gucci mostra il dietro le quinte di un set fotografico
  • la Beckham ci tiene a mostrare gli outfit utilizzati in diverse occasioni per poi racchiuderli, per tema, nelle Storie in Evidenza sul profilo
  • Dior rende i fan partecipi delle fasi di trucco e parrucco delle modelle prima di uno shooting approfittandone anche per pubblicizzare la nuova linea di prodotti make-up
  • Dolce&Gabbana ultimamente sta usando le Stories per presentare e dare anticipazioni riguardo la nuova collezione uomo A-I 2018/2019 chiamata “DGKing”
  • Prada pubblica dei mini-episodi recitati da bellissimi modelli-attori al fine di presentare il luogo di produzione di Nylon, la Nylon Farm, da sempre materiale iconico della firma italiana. Il primo giugno uscirà il secondo episodio
  • Calvin Klein ha ben chiaro l’obbiettivo da raggiungere: si propone come la firma della bellezza e della sensualità, e all’interno delle Storie invita i fan a postare proprie foto con indosso la loro lingerie usando l’hashtag #MyCalvins
  • Versace sfrutta tutti gli effetti delle Storie per creare mini-video ben fatti e colorati in cui viene presentato di volta in volta un prodotto in particolare
  • Michael Kors utilizza le Stories per anticipare nuovi prodotti e creare dei quiz-sondaggi per coinvolgere l’audience
  • Armani presenta gli outfit indossati da personaggi famosi a eventi mondani, utilizzando hashtag precisi.

Per lo sportswear, Nike, con ben 77,6 milioni di seguaci, si piazza al primo posto con uno scarto superiore a 57 milioni da Adidas che conta “solo” 20,1 milioni di followers. Per quanto riguarda la lingerie, il noto brand Victoria’s Secret è al primo posto con un totale di 59,6 milioni di seguaci. Infine, oltre alle case di haute couture e a quelle di abbigliamento sportivo più conosciute, conquistano ottime posizioni anche i brand più famosi del fast fashion: a capo della classifica Zara, con 25,9 milioni di followers, supera la collega svedese H&M di appena 500 mila utenti (25,4). Forse unici rappresentanti del mondo beauty a livello mondiale sono MAC Cosmetics, con un seguito di 18,3 milioni di followers, e Sephora con 14,3 milioni.

  • Nike usa le IG Stories per mostrare le nuove scarpe in uscita tramite mini-video pubblicitari molto divertenti
  • Adidas utilizza dei testimonial, spesso personal trainer e professionisti del mondo sportivo, per presentare nuovi prodotti di abbigliamento ma anche per dare consigli e mostrare tipi di allenamento
  • Victoria’s Secret utilizza le Storie per fare pubblicità alla nuova linea estiva invitando anche gli utenti a fare swipe-up e atterrare direttamente sul sito ufficiale da cui acquistare i prodotti
  • anche Zara invita allo shopping indicando il link diretto per comprare i capi
  • pure H&M sfrutta la novità alla stessa maniera ma in modo più creativo: ha creato una specie di H&M Magazine solo per le Stories in cui sovrappone la foto di un prodotto a una testata di un giornale online scrivendo “Editor’s picks” (“scelti dall’editore”)
  • MAC Cosmetics mostra prodotti in anteprima alle seguaci di Instagram inserendo anche tutorial e consigli su come truccarsi
  • Sephora pubblica una serie di video in cui una testimonial prova diversi prodotti per la cura del corpo dando consigli d’uso e recensioni.

Cercando di riassumere brevemente i motivi per cui le case di moda usano le Instagram Stories, possiamo raggrupparli in tre categorie:

  1. mostrare i prossimi prodotti, il work in progress e il dietro le quinte
  2. invitare i followers all’azione (call-to-action)
  3. dare consigli e indicazioni su come usare i prodotti.

Aziende Food

Per quello che riguarda le aziende di cibo, il primato in numero di followers lo detiene Starbucks, il marchio che meglio sfrutta le potenzialità della piattaforma ha un seguito di ben 16,4 milioni di persone, seguito da McDonald’s con uno scarto di 13 milioni di persone (3,1 milioni) e poi da Coca-Cola con un totale di 2,5 milioni di utenti. Successivamente, Taco Bell con 1 milione e 2 di fan supera di gran lunga i 307 mila followers della Heineken, e infine chiude il nostro elenco Cheerios con quasi 40 mila utenti.

  • Starbucks è sicuramente un’azienda da cui prendere spunto per le Stories. Posta principalmente foto di caffè, frullati e ciambelle scrivendo per esempio le calorie che contengono e corredandoli di qualche scritta colorata, ma non solo: pubblica le migliori foto taggate dagli utenti scrivendo il nome del fotografo facendolo sentire parte della community
  • McDonald’s approfitta dell’opportunità delle Storie per presentare i suoi panini corredati di ricetta o per ricordare l’Hamburger-Day; ma oltre a questo coinvolge tantissimo gli utenti pubblicando quotidianamente dei quiz divertenti a mo’ di sondaggio in cui, per esempio, domandano: “Quando è stato fatto il nostro primo hamburger?” a cui è possibile rispondere con “Prima del primo avvistamento di Big Foot” o “Dopo la Prima Guerra Mondiale”
  • Coca-Cola si serve delle IG Stories per richiamare i fan all’azione e coinvolgerli nel migliore dei modi; propone quasi quotidianamente diversi giochini divertenti che permettono ai followers di interagire ed entrare in contatto diretto con loro (es.”Unisci i 9 tappi con solo 4 linee e senza mai staccare il dito dallo schermo” –  “Fai uno screen e inviacelo”)
  • Taco Bell invita spesso gli utenti a mandare un messaggio privato in cui raccontare la propria esperienza da Taco Bell, dove si è andati e cosa si è mangiato, scene divertenti e cosa rappresenta per loro
  • Cheerios addirittura “spia” i suoi followers per poi taggarli nelle Stories scrivendo per esempio: “Chi è fantastico? TU LO SEI! @nomeutente” oppure “@nomeutente ci piace la tua faccia!”.

Riassumendo possiamo dire che le aziende food utilizzano le Stories principalmente per due motivi:

  1. per mostrare al meglio i propri prodotti
  2. per coinvolgere gli utenti con repost, tag e giochi a quiz.

Aziende per il Tempo Libero

Qui ho racchiuso tutte le aziende che si occupano della promozione di svago e divertimento. Al primo posto per numero di seguaci troviamo National Geographic con 88,2 milioni di followers, seguito dalla Nasa con 32,6 milioni. Al terzo posto si posiziona l’account Instagram della PlayStation con 10,8 milioni di utenti fidati, seguito da E!, canale di gossip disponibile solo su Sky, con solo 200 mila followers di differenza (10,6). La quinta posizione la conquista Netflix con un seguito di 8,2 milioni, infine gli account Apple e AirBnb hanno un seguito rispettivamente di 5,4 e 3 milioni di followers.

  • National Geographic fa uso delle Instagram Stories soprattutto per pubblicare le foto più belle degli utenti che li taggano, scrivendo il nome utente e spronando il pubblico a inviare foto sempre migliori
  • Nasa: nonostante non sia propriamente un’azienda, tiene tantissimo al coinvolgimento degli utenti. Pubblica quotidianamente bellissime foto di stelle e pianeti con una spiegazione più approfondita nelle Stories; oltre a ciò, entra negli uffici della sede per farsi raccontare dai dipendenti la loro esperienza personale: in questo modo avvicina il pubblico ad argomenti piuttosto complicati mettendoli alla portata di tutti
  • Play Station utilizza le Storie principalmente per pubblicizzare nuovi giochi in uscita o prodotti rinnovati
  • E! pubblica continui aggiornamenti in fatto di celebrities e persone dello spettacolo tenendo i follower sempre informati sulle ultime notizie
  • Netflix coinvolge i fan più accaniti postando riferimenti e mini-video divertenti riguardanti serie tv già uscite, ma anche trailer e anteprime esclusive di uscite future, mantenendo alta l’attesa
  • Apple non mostra i suoi prodotti ma lascia pieno spazio alla community: lancia temi e chiede ai propri followers di pubblicare gli scatti usando hashtag precisi; le Stories vengono poi utilizzate per mostrare le foto scelte in un video ben montato
  • AirBnb condivide liste dei migliori posti in cui vivere, conti alla rovescia e consigli di viaggio, ma soprattutto sondaggi: ogni martedì pubblica il “TravelTuesday” in cui, oscurando gran parte dell’immagine, chiama gli utenti a indovinare il luogo della fotografia.

Sintetizzando possiamo dire che queste aziende usano le IG Stories essenzialmente per:

  1. coinvolgere gli utenti con repost e tag
  2. mostrare anteprime dei servizi offerti
  3. avvicinare anche i non esperti del settore al marchio rendendoli partecipi della vita lavorativa.

Tiriamo le somme

Abbiamo analizzato come si approcciano le aziende alle Instagram Stories, potente mezzo per raggiungere un gran numero di persone e trasmettere al meglio l’identità di marca.

Possiamo sintetizzare l’analisi in questo modo:

  • le firme della moda impiegano le Instagram Stories soprattutto per mostrare prodotti, anche in anteprima, spiegando come utilizzarli al meglio
  • le aziende food sono quelle che più chiamano gli utenti all’azione chiedendo di partecipare a quiz e giochi
  • le aziende che offrono servizi per il tempo libero, infine, si concentrano principalmente sul coinvolgere i fan e avvicinarli al marchio repostando foto e taggandoli.

 

E tu come utilizzi le Instagram Stories?

😜

 

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