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Newsletter: 20 errori da evitare

Scrivere una Newsletter non è mai semplice, si sa.

Occorrono tempo, pianificazione e tanto studio ma, se realizzata nel modo corretto, può rivelarsi davvero efficace per un business online.

Innanzitutto occorre chiedersi:

Come voglio che sia la mia Newsletter?

Cosa piace ai miei lettori?

Ci sono già altre Newsletter che trattano gli stessi temi?

Deve rivelarsi il giusto mix di informazione, divertimento e marketing: sta a noi scovare la tecnica migliore e più adatta a rendere il nostro business un’impresa di successo.

Vediamo insieme i 20 errori più comuni.

1. Errori ortografici

Leggere una newsletter piena di orrori ortografici non è certo piacevole: dimostra che chi l’ha scritta non è stato attento e preciso durante scrittura.

Sono incluse anche le costruzioni di frase sbagliate, una formattazione con pochi paragrafi e spazi bianchi che rendono poco scorrevole il testo, gli errori di battitura e la punteggiatura inserita casualmente.

2. Non definire orario e periodicità di invio

Essenziale per la buona riuscita di una newsletter è lo studio dell’orario e dei giorni più adatti per l’invio delle proprie comunicazioni, decidendo inoltre la cadenza della newsletter: quotidiana, settimanale, bisettimanale, mensile, ecc. anche in base a target e pubblico di riferimento.

3. Non chiedere ai contatti cosa preferiscono ricevere

Al momento dell’iscrizione è consigliabile inserire i 3 argomenti principali trattati nella newsletter sotto i campi dei dati personali, in modo che l’utente possa avere qualche assaggio dei temi futuri e capire bene se sono argomenti per lui interessanti, senza contare il fatto che anche noi possiamo così avere un riscontro su cosa piace maggiormente ai lettori.

Oltre a ciò, è possibile anche inviare dei sondaggi di gradimento in cui chiedere ad esempio:

Quali contenuti vorresti vedere più spesso?

Ti piacciono gli argomenti trattati?

Ti interessano di più contenuti pubblicitari o informativi?

Ti sono piaciuti gli articoli che ti abbiamo proposto finora?

Con che frequenza vorresti ricevere i nostri messaggi?

4. Non mettere in cima le informazioni più importanti

Solitamente, l’altezza media della prima schermata visualizzata dall’utente prima che scorra vero il basso è di circa 3 pollici, ovvero 7 centimetri: quando creiamo l’email, dobbiamo assicurarci che l’argomento principale rientri in questo piccolo spazio.

Il primo paragrafo occorre che sia chiaro, divertente, stimolante e ovviamente interessante: il punto focale della nostra comunicazione deve essere inserito qui, e magari anche in chiave ironica.

5. Non organizzare il contenuto

Correlato al punto 4, dopo aver posizionato in alto le informazioni più importanti occorre tassativamente organizzare in modo intelligente anche il resto dei contenuti all’interno della mail.

6. Non presentarsi

Sapere con chi si sta parlando è essenziale per ottenere la fiducia dei propri lettori, quindi vietato rimanere anonimi.

Fondamentale che anche l’indirizzo email risulti affidabile e riconoscibile. Parte tutto da qui in quanto è la prima cosa che salta all’occhio: un mittente con indirizzi email come account-noreplay@dominio.it non invogliano certo all’apertura e danno l’impressione di stare comunicando con un bot.

È consigliabile posizionare il logo nella parte superiore della newsletter, mentre il resto delle informazioni che vi riguardano (dove siete, come contattarvi, dove trovarvi sui social network) dovranno essere più in basso, in fondo alla newsletter.

7. Mancato consenso dei destinatari

Soprattutto in passato era frequente prendere indirizzi email casuali da grandi raccolte online, col risultato che si mandavano newsletter a gente non interessata e soprattutto violando la privacy altrui.

Oggi, con il nuovo Regolamento Europeo GDPR, è previsto che i destinatari abbiano volontariamente ed esplicitamente dato il proprio consenso alla ricezione delle newsletter.

8. Non inserire il link per la disiscrizione

In fondo a ogni email deve obbligatoriamente essere presente il link diretto per la cancellazione dalla newsletter.

Occorre tutelare il lettore e la sua volontà: è importante mantenere un rapporto sereno con gli iscritti e dare sempre loro la possibilità di modificare i propri dati o eliminarsi dalla newsletter.

In questo passaggio potrebbe essere utile inserire una specie di sondaggio:
Perché non vuoi più ricevere le nostre newsletter?
con diverse possibilità di scelta tra cui:
Arriva troppo di frequente / Gli argomenti non mi interessano più / Ho già avuto ciò che mi interessava…ecc.
Dai risultati sarà possibile comprendere cosa non va nel nostro servizio, cosa si potrebbe migliorare e se ciò di cui parliamo interessa veramente agli utenti.

9. Oggetto anonimo, ambiguo o troppo lungo

L’oggetto è forse la parte più importante di una newsletter: poche righe che segneranno il futuro successo -o insuccesso- della nostra comunicazione e, allargando lo spettro, del nostro sito o blog.

Occorre che sia breve, stimolante, originale e accattivante: non importa che riassuma il contenuto della newsletter, basta che dia al destinatario quella spinta in più che lo esorti ad aprire immediatamente la nostra letterina invece di ignorarla per sempre.

Abbiamo a disposizione 140 caratteri totali.
Una buona pratica è quella di scrivere almeno 3 oggetti diversi e poi spedirseli nella propria casella di posta: quello che ci ha stimolato di più sarà quello definitivo.
Per esserne ancora più certi, si può mandare l’email a un amico o un altro membro del team e vedere quale delle tre proposte aprirà per prima.

10. Non mettere il link per la lettura dell’email nel browser

Da non dimenticare mai è l’inserimento finale di un link che permetta ai lettori di visualizzare la newsletter da browser: se non potranno visualizzare le immagini o parte del testo dalla casella di posta, potranno comunque prendere visione della mail dal proprio browser preferito.

11. Non controllare la visualizzazione e la responsività da mobile

Ormai tutti oggi abbiamo uno smartphone che utilizziamo proprio come fosse un computer, e questo vale anche per la lettura delle email.

Una newsletter deve essere chiara, leggera e, soprattutto, deve essere una distrazione che al tempo stesso rilassa e arricchisce, non una perdita di tempo: se bisogna impazzire per cercare di leggerla o se si carica lentamente, allora che senso ha?

12. Non segmentare i contatti in liste

Assolutamente vietato non creare liste di contatti: il pubblico non è tutto uguale, e occorre tenere conto delle differenze di età, genere, luogo di provenienze, interessi, in modo da inviare le comunicazioni giuste ai lettori davvero interessati.

Anche usare lo stesso formato per tutti abbasserà di gran lunga l’efficacia dei messaggi.

13. Mettere un pop-up di iscrizione poco visibile

Inserire sul sito un avviso pop-up, per l’iscrizione alla newsletter, di colori poco accesi o simili a quelli preponderanti della pagina, anche se sembra banale, può risultare controproducente per la nostra newsletter: meglio orientarsi verso il rosso e colori sgargianti.

Inoltre non deve assolutamente coprire l’intero contenuto della pagina, quindi occorre studiare in anticipo la posizione migliore in cui inserirlo.

Infine non è da dimenticare il momento in cui comparirà l’avviso: è meglio subito, dopo qualche minuto che si sta navigando o appena prima che l’utente esca dalla pagina? Ognuno deve pensare alla soluzione migliore per sé.

14. Richiedere troppi dati

Sempre per quanto riguarda il pop-up di iscrizione, è meglio chiedere all’utente solo i dati personali essenziali: lui perderà meno tempo e soprattutto non verrà scoraggiato dai troppi campi da compilare, rischiando anche che desisti del tutto dall’iscrizione.

La raccolta dei dati e delle preferenze degli utenti è meglio farla in un secondo momento, intanto diamo loro la possibilità di partecipare alla newsletter nel minor tempo possibile e con il minimo sforzo.

15. Poca originalità

Sia il contenuto della newsletter, sia l’oggetto devono essere intriganti e catturare il lettore distratto.

Meglio quindi evitare un oggetto troppo breve, composto da una sola parola, un oggetto uguale al titolo dell’articolo uscito sul blog oppure un oggetto-riassunto del contenuto: occorre semplicemente che sia divertente e originale, poi starà all’utente scoprire di cosa si parla leggendo l’email.

16. Fare invii manuali

Esistono moltissimi software e piattaforme professionali fatte appositamente per l’invio frequente di tante email a più contatti; quindi meglio evitare di affidarsi a programmi di posta elettronica classici o spedire le newsletter manualmente: oltre che essere una perdita di tempo, non si è guidati nella creazione della stessa ed è molto più facile commettere errori.

17. Non guardare le statistiche

Importantissimo, perché ci permette di leggere il tasso di apertura delle email, capire se l’oggetto è risultato efficace, analizzare il numero di click effettuati e valutare quando e ogni quanto inviare la newsletter.

18. Utilizzare solo materiale grafico

Creare una newsletter composta da solo materiale grafico aumenta del 70% la probabilità che finisca nella cartella spam. Di solito si consiglia di mantenere un rapporto di 1:4 tra testo ed elementi grafici.

Per quanto riguarda le immagini, meglio non utilizzare immagini di background perché non è detto che vengano visualizzate correttamente da ogni piattaforma di posta elettronica.
Ogni immagine inoltre deve sempre avere un testo alternativo e una descrizione che siano coerenti con il contenuto dell’email.

19. Inserire allegati nell’email

Allegando un file si corre in primo luogo il rischio che il sistema di posta utilizzato dal destinatario segnali il messaggio come spam, e poi che il file non si riesca ad aprire.

Se si vogliono inserire approfondimenti, è meglio optare per collegamenti esterni nel testo che permettano di atterrare su pagine specifiche del nostro sito, in modo così da aumentarne anche il traffico.

20. Inserire il testo completo dell’articolo

Annunciare l’uscita di un nuovo articolo sul sito copiandone tutto il testo nell’email, che senso ha?

Un’email troppo lunga scoraggia l’utente, porta via traffico al sito e non permette di commentare o interagire con gli altri lettori scambiandosi opinioni.

Evitare anche di riassumere brevemente il contenuto: per il lettore è più coinvolgente inserire le prime righe e troncare lasciando un po’ di suspense o, meglio ancora, creare da zero un testo apposta per la newsletter che, con tono ironico e divertente, accenni brevemente all’argomento spronando il destinatario a leggerlo interamente sul sito.

 

Per leggere il nostro articolo su come scrivere newsletter clicca qui.

Intanto buon divertimento e occhio agli errori! 😉 💌

 

 

 


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