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Scrivi Newsletter come se scrivessi al tuo Amico di Penna

Avete mai avuto un Amico di Penna? ✍🏻

Io quando frequentavo le scuole medie ne avevo uno, Michele, piemontese. Ci siamo scambiati lettere per circa un anno, e in quelle lettere gli parlavo come se ci conoscessimo da sempre.

Non sapevo niente di lui, ma nonostante questo ci scrivevamo con quel tono diretto e personale come se fossimo stati compagni di banco.

Ecco, è così che si scrivono le Newsletter!

Da grande poi, ho cominciato a scrivere email per lavoro, e mi sono accorta di avere una repulsione fortissima per tutte le email che suonano estremamente formali e burocratiche.

Hai presente quelle scritte dall’amministrativo o dal commerciale, con locuzioni standard alla “Sono ad inviarLe” oppure “Solo per avvertirLa che”? Proprio quelle!

Conquista il lettore

È chiaro che il contesto e il ruolo professionale incidono sullo stile della comunicazione via mail, ma in fondo è sempre con altre persone che si sta parlando, ed è bello riuscire a far emergere il lato umano! Anche quando si parla di fatture. 🙃

Nel caso specifico dell’invio di newsletter, la nota umana diventa necessaria e fondamentale.

Scrivere una newsletter è un po’ come depositare una busta chiusa davanti la porta di casa del nostro destinatario, che deciderà di aprire e leggere il contenuto della nostra missiva in base a una serie di fattori: il colore della busta, il tipo di carta, la grafia, il mittente…

Nel caso di posta elettronica e di newsletter, vista l’enorme quantità di comunicazioni che intasano la nostra casella ogni mattina, tendenzialmente facciamo una cernita e decidiamo di aprire, leggere e continuare a ricevere solo le email che in qualche modo ci catturano.

Obbiettivo

Innanzitutto chiediamoci: cosa voglio ottenere con questa newsletter?

È essenziale delineare l’obbiettivo che si vuole raggiungere: portare traffico sul sito? Promuovere un’offerta specifica? O semplicemente ricordare ai clienti che esistiamo e che possono contare su di noi?

E poi: qual è l’azione che vogliamo far compiere al lettore?

Se non è chiaro nemmeno a noi, sarà difficile impaginare il testo e delineare la struttura del messaggio in modo adeguato.

Quali sono, allora, gli elementi che catturano l’attenzione del destinatario?

Mittente

Innanzitutto, è essenziale che le newsletter siano chiare e affidabili sin dal mittente.

Sono bandite tutte le email con mittente incerto!

Per esempio, newsletter inviate da un certo account X, ma con contenuto brandizzato Y (loghi/banner del brand) e firma finale di un terzo soggetto Z. 😕

È necessario che il mittente sia riconoscibile sin da subito e che risulti coerente con gli altri elementi della campagna: il mittente deve esplicitare chi sta comunicando.

Oggetto

Di pari importanza rispetto al mittente è l’oggetto della newsletter, che esplicita cosa si vuole comunicare.

L’oggetto è come il trailer di un film: deve incuriosire, catturare l’attenzione, suscitare l’interesse del destinatario e spronarlo ad aprire la letterina invece di cestinarla immediatamente.

In un trailer, però, ci sono anche musica, parole e immagini. In un oggetto solo un numero limitato di caratteri per poche e selezionate parole.
Purtroppo, l’oggetto perfetto non esiste, ed è difficile riuscire a trovare la formula giusta per renderlo sempre accattivante.

Tuttavia, può rivelarsi utile seguire queste 5 pratiche prima di iniziare a scrivere una newsletter:

1) Essere brevi

Un oggetto di troppe parole non invita all’apertura: frasi troppo lunghe vengono troncate dai client di posta, soprattutto da mobile. Una frase di massimo 4/5 parole piace al lettore e ai client.

Una buona pratica è quella di formulare una domanda: è un modo molto efficace per catturare l’interesse del lettore e guidarlo nell’apertura della mail.

Inoltre, in caso di newsletter spedite ad hoc per incrementare le vendite di un prodotto, occorre fare leva sull’emotività personale che conduce all’acquisto: non bisogna descrivere meramente il prodotto e dire semplicemente cos’è, ma piuttosto spiegare com’è perché è così, e l’oggetto deve essere in grado di trasmettere tutto questo.

Nel testo poi, è fondamentale comunicare tutte le informazioni importanti subito: occorre essere brevi e anticipare, in poche ma persuasive righe, i contenuti più rilevanti della newsletter.

Bryan e Jeffrey Eisenberg, esperti di web marketing e inventori della Persuasion Architecture, affermano:

Ogni click, rappresenta una domanda che il tuo cliente ti sta facendo. Rappresenta la volontà di restare connesso con te. Rappresenta l’unico punto di conversione. Rappresenta uno slancio di persuasività.

Se il tuo cliente non clicca, la comunicazione cessa e il momento persuasivo evapora. Se non è possibile aiutare le persone a ottenere informazioni che rispondano alle loro domande, perché dovrebbero preoccuparsi di fare affari con te?

2) Individuare il proprio stile

L’oggetto è un titolo, e in quanto tale deve incuriosire, stimolare, stuzzicare. Come con ogni titolo, la scelta delle parole è fondamentale, ma anche lo stile.

Definisci uno stile e fallo emergere.

Inoltre, è fondamentale scavalcare il limite della descrizione oggettiva: occorre rendere il lettore partecipe delle emozioni che si vogliono trasmettere e dell’identità di marca.

Più concretamente bisogna comunicare i benefici e le opportunità che il proprio prodotto ha da offrire.

4) Ricontrollare sempre

Prima o poi si sbaglia, succede a tutti!
Non c’è cosa peggiore di inviare (e ricevere..!) una nuova newsletter con un oggetto vecchio.

Per questo è consigliabile concentrarsi innanzitutto sulla modifica dell’oggetto, ogni volta che si inizia una nuova campagna.

5) Rispettare il destinatario e il tempo che sta spendendo

Ingannare il destinatario con un oggetto poco coerente con il messaggio della campagna, con il mittente e con il brand non premia affatto.

E al prossimo invio, il rischio è ritrovarsi una lista più corta.

6) Evitare una fine certa in spam

Da bandire nell’oggetto parole come free, gratis, omaggio, sulle quali potrebbero essere attivi i filtri antispam, ma anche leggi, reminder, importantebellissimoimperdibile, che non so perché ma non promettono mai nulla di buono.

Da evitare anche caratteri e simboli speciali, che potrebbero non essere convertiti correttamente, e le maiuscole.

Firma

Aggiungo due righe di considerazioni sulla chiusura delle email.

In genere leggo molto più volentieri le newsletter che chiudono con la firma di una persona: aggiunge quel tocco personale che prolunga il rapporto iniziato con l’oggetto e prosegue con il contenuto della newsletter.

Se il rapporto è confidenziale e l’email inizia con

Ciao, XXX!

è bello terminarla con

Ciao, alla prossima!

XYZ .

Da non dimenticare è l’inserimento finale di un link che permetta ai lettori di visualizzare la newsletter da browser: se non potranno visualizzare le immagini, sarà comunque possibile visionare l’intera newsletter nella finestra del browser preferito.

Design del contenuto

La grafica è un aspetto delle newsletter tutt’altro che da sottovalutare: un design accattivante può incrementare il numero dei lettori e degli iscritti.

Il design è come si compone il messaggio: deve rendere il testo scorrevole e facilmente leggibile, tramite font con colori a contrasto e calcolando anche pause, pesi e subordinazioni tra i paragrafi. Al contempo però deve supportare il messaggio, e non distrarre dal contenuto della comunicazione.

Da non dimenticare le foto: occorre che testi e immagini siano ben integrati e in equilibrio tra loro, oltre che sempre funzionali all’obbiettivo finale del messaggio.

La call to action

Essenziale anche il pulsante di call to action.
Altro non è che un bottone per catturare l’attenzione dell’utente e chiamarlo all’azione: per questo motivo la call to action deve rappresentare un imperativo per il visitatore (Iscriviti ora, Scarica adesso o Ricevi lo sconto!), un’esortazione che gli dia in pochissimo tempo la possibilità di entrare in contatto con voi.

L’imperativo è in grado di sollecitare l’attenzione dell’utente e l’istinto umano della curiosità della scoperta.
Fondamentale è che la call to action spicchi tra gli altri contenuti: deve farsi notare perché mirata a trasformare il lettore in cliente.

Infine, è utile posizionare le icone dei social network (anche quelle sono una chiamata all’azione) sempre alla fine, per evitare che gli utenti abbandonino l’email prima di aver letto il messaggio.

In poche parole, occorre trovare un equilibrio tra le esigenze dell’utente, la grafica della pagina e gli obiettivi aziendali prefissati.

Non conosco la formula magica per ottenere la newsletter perfetta, ma so che è un ricco esercizio di stile e, fortunatamente, esistono strumenti che rendono il controllo dei contatti e l’invio di email molto semplici da utilizzare e facilmente gestibili.

Alcuni Tool

1) MailChimp

Lo strumento perfetto per piccole aziende e start up: è l’unico software gratuito per l’invio di newsletter. Permette di creare e gestire una mailing list anche con plugin presenti su WordPress.

Vi sono a disposizione parecchi template per la creazione di belle email accattivanti. Inoltre è possibile collegarlo a Google Analytics per tracciare le attività e misurarne il risultato.

Mailchimp è sicuramente la soluzione di email marketing, tra quelle erogate in modalità freemium, più diffusa al mondo, e anche noi di Mimulus lo usiamo!

Qui il nostro articolo a riguardo.

2) MailUp

Piattaforma semplice e veloce da usare, permette di mandare newsletter, gestire gli invii, segmentare database e utilizzare diversi template.
Ottimo software per quanto riguarda la grafica, l’intuibilità e la facilità di navigazione.

La società italiana fondata a Cremona, nel 2004 ha sviluppato una piattaforma digitale di cloud computing che fornisce gli strumenti per il marketing automation e il tracciamento di newsletter, email e SMS rivolta alle aziende.

Dal 2014 è quotata in borsa.

3) MailAnt

Gratuito, non impone nessun limite al numero degli invii, degli iscritti, o delle newsletter che si possono gestire.

Così la descrizione sul sito: Crea le newsletter in maniera veloce ed intuitiva. Personalizza i contenuti con immagini ed allegati. Salva e richiama facilmente i tuoi modelli di newsletter. Decidi tu quando inviare la newsletter programmandola in un determinato giorno e ora oppure falla partire subito!

4) VoxMail

Gratuito fino a 2.500 iscritti con la possibilità di inviare un massimo di 15 mila email al mese.
Nonostante ciò, la versione base include tutte le funzionalità di quelle a pagamento con limitazioni solo per quanto riguarda il numero di iscritti e invii mensili.

Anche questo made in Italy, non ha nulla da invidiare ai colossi americani: facile ed intuitivo, è perfetto per chi è alle prime armi.

5) MagNews

NON CERCARE I CLIENTI. SONO LORO CHE TI TROVERANNO.
Raggiungi i tuoi clienti con campagne multi-channel.

La prima piattaforma tecnologica italiana, è oggi una delle più importanti a livello nazionale per la realizzazione e la gestione di campagne di digital direct marketing multicanale, via email e mobile.

Nata a Faenza nel 2000 ad opera di Diennea, ha recentemente festeggiato i 15 anni di attività. Semplice da utilizzare, è perfetta sia per i professionisti sia per i meno esperti.

Conclusioni

Un’iscrizione alla newsletter è una piccola vittoria nel processo di acquisizione e gestione dei contatti (Lead Management) e rappresenta il passo che un utente fa verso il brand.

Quando quella persona decide di aprirci la porta ogni settimana, è importante non deludere la fiducia dimostrata. 😍

Il processo di personalizzazione della comunicazione (Lead Nurturing) serve proprio a coltivare e rafforzare quel rapporto di fiducia.

Tuttavia, mai dimenticarsi di tutelare il lettore e la sua volontà: è importante mantenere un rapporto sereno con gli iscritti e dare sempre loro la possibilità di modificare i propri datidisiscriversi dalla newsletter.

 

Buona Newsletter 😘

 

(revisione e aggiornamento di un precedente post di Alessandra)

 

Comments 1

  1. alessandra T.

    mi piace! è scritto bene ed è interessate e come dici tu… personale.

    Rispondi

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